Ciancimino, la perizia conferma - Live Sicilia

Ciancimino, la perizia conferma

di UMBERTO LUCENTINI (dal sito de L'Espresso) La perizia della polizia scientifica ha stabilito che sono stati firmati proprio da Vito Ciancimino alcuni dei documenti sui rapporti tra mafia e Stato e su un investimento di Cosa Nostra in un'azienda di Berlusconi che il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo ha consegnato alla procura. Su altre carte sono in corso ulteriori accertamenti.
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di UMBERTO LUCENTINI (dal sito de L’Espresso) La perizia della polizia scientifica ha stabilito che sono stati firmati proprio da Vito Ciancimino alcuni dei documenti sui rapporti tra mafia e Stato e su un investimento di Cosa Nostra in un’azienda di Berlusconi che il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo ha consegnato alla procura. Su altre carte sono in corso ulteriori accertamenti. Si tratta in tutto di tre testi: il primo è un appunto sulla costruzione di Milano 2, il quartiere satellite edificato da Silvio Berlusconi nei primi anni Settanta: vi compare il nome di Marcello Dell’Utri, oltre a quelli dei costruttori palermitani Nino Buscemi e Franco Bonura. Il secondo è un elenco in dieci punti (il “contropapello”) inviato dallo stesso Ciancimino a Totò Riina per stabilire un accordo tra le cosche e lo Stato che consentisse di fermare le stragi. Il terzo è una lettera che ha come destinatario l’ex governatore di BankItalia, Antonio Fazio, in cui si parla della trattativa tra pezzi dello Stato e boss e dell’attentato al giudice Paolo Borsellino.

Al termine delle perizie, gli esperti del servizio di Polizia scientifica della Direzione centrale anticrimine hanno una certezza: questi tre testi sono stati di sicuro firmati da Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo condannato per mafia e morto il 19 novembre 2002. E sono stati scritti proprio nei periodi indicati dal figlio Massimo. Una conferma importante per due delicate inchieste della procura di Palermo condotte anche grazie alle dichiarazioni di Ciancimino junior, che del padre ha custodito documenti e segreti ora messi a disposizione del pool dell’aggiunto Antonio Ingroia e dei sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido. Nuovi, importanti riscontri, nella ricerca di parte del tesoro di Ciancimino senior investito nel nord Italia e di quei patti “scellerati” che sarebbero stati stretti da alcuni alti ufficiali dei carabinieri del Ros e dai vertici di Cosa nostra (sempre smentiti dagli indagati).

Degli investimenti a Milano di don Vito, il figlio ha parlato pubblicamente la prima volta l’1 febbraio scorso, deponendo nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo al processo al generale dei carabinieri Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di aver favorito parte della latitanza dello stratega “numero uno” della mafia siciliana, Bernardo Provenzano. Ciancimino junior ha raccontato di aver saputo dal padre che questi, tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta, tramite Dell’Utri e i costruttori Buscemi e Bonura aveva investito soldi nel quartiere satellite realizzato alla periferia di Milano dall’allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi. Una circostanza di cui Massimo ha parlato decifrando l’appunto scritto dal padre in cui c’erano i nomi dei costruttori palermitani Buscemi e Bonura, del futuro senatore di Forza Italia e di Milano Due. La Polizia scientifica ha così comparato il foglio in possesso dei pm Ingroia, Di Matteo e Guido con altri documenti pubblici e privati sicuramente scritti da Ciancimino. Il giudizio è netto: sono “compatibili”.

Stesso esito anche per l’analisi merceologica, cioè sul tipo di carta e sul periodo in cui il foglio è stato prodotto : sono “compatibili” con quelli indicati da Ciancimino junior che tramite appunti e ricordi li sta decifrando davanti ai pm. E se, come ha già detto al termine dell’udienza di febbraio Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare Pdl «le dichiarazioni di Ciancimino su Milano Due sono del tutto prive di ogni fondamento fattuale e di ogni logica, e sono smentibili documentalmente in ogni momento», è ovvio pensare che la Procura di Palermo stia cercando di trovare in diversi istituti di credito le tracce dei movimenti di soldi che proverebbero l’investimento dell’ex sindaco Dc del “sacco di Palermo”.

