"Ci opporremo a Ikea e al nuovo stadio| se saranno solo dei centri commerciali" - Live Sicilia

“Ci opporremo a Ikea e al nuovo stadio| se saranno solo dei centri commerciali”

Il presidente della Camera di Commercio e della Confcommercio si appella all'amministrazione comunale: "Quale Palermo immaginano per il 2020? Serve un progetto per la città".

l'intervista a Roberto Helg
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PALERMO – “Se l’Ikea e il nuovo stadio non saranno altro che nuovi centri commerciali, noi ci opporremo”. Non usa mezzi termini Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio, che chiede anche all’amministrazione comunale un progetto per la città: “Quale Palermo sta preparando per il 2020?”.

Palermo è una città in crisi: tutti i dati indicano un’economia che va sempre peggio e aziende in sofferenza, come nel resto d’Italia. Cosa si può fare al riguardo?
“Dobbiamo puntare sulle piccole imprese, creando lavoro ed opportunità per loro, e investire sul turismo. Ma prima di tutto bisogna capire che una città come questa ha bisogno di un interlocutore forte, al di là del sindaco, e questo deve essere l’assessore alle Attività produttive: è l’assessorato nevralgico, secondo me, per tirare fuori Palermo dalle secche. Tutti gli assessori dovrebbero avere un collegamento con quello alle Attività produttive, per capire se ogni singola iniziativa si sposa con lo sviluppo della città. Da palermitano mi interessa la viabilità, ma da presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio mi interessa lo sviluppo: chiudere una piazza al giorno può dare il colpo di grazia alle imprese già in difficoltà. L’assessore Giovanna Marano si confronta continuamente con il mondo delle associazioni e delle imprese, non fa riunioni solo con i residenti: se l’amministrazione vuole interloquire con le imprese, non può parlare col singolo ma con le dieci associazioni che rappresentano gli interessi comuni delle aziende palermitane. Stessa cosa dovrebbero fare tutti, altrimenti ogni assessore prende iniziative personali che danneggiano la città solo perché ascolta quattro amici al bar. La movida, le pedonalizzazioni incidono sulle attività produttive, quindi bisogna discuterne con noi e per fortuna la Marano si confronta con tutte le associazioni, senza privilegiarne alcuna. Non tutti gli assessori lo fanno. Ma all’assessore chiedo anche altro”.

E cioè?
“Lottare contro l’abusivismo: non è possibile fare ogni sera una retata allo Spasimo e abbandonare i portici di piazzale Ungheria, via Ruggero Settimo o via Emerico Amari che restano pieni di abusivi. Pongo per esempio all’attenzione di tutte le autorità il problema dell’abusivismo attorno ai cimiteri in occasione del 2 novembre, quando ci saranno decine di abusivi che danneggeranno i fiorai in regola. Parliamo di gente che non fa scontrini. Ma ho anche chiesto a questa amministrazione quale Palermo sta preparando per il 2020: la Palermo di oggi non la commentiamo, ma c’è un programma per una Palermo diversa tra qualche anno? Mi compiaccio dei cantieri aperti per il tram e il passante, metteranno a soqquadro la città, saranno una perdita per i commercianti ma c’è almeno un programma preciso: avremo un sistema di trasporti che ci consentirà di far diminuire il traffico e quindi va bene. Ma abbiamo una visione di prospettiva in tutti i settori? Se c’è un programma, posso anche decidere di aprire un negozio in un posto anziché in un altro sapendo che quella zona cambierà da qui a qualche anno. Dobbiamo dirci come pensiamo sia il domani di Palermo. E poi vorrei anche capire cosa faremo quest’anno a Natale, visto che non ci sarà il contributo camerale a causa dei tagli del governo Renzi: la gente andrà nei centri commerciali, dove c’è vita, c’è luce, ci sono iniziative per i bambini. L’anno scorso la Camera di Commercio ha dato un contributo, quest’anno chi lo farà? Noi siamo pronti a collaborare con l’amministrazione comunale, con il sindaco e l’assessore Marano, perché per noi l’economia della città passa da queste due figure. Non possiamo permetterci il lusso di avere una massa di disoccupati enorme e che aumenta ogni giorno, con la metà dei giovani senza lavoro. Sono poche le aziende giovanili nate a Palermo, e chi le ha create è un eroe, ma noi invece vogliamo la normalità”.

