Stop alle chiusure per 5 giorni | Sollievo per i commercianti - Live Sicilia

Stop alle chiusure per 5 giorni | Sollievo per i commercianti

Il primo cittadino firmerà un'ordinanza sulla chiusura dei cinque giorni inflitta a chi occupa il suolo pubblico: più gradualità e possibilità di rinviare la sanzione accessoria. Stamattina però si è rischiato il pasticcio con i vigili pronti a far chiudere e bloccati in extremis.

la decisione del sindaco
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AGGIORNAMENTO (lunedì 17 marzo)
Stamattina si è rischiato il pasticcio. Nonostante l’incontro di ieri sera nel quale il sindaco aveva stabilito lo stop alle chiusure, stamane i vigili urbani le stavano invece regolarmente eseguendo obbligando alla chiusura l’osteria Lo Bianco di via Emerico Amari e altri due locali a Mondello e piazza Indipendenza. Un’azione che ha allarmato subito Palazzo delle Aquile, con l’amministrazione che ha imposto lo stop immediato fino alla firma dell’ordinanza che prevede la possibilità di rinviare di venti giorni la chiusura coatta. “Dura lex sed lex, la legge è legge, molto dura ma si applica – dice Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia – questo è l’ultimo episodio di questo tipo, da ora in poi le cose cambieranno. Ci vuole chiarezza nelle regole, l’amministrazione ha avuto quasi un anno dall’approvazione della mia mozione per decidere: da qui l’amarezza per la chiusura dei negozi che può avere conseguenze sui dipendenti”.

PALERMO – Sospensione delle chiusure già decise, ma soprattutto una gradualità delle sanzioni per il futuro. Possono gioire i commercianti palermitani, o per meglio dire possono farlo coloro che non sono ancora stati multati per occupazione del suolo pubblico a fini commerciali: il sindaco Leoluca Orlando firmerà infatti nei prossimi giorni un’ordinanza con cui rivedrà la linea della quinta città d’Italia in merito alla chiusura dei cinque giorni.

Si tratta, come noto, di una pena accessoria (prevista per legge) introdotta nel 2012 dall’allora commissario Luisa Latella per quei negozi che occupano abusivamente il suolo pubblico ai fini commerciali con gazebo, tavoli, sedie ma anche vasi o cassette della frutta. Una pena non obbligatoria, come detto, ma che l’allora commissario giudicò necessaria per arginare il fenomeno dell’abusivismo. E in questi due anni la chiusura coatta, tanto avversata dai commercianti, è stata applicata ma solo in parte: dall’estate scorsa infatti il Suap aveva “congelato” le chiusure fino all’inizio del febbraio di quest’anno, quando in via Ugo La Malfa è arrivato il nuovo dirigente Paolo Basile. E l’ex Ragioniere generale è stato chiaro: quelle chiusure non potevano essere bloccate senza un atto del sindaco e così le ha fatte ripartire. Le conseguenze sono note: da domani i vigili avrebbero chiuso un centinaio di negozi a Palermo, dieci a settimana con i primi che hanno già ricevuto la notifica.

Una situazione di emergenza che ha spinto il sindaco a convocare in fretta e furia di domenica gli uffici, il comandante dei vigili Vincenzo Messina e l’assessore Marco Di Marco. Assodato che nulla si potrà fare per il centinaio di esercenti già multati, se non sospendere temporaneamente, per il futuro si applicherà una maggiore gradualità: la prima volta che si verrà multati dalla Polizia municipale non scatterà alcuna chiusura, ma questa entrerà in vigore solo dalla seconda volta. E i giorni potrebbero passare da cinque a otto, arrivando anche a 15 o 20 in caso di recidiva sino al ritiro definitivo della licenza.

Il sindaco, in teoria, avrebbe anche il potere di non applicare mai la pena accessoria o di applicarla solo in alcune zone della città, come avviene in altre parti d’Italia, ma in quel caso correrebbe il rischio di indebolire la lotta all’abusivismo o di farlo settorialmente. Altra concessione per i negozianti sarà di poter chiedere al Suap di rinviare di una o due settimane la chiusura, magari per evitare di far deperire la merce. Cosa che varrà anche per chi è già stato multato. “Abbiamo convenuto di predisporre un’ordinanza sindacale che prevede la gradualità della sanzione – spiega Di Marco – si è definito di sanzionare la prima volta con la multa e il ripristino dei luoghi, ma da questo momento in poi ci sarà un registro delle recidive: se il commerciante persevera, scatta la chiusura dalla seconda volta. Per le sanzioni già irrorate ci sarà la possibilità, come comunicheremo alle associazioni di categoria, se ci sono problemi contingenti, di rinviare per una o due settimane”.

“Apprendo con soddisfazione che il sindaco ha adottato un provvedimento che avevo suggerito in conferenza dei capigruppo – dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo – cioè di non chiudere subito ma solo in caso di recidiva ed è positivo. La materia va comunque regolamentata, così non può andare”.

I negozianti potranno inoltre puntare sui fini dell’occupazione: la chiusura scatta solo se il fine è commerciale e una pianta potrebbe non esserlo. Per questo toccherà ai vigili valutare in sede di multa. Il problema però resta per coloro che sono già stati multati, un centinaio in tutto. Il provvedimento amministrativo resta infatti in piedi, anche se momentaneamente congelato. La loro unica speranza è il ricorso al giudice di pace che, in un caso, ha accordato la sospensiva: di fronte alla decisione del giudice infatti Suap e vigili si devono bloccare in attesa della sentenza. In molti adesso tenteranno questa strada, più veloce rispetto al Tar. “Il rischio concreto è che il Comune venga subissato di ricorsi – dice Fabrizio Ferrara, consigliere comunale del Pd – i negozianti potrebbero chiederci i danni per l’interruzione dell’attività, il mancato guadagno o il danno all’immagine. Fermiamoci e attendiamo che la magistratura si pronunci”.

La domanda però resta un’altra: se cambiare le cose era così semplice, perché l’amministrazione ha aspettato due anni? “Oggi in base alla giurisprudenza si è arrivati a questa considerazione – spiega Di Marco – qualcuno si è lamentato delle multe per le piante, ma la Polizia municipale riceve esposti precisi e puntuali, spesso insieme alle piante c’è lo sgabello o il tavolino in barba ad autorizzazioni e pagamenti”. “E’ incomprensibile il motivo per cui l’assessore non sia intervenuto prima – ribatte Ferrara – o non conosce la materia, oppure non ha mai affrontato realmente il problema. E a pagarne le conseguenze sono la città, i commercianti e i lavoratori e tutto questo è inaccettabile. Per fortuna il sindaco Orlando ha mostrato la giusta sensibilità prendendo in mano la situazione e trovando una soluzione”.

“Esprimiamo soddisfazione per la decisione del sindaco – dice il presidente della commissione Attività produttive Paolo Caracausi (Idv) – insieme a tutti i capigruppo avevamo chiesto l’intervento del primo cittadino vista l’assenza e l’incapacità dell’assessore Di Marco nel prendere una decisione in merito. Sono d’accordo a provvedimenti ancora più drastici per chi è recidivo, facendo però distinzione tra l’occupazione di una pianta e chi occupa con decine di tavoli e sedie senza pagare”.

 


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