La seconda inchiesta sta facendo luce sulla trattativa tra mafiosi e pezzi dello Stato per ottenere lo stop alla stagione stragista voluta da Riina in cambio di garanzie e impunità per i boss: è quella che vede il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu accusati di favoreggiamento aggravato alla mafia. Mori, ex comandante del Ros e direttore del servizio segreto civile Sisde, e il suo braccio destro Obinu, avrebbero trattato nel ’92 la fine della strategia degli attentati di Cosa nostra in cambio di alcune garanzie chieste dai capimafia. Il tramite di questo patto sarebbe stato Vito Ciancimino, nato a Corleone e legato ai compaesani Riina e Provenzano da antica amicizia. Così, al “papello” di richieste avanzato da Riina tramite il medico Antonio Cinà e consegnato a Ciancimino perché lo girasse agli ufficiali dell’Arma, è seguito un “contropapello”: l’ex sindaco Dc formulò proposte più moderate che prevedevano l’abolizione del carcere duro per i mafiosi (il 41 bis), una riforma della giustizia all’americana con un sistema elettivo dei giudici, la nascita di un partito del Sud. Aperto dall’annotazione «Mancino-Rognoni» (allora ministri dell’Interno e della Difesa), il foglio sarebbe stato scritto prima del 19 luglio del ’92, giorno dell’attentato a Borsellino. Le analisi della Polizia Scientifica hanno confermato che la grafia è quella di Ciancimino e che il post-it accluso in cui c’era scritto “consegnato spontaneamente al col. Mori” è stato prodotto tra il 1986 e il 1991.

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Commenti

    Qualcuno aveva forse qualche dubbio che nel 2010 ci sono tutti gli strumenti che servono per stabilire se un foglio è stato scritto oggi o dieci anni fa e per stabilire anche chi l’ha scritto? Se qualcuno, illudendosi del contrario, provasse a prendere in giro la magistratura andrebbe messo sotto cura e non in carcere, con il piccolo particolare che Ciancimino jr non mi sembra nè malato nè matto.

    siamo in attesa che lo staff di finissimi giuristi che popolano questo blog smontino queste perizie….

    Speriamo che nel giro di qualche anno il popolo italiano si accorga da chi è governato mi riferisco al solo pdl e non alla Lega e del perchè un uomo intelliggente come Fini si è fatto buttare fuori.

    Alcune considerazioni.
    Gli esiti delle perizie non vanno discussi. Sono quel che sono e basta. Arricchiscono e chiariscono.

    Occorre saper leggere e distinguere, visto che non è riportata la perizia, ma l’interpretazione dell’autore del pezzo.

    Sono stati dichiarati autentici, a firma Vito Ciancimino, alcuni documenti. Alcuni, non tutti. Anche qui si tace sulla notizia riportata dall’agenzia ”il velino” in data 3 Settembre e che parlava di altri documenti, consegnati sempre da Massimo Ciancimino, e la cui paternità risulta anonima.

    Nessuno stupore che Vito Ciancimino abbia investito parte dei suoi soldi, in anni non sospetti, tramite due costruttori, riveriti in tutti i salotti della città, che conoscevano Dell’Utri. Ghedini dice che smentirà con documentazione? Vedremo. Però non capisco come mai nessuno si sia interessato di altri investimenti fatti da Ciancimino. Per esempio, negli anni novanta, all’inizio, contribuì alla realizzazione di un residence, bruttissimo secondo me, in una zona magnifica, definitivamente deturpata, dove durante gli scavi vennero alla luce reperti archeologici. Tutti a Cefalù parlavano di questo, ma né allora né oggi se ne discute nelle sedi opportune.