Molti commercianti temono anche l’apertura di Ikea. Lei cosa ne pensa?
“Se i numeri di Ikea sono quelli che abbiamo letto sulla stampa, ovvero 36mila metri quadrati su un’area di 100mila, sarà solo un nuovo centro commerciale con un marchio forte e su questo saremo contrari. Distruggeremmo il commercio della città, la gente si fermerebbe alle porte di Palermo perché si creerebbe un polo fortissimo”.

E del nuovo stadio che vorrebbe costruire Maurizio Zamparini?
“Il nuovo stadio è un’idea meravigliosa, ma se diventa un centro commerciale è un’altra cosa”.

Cosa serve allora a Palermo, secondo lei?
“Servono due iniziative forti: l’acquario, e mi giunge eco che forse qualcosa si sta muovendo, il che sarebbe positivo, e il centro congressi: potremmo avere a Palermo tra i 100mila e i 150mila visitatori l’anno per i congressi. Un pubblico qualificato, abituato a spendere, ad andare al ristorante, a vivere la città: sarebbe una ricchezza per tutti, anche per l’aeroporto. Ma il turismo è fondamentale, non possiamo ragionare sulla chiusura stagionale degli alberghi: come creiamo occupazione?”.

Ma Palermo è ancora attrattiva?
“ In questa città continuano ad arrivare grandi marchi, anche più di ieri: questo vuol dire che le grandi aziende si rendono conto che Palermo è un’opportunità più unica che rara, prima o poi diventerà l’hub del Mediterraneo con il suo porto e il suo aeroporto. Siamo di fronte a un altro continente, è da qui che si parte. Bisogna pensare allo sviluppo della città, ma se si pensa di seguire le iniziative dei gruppetti di abitanti sbatteremo la faccia al muro. Non è possibile che si facciano guerre a oltranza, Palermo vive di piccole e piccolissime aziende, non abbiamo l’industria: ormai anche la Fiat se n’è andata. Serve una politica attiva per le imprese, confrontiamoci ma capendo dove ci porta questa strada. Ricordo che nel 1960, in viale Lazio, non c’era nemmeno un palazzo: è stata una scelta politica dell’epoca creare la zona che va fino a Mondello. Oggi questa amministrazione riesce a fare delle scelte? In viale Lazio i commercianti hanno comprato merce per i prossimi mesi, ora gli diciamo che aprono i cantieri e questa merce resterà invenduta. Via Amari doveva chiudere a settembre, e invece ancora niente. E poi qualcuno ha concordato con l’Autorità portuale la chiusura di via Amari o via Crispi, pensando ai tir? Per questo serve lavorare insieme”.

Passiamo all’aeroporto, dove il processo di privatizzazione è ormai avviato…
“L’aeroporto è in crescita, se riusciremo a privatizzarlo l’incremento sarà superiore perché l’imprenditore, che per mestiere attira passeggeri, farà fare un grande salto a Palermo. I lavori stanno procedendo a passo spedito, l’aumento di capitale realizzato dai soci con grandi sforzi ha dato una ulteriore spinta, abbiamo un incremento di passeggeri del 6%. La privatizzazione è partita, l’advisor ha cominciato a lavorare da 15 giorni e a fine anno presenterà il valore dell’azienda per mettere a bando le quote del Comune e della Camera di Commercio”.

Chiudiamo con l’Autorità portuale, dove si vive lo stallo per la nomina del nuovo segretario generale…
“Il presidente Cannatella ha preso un attimo di fiato, mi pare di capire che Marco Lupo riceverà incarichi altrove, per il momento si è optato per una soluzione interna. Teniamo presente che il porto è un volàno fondamentale, insieme all’aeroporto e alle attività produttive, per questa città”.

 


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