    Il ministro Alfano dice che ci fu una trattativa tra organi deviati dello Stato e mafia. Il contropapello è a firma Ciancimino. Quindi autentico. Il giornalista omette di dire (forse non lo sa) che il papello non è a firma Riina. Lo ha verificato la perizia i cui risultati non sono stati pubblicizzati come questi.

    IDZARD, DOMANDA ESATTA. PERCHE’ L’ESPRESSO NON DA’ ANCHE LA NOTIZIA DATA AL VELINO E NON SMENTITA? ALMENO SU LIVE DIAMO CONTESTUALMENTE TUTTE LE FONTI:
    “Il papello consegnato da Ciancimino non l’ha scritto Riina
    Palermo, 03 SET (Il Velino) – “Le manoscritture in
    stampatello e in cosrivo presenti sui documenti in verifica”
    sono state redatte da “un unico autore non idnetificato”.
    “Tutti i caratteri presenti su nr. sette documenti oggetto di
    verifica, non risultano in battuta originale e sono stati
    originariamente impressi, con elevata probabilita’, da
    un’unica macchina per scrivere a martelletto verosimilmente
    portatile. La suddetta macchina non e’ riconducibile a
    nessuna delle macchine per scrivere utilizzate per redigere
    gli 11 documenti trasmessi per comparazione”. Sono le
    conclusioni depositate nei giorni scorsi alle cancellerie
    delle due procure degli accertamenti affidati alla polizia
    scientifica dalle Direzione distrettuali Antimafia di
    Caltanissetta e di Palermo su una ventina di documenti
    consegnati, fra i quali il “papello”, da Massimo Ciancimino
    ai magistrati. (segue) (Vittorugo Mangiavillani)
    031226 SET 10 NNNN
    Il papello consegnato da Ciancimino non l’ha scritto Riina (2)
    Anche i “pizzini” non sono attribuibili a Provenzano – Senza autore la presunta lettera a Berlusconi
    Palermo, 03 SET (Il Velino) – “Tutti i caratteri
    presenti su nr. sette documenti oggetto di verifica non
    risultano in battuta originale e sono stati originariamente
    impressi, con elevata probabilita’, da un’unica macchina per
    scrivere a martelletto verosimilmente portatile. La suddetta
    macchina non e’ riconducibile a nessuna delle macchine per
    scrivere utilizzate per redigere gli 11 documenti trasmessi
    per comparazione”. Sono le conclusioni degli accertamenti
    affidati dalle Direzione distrettuali Antimafia di
    Caltanissetta e di Palermo alla polizia scientifica su una
    ventina di documenti consegnati da Massimo Ciancimino ai
    magistrati, depositate nei giorni scorsi alle cancellerie
    delle due procure. Quelli che fino a ieri sono stati
    presentati come i “pizzini” di Bernardo Provenzano per i tre
    esperti ( Marco Pagano, Maria Vincenza Caria e Lorenzo
    Rinaldi) che li hanno comparati con quelli che furono trovati
    nell’ultimo rifugio del capo di Cosa Nostra al momento del
    suo arresto, non sarebbero “originali” e, certamente, non
    sono stati scritti con le macchine da scrivere portatili
    sequestrate al boss. Ma gli accertamenti della polizia
    scientifica non si sono limitati ai dattiloscritti. Sono
    state esaminati, infatti, anche lettere ed appunti, vergati a
    mano. Per i periti la lettera scritta su una parte di un
    foglio A4 che sarebbe stata indirizzata a Silvio Berlusconi e
    consegnata sempre dal figlio dell’ex sindaco di Palermo ai
    magistrati e’ senza autore: hanno comparato la scrittura con
    quella di decine di boss, da Provenzano a Toto’ Riina, da
    Francesco Lo Piccolo a Giovanni Brusca. Nulla, nessun
    elemento grafico fa risalire ai boss e quindi alla
    individuazione di chi l’avrebbe scritta. Infine il famoso
    “papello”. Anche in questo caso la polizia scientifica ha
    esaminato la grafia di decine di boss senza individuare
    somiglianze e punti di “contatto”. Insomma ammesso che il
    papello sia mai esistito e sia stato fornito a Vito
    Ciancimino , come sostiene il figlio, e da questi distribuito
    a referenti istituzionali, il manoscritto non e’
    accreditabile a nessuno dei boss ( decine) periziati. (vum)
    031230 SET 10 NNNN”
    POI, SUI RAPPORTI TRA BERLUSCONI E VARI PERSONAGGI UN GIORNO, A BERLINO, CI SARA’ UN GIUDICE A METTERE LA PAROLA PUNTO. INTANTO, A PARTE LE REAZIONI DEI SOLITI ASSUNTORI DI DROGA POLITICA, ORA ALMENO ABBIAMO UNA LETTURA COMPLETA DELLE FONTI NON UFFICIALI. AD USO DEGLI UOMINI LIBERI.

    Post scriptum

    L’ultimo periodo dell’articolo è un esempio di deduzione libera. La perizia dice che furono ”firmati” da Vito Ciancimino. Non sappiamo nulla su chi li scrisse (lo stesso Ciancimino, o no?), se sono scritti a macchina o a mano, eccetera.

    Alla fine si parla di un post-it (ma esistevano già nel periodo indicato?) Come si fa ad escludere che apparteneva ad altro documento?

    veramente ammirevole il tentativo dei soliti noti di coprire il sole con un dito.

    Non è vero che gli esiti delle perizie non vanno discussi. Specialmente se sono perizie disposte da una sola delle parti.

    Come ho già detto più volte, la datazione di una carta non dimostra nulla.

    Vito Ciancimino poteva avere risme di carta nel suo studio al momento dell’arresto nel 92, non più utilizzate e rimaste lì per anni.

    La perizia grafica del contropapello è una perizia disposta da una delle parti processuali,e va comunque letta prima di trarre conclusioni definitive.

    Mi risulta che la difesa intenda effettuare un’altra perizia. Ci sarà una ragione.

    La perizia sul post-it non è rilevante, poichè si tratta di un bigliettino volante che in origine poteva (e ci sono indizi su questo), appartenere ad un altro documento. Ad esempio al manoscritto “Le mafie”.

    Qui non si tratta di nascondere il sole con un dito, ma di normale dibattito e di ovvie considerazioni sul fatto se alcuni elementi raccolti dalla pubblica accusa, possano considerarsi effettivamente probatori.

    Più che “ammirevole il tentativo dei soliti noti di coprire il sole con un dito”, direi che è spregevole il fatto che, soprattutto alcune primarie testate giornalistiche, si cerchi di arrivare con questi dati a conclusioni definitive ed affrettate.

    siamo al delirio…ovvero secondo i soliti noti le uniche verita asolute sono le loro ,mentre le altre vanno quasi sempre interpretate e chi le puo interpretare? sempre solo loro!ma vi rendete conto che questa specie di tribunaletto che avete imbastito in questo blog è semplicemente ridicolo.

    BERLUSCONI SANTO SUBITO!!!!!! PER CHI HA 2 BELLE FETTE DI MORTADELLA SUGLI OCCHI E CREDE CHE GLI ASINI VOLANO SOLO SE IL GURU GIURA SULLA TESTA DEI PROPRI FIGLI DI AVERNE VISTO UNO SPICCARE IL VOLO!

    Non c’è niente di ridicolo, caro Davide, semplicemente a me piace leggere gli atti e non i riassunti su certi giornali.

    Ed infatti, ecco qui:

    ho la perizia e sto gustandomela, integrale.

    Sul contropapello: come sospettavo, NESSUNA analisi delle parole “Mancino” e “Rognoni”, che sono le più dubbie, a mio giudizio, quanto ad autenticità.

    In compenso ci sono ben 15 (QUINDICI) PAGINE della perizia dedicate all’analisi della frase “Allegato per mio libro”, che Massimo Ciancimino Junior ha dichiarato negli interrogatori in procura essere stata aggiunta DA LUI STESSO.

    E sapete cosa concludono i periti?

    Che hanno scoperto che è identica alla scrittura di Massimo Ciancimino, e che perciò è di Massimo Ciancimino.

    Mecojoni, che notiziona.

    Peccato però che non hanno fatto lo stesso lavorone (neppure una riga, ad una prima lettura del testo) sulle parole “Mancino” e “Rognoni”.

    Per quanto riguarda invece la famosa “lettera di don Vito a Berlusconi” per assicurare alla mafia l’uso delle sue televisioni, di cui ho parlato nel mio articolo “bricolage” (sul mio blog) e soprattutto sul mio libro “prego, dottore”, sostenendo che la “testa” con l’indirizzo a Berlusconi può essere stata appiccicata, è stata superata l’impudenza.
    E’ stata analizzata infatti solo da metà in giù. La parte superiore, quella contenente l’oggetto della mia critica, è stata tagliata dall’immagine sottoposta a perizia.

    Povera Italia.

    Normale amministrazione che spuntano sempre i soliti nick ingaggiati a dire, ridire, ciarlare. Io personalmente ho constatato che anche se litighi con un semplice agente di qualche cosa o anche con un appuntato dei carabinieri si hanno degli svantaggi. Iterando e invertendo il ragionamento, entrare nelle grazie di generali e colonnelli porta grandi vantaggi. In perfetto stile italiano.

    Ma entrare nelle grazie di procuratori e magistrati, porta vantaggi ancora più grandi.

    Specie quando i generali ed i colonnelli son pensionati, mentre i magistrati sono in attività.

    per Enrix
    Ha ragione, ho scritto una sciocchezza. D’altra parte, riflettendoci, esiste la perizia, la controperizia, la perizia di parte… Il fatto è che ogni tanto, non ostante l’età e l’esperienza, dimantico che non ci si deve fidare a priori, ma dopo verifica e sempre con la mente pronta a cogliere eventuali incoerenze. Non sono un esperto in materia e cerco di mantenere un atteggiamento distaccato, non facendomi coinvolgere né da suggestioni fantasiose né da teorie diffuse per fini politici. Grazie per i suoi interventi che chiariscono sempre molti aspetti di questa triste vicenda. Un saluto.

    Per quanto ne so, enrix, cinguettare con i magistrati porta solo rogne e non esiste nessuno che non si sia pentito di esseresi pentito. In compenso, se certi vertici sono riusciti addirittura a garantire libere passeggiate per il mondo a un latitante, immagino che sapranno forse portare il mare e la luna sotto casa se uno non è nè latitante, nè mafioso, forse anche incensurato come ringraziamento per la difesa dell’onore in giro per il web.

    @”potrei essere chiunque”.

    Che “cinguettare con i magistrati” porti solo rogne, è una tua affermazione apodittica priva di sostanza, e varebbe la stessa cosa se io ti dicessi che “cinguettare con i carabinieri” porta solo rogne.

    Punto primo: tu mi hai ingiuriato, insultato e diffamato insinuando, riferendoti in modo piuttosto chiaro al sottoscritto, una sontuosa sciocchezza, e cioè che io sia “ingaggiato” per “ciarlare” allo scopo di ottenere vantaggi “entrando nelle grazie” di ufficiali dell’arma (in pensione).
    Fammi solo sapere se intendi o meno ritirare quest’ingiuria diffamante, questa schifosa bugia, perchè in caso contrario mi vedrò costretto a discutere del problema con i responsabili di questa testata.

    Punto secondo: che “certi vertici” abbiano “garantito libere passeggiate per il mondo a un latitante”, o per dirla ancora meglio come Nicola Biondo a La7, gli abbiano “consentito di arricchirsi e fare affari tranquillamente” in Palermo, è una circostanza tutt’altro che provata e frutto ESCLUSIVAMENTE di una testimonianza, priva di qualsiasi riscontro, di Massimo Ciancimino.

    Anzi, direi che ci sono riscontri contrari: qualcuno infatti dimentica che ad incastrare Michele Aiello, braccio finanziario di Provenzano (al quale di recente a seguito di quell’inchiesta è stato sequestrato un patrimonio superiore ai 500 mln di euro), Totò Cuffaro, Pippo Ciuro, Riolo, Miceli ed altri, è stato proprio il famigerato ROS di Palermo, quello che avrebbe dovuto garantire la dorata latitanza. Strano modo di faro, quello di mandare a pezzi l’organizzazione finanziaria del boss nel capoluogo siciliano. Ed avrebbe probabilmente anche acciuffato Provenzano se le talpe in procura non avessero avvisato i “tenenti”, gli Eucaliptus di Bagheria, di avere cimici nell’automobile.

    Per quanto riguarda invece il fatto di Mezzojuso aspetta l’esito del processo, prima di parlare.

    Stai dicendo sciocchezze, o comunque cose ben lontane dall’essere provate.

    senti enrix, ti consiglio di andare a parlare, ciarlare, fai un pò tu con i tuoi amici servitori dello stato e vedi di discutere sul concetto di ingiurie e insulti. Nel mio vocabolario ingiurie e insulti sono frasi del tipo: tizio è uno stronzo, un corrotto e vai con gli aggettivi. Fra l’altro cosa che tu fai spessissimo su internet senza farti problemi mentre non mi sembra che nessuno faccia lo stesso con te. Se io dico qualunque cosa con un bel secondo me davanti è una opinione e basta. Io non ritiro un bel niente delle mie opionioni quindi bel discorsi del tipo -se non fai questo o quello io corro a chiamare i miei amici servitori dello stato- li fai con qualcun altro (meno male che quello che ho detto non è vero, tu stesso dimostri il contrario per iscritto). Detto questo, se ti piaccioni le telenovele a canale 5 tra poco c’è beautiful, tu non chiudi la bocca proprio a nessuno.
    Saluti.

    In più per capirci. Essere ingaggiati nel mio vocabolario significa che un amico ti ha detto: mi faresti il piacere di andare sul sito tal del tali e quando parlano di me mi difendi???????? Tu stesso hai ammesso di essere amico del generale tizio e caio e hai ammesso che lo difendi perché lo conosci. In più piombi qua dentro e altrove ogni volta che si fanno questi discorsi e non mi sembra che commenti mai altre notizie. Inoltre io non dico che i vantaggi sono lo scopo ma sicuramente sono una conseguenza. Se una persona mi difende, come minimo io gli sono grato. Non ti pare?
    Buon beautiful!

    “senti enrix, ti consiglio di andare a parlare, ciarlare, fai un pò tu..

    No, fai tu. Parlare è una cosa, ciarlare è un’altra. Qui il solo privo di argomenti che quando prova ad argomentare dice sciocchezze, quindi ciarla, sei tu.

    “con i tuoi amici servitori dello stato e vedi di discutere sul concetto di ingiurie e insulti.”

    Non serve, loro l’italiano lo conoscono.

    “Nel mio vocabolario ingiurie e insulti sono frasi del tipo: tizio è uno stronzo, un corrotto e vai con gli aggettivi.”

    Nel mio invece anche l’accusa campata per aria che uno scriva, anzichè pe convinzione, per farsi amici potenti o perchè ingaggiato d qualcuno, è ingiuriosa, insultante e diffamatoria.

    “Fra l’altro cosa che tu fai spessissimo su internet senza farti problemi mentre non mi sembra che nessuno faccia lo stesso con te.”

    Se faccio qualcosa del genere, me ne assumo la responsablità e lo motivo. Qui non l’ho fatto.

    “Se io dico qualunque cosa con un bel secondo me davanti è una opinione e basta.”

    Qui non c’è nessun secondo me nè alcuna opinione: solo un direttissima calunnia.

    “Io non ritiro un bel niente delle mie opionioni quindi bel discorsi del tipo -se non fai questo o quello io corro a chiamare i miei amici servitori dello stato- li fai con qualcun altro (meno male che quello che ho detto non è vero, tu stesso dimostri il contrario per iscritto).”

    Io non mi rivolgo a nessun amico, solo ai responsabili di questa testata(sempre che siano effettivamente “responsabili”)

    “Detto questo, se ti piaccioni le telenovele a canale 5 tra poco c’è beautiful, tu non chiudi la bocca proprio a nessuno.”

    Chi racconta favole,cioè fatti non provati, sei solo tu. Quindi Beautiful te lo guardi tu.

    “In più per capirci. Essere ingaggiati nel mio vocabolario significa che un amico ti ha detto: mi faresti il piacere di andare sul sito tal del tali e quando parlano di me mi difendi????????”

    Appunto, una falsità. Io liveSicilia lo visito per conto mio, quasi quotidianamente.

    “Tu stesso hai ammesso di essere amico del generale tizio e caio e hai ammesso che lo difendi perché lo conosci.”

    Ma per piacere, stai delirando.

    “In più piombi qua dentro e altrove ogni volta che si fanno questi discorsi e non mi sembra che commenti mai altre notizie.”

    Io parlo di ciò che conosco, di cose di cui conosco carte ed atti. Mi astengo di solito dal discutere di ciò che non conosco. Dovresti fare lo stesso.

    “Inoltre io non dico che i vantaggi sono lo scopo ma sicuramente sono una conseguenza. Se una persona mi difende, come minimo io gli sono grato. Non ti pare?”

    Può darsi che capitino di queste cose, ma tu non sai nulla di me, non mi conosci, e stai dicendo una sciocchezza. Io il generale Mori non l’ho mai visto in vita mia, non gli ho mai parlato, non gli ho mai scritto, non so nulla di lui, salvo quello che si legge sui giornali. So che di lui sono state dette molte falsità, lo so dal confronto con gli atti e i documenti.
    E so che non fa più parte dell’Arma. Vive a Roma, a quanto mi risulta, a 700 km dal sottoscritto, che Roma non ci va mai. Non vedo in cosa potrebbe essermi d’aiuto. Io sto bene come sono e non mi serve disturbare per nessuna ragione nessun pensionato dell’arma.

    “Buon beautiful!”

    Tu invece dovresti vederne un po’ di meno.

    Ok. Pari e stop. Grazie

    Enrix, cortesemente puoi darmi il link del tuo blog ? grazie

    eheheh! siamo arrivati al capolinea: il blog e il libro……………….a pagamento.

    Mosè
    a te i libri te li regalano forse ?

    Ehi, Mosè, normalmente i libri si regalano?

    Se non vuoi spendere 6 euro per conoscere gli argomenti del mio libro, aspetta l’udienza del 28 settembre ed ascoltala su radio radicale, che forse li potrai conoscere gratis. Solo una decina di giorni, un po’ di pazienza.

    no che nn si regalano solo che nn capisco perchè quello che hai scritto nel libro non lo hai scritto nel blog risparmiando le spese della stampa del libro. Ma pazienza, nn si può certo capire tutto nella vita.
    cmq 28 sett. terro’ a mente.

    Grazie enrix, navigando tra il web avevo già avuto modo di leggere l’articolo “bricolage” trovandolo interessante ma non accostavo il blog al tuo nome.
    Grazie ancora.

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