Ciccio e Dore, da alfaniani a nemici | Cronaca di una diaspora annunciata - Live Sicilia

Ciccio e Dore, da alfaniani a nemici | Cronaca di una diaspora annunciata

Negli stessi minuti Cascio sul palco di Forza Italia, Misuraca ai piedi di quello del Pd. L’immagine del fallimento del progetto di Alfano.

LA CAMPAGNA ELETTORALE
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PALERMO – Alle undici di un mattino palermitano, Francesco Cascio detto Ciccio saliva sul palco di Forza Italia, mentre Salvatore Misuraca detto Dore era ai piedi di quello del Pd. La strada che lega Mondello al cuore di Palermo racconta la storia di una diaspora. Della fine di un progetto politico. Di un “liberi tutti” che in qualche caso fa rima con “ritorno a casa”, in altri, con una adesione che pochi anni fa sarebbe apparsa solo come una follia.

Eppure, da quei palchi e da quelle platee risuonava la stessa parola: “Coerenza”. Presa e appiccicata su storie simili che prendevano binari opposti. Coerente il ritorno nel centrodestra di chi era stato coordinatore del partito di Alfano. E coerente l’adesione al centrosinistra di chi era stato coordinatore nel partito di Alfano.

La verità è che la fotografia della mattinata palermitana in cui Ciccio parlava sulle note dell’inno di Forza Italia e in cui Dore applaudiva all’intervento di Maria Elena Boschi, consegna alla storia politica recente dell’Isola – e non solo – la fine e il fallimento di un progetto politico. Quello di Angelino Alfano, appunto, che ha gettato la spugna, mentre nessuno dei “suoi” si è sognato di aderire alla colorata lista di Beatrice Lorenzin.

Un progetto, quello di Alfano di fare un nuovo centrodestra che stesse col centrosinistra nell’attesa, perché no, di riavvicinarsi al centrodestra – è successo nelle prime battute della campagna elettorale per le Regionali – dal quale aveva tempestivamente e in tempi non sospetti preso le distanze Renato Schifani. “Avevamo scelto – racconta oggi nella convention di Mondello – un percorso per un nuovo centrodestra e ci siamo ritrovati invece protagonisti involontari di un percorso verso il poltronificio. Quando non ci siamo più riconosciuti in quell’atteggiamento, abbiamo dimostrato che la politica seria esiste ancora e abbiamo scelto di seguire gli ideali. Io – aggiunge – ho anche rinunciato al mio ruolo di presidente di un gruppo parlamentare. La gente cerca la coerenza, non come certi soggetti che hanno preso persino la tessera del Pd tradendo tutta la loro storia”. Riferimento che sembrerebbe calzare a pennello proprio per Dore Misuraca, ex compagno di partito di Schifani passato al Pd e negli stessi minuti seduto in prima fila alla kermesse del Teatro Santa Cecilia organizzata per lanciare la candidatura di Fabio Giambrone. Una scelta, quella di Misuraca, spiegata anche questa come il frutto di una coerenza, l’approdo naturale dopo anni di sostegno ai governi Renzi e Gentiloni.

“Io e Misuraca – ha detto però oggi Cascio – abbiamo preso strade diverse già molto tempo fa. Oggi c’è solo l’ufficializzazione di un percorso che ci ha visti distanti già da tempo. Alle scorse Comunali Misuraca è stato il fautore della fusione della lista di Ap dentro la lista del Pd peraltro mascherata perché Orlando voleva i nostri voti ma si vergognava di chiederli. Lui ha accettato questa mortificazione io ho scelto un’altra strada e ho fatto una lista civica in appoggio a Ferrandelli e ho preso il 7,7%. Alle Regionali – prosegue Cascio – lui ha accettato di camuffarsi ancora in una lista civica che era quella di Micari e che era evidentemente un progetto senza speranza. Io invece, pur non essendo candidato, ho votato Forza Italia che è il partito nel quale sono cresciuto politicamente. Adesso, dopo il mio riscatto giudiziario, ho sentito la necessità di tornare in politica e quindi ho fatto quella che per me è stata la scelta più coerente col mio percorso”.

La coerenza, rieccola. Fare capolino sulla strada del ritorno. Che Cascio ha percorso, insieme a tanti altri, in tempi più o meno recenti e più o meno diversi. Gli ultimi, sono Pino Firrarello e Giovanni La Via. Quest’ultimo, addirittura vicepresidente designato del candidato governatore del Pd e di Orlando, cioè il rettore Fabrizio Micari. Ti saresti aspettato di vedere lui, persino più che Misuraca, ai piedi del palco su cui ragionavano gli sponsor politici di Micari. E invece, pochi giorni fa l’europarlamentare ha annunciato il rientro nel centrodestra, in attesa di decidere “in quale partito”. Il ras di Bronte, invece, torna dopo un travaglio lungo, un rientro che qualche big di Forza Italia aveva preventivato mesi addietro. E a storia di Firrarello, ovviamente, è legata a quella del genero Giuseppe Castiglione, sottosegretario dei governi di centrosinistra e al momento in “pausa di riflessione”. Nel frattempo è tornata nel centrodestra, candidata in collegi settentrionali, Simona Vicari, mentre Marco Forzese a Catania sembra più vicino al movimento del governatore Musumeci e Nino Germanà (che eppure espresse un assessore nella giunta di Crocetta) è candidato per la seconda volta in cinque mesi nelle liste di Forza Italia (dopo le Regionali, le Politiche). Esempi, di una diaspora che va avanti da un po’. Il pellegrinaggio in un senso o nell’altro, sempre sul filo della coerenza, di quelli che furono gli uomini di Angelino Alfano.


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Commenti

    Raccontate la bella politica della Regione più ricca di Italia!
    Possiamo essere fieri di codesto personale
    politicante!

    Se non altro Dore Misuraca ha il grande merito di avere trasferito al PD i voti dei suoi fedelissimi elettori che, se fosse rimasto, avrebbero votato per Forza Italia. Il Partito Democratico ha finora condotto in Sicilia un ottima campagna acquisti che fra Orlando, Giambrone e Misuraca farà incassare tantissimi voti, complimenti!

    Ma andare a casa mai???
    Ma fatemi il piacere

    Delusione e sconcerto

    La Sicilia è bellissima grazie alla politica.
    Infatti abbiamo avuto tanti ministri, recentemente due presidenti del senato e un presidente della Repubblica.

    Con Alfano è rimasto solo lo scienziato dell’ex rettore, se qualcuno si ricorda ancora di lui e del suo fantaprogramma sul ponte di messina…e…ALT ALLETASSE

    La politica ormai è morta, ognuno l’ha fa per un suo tornaconto personale.

    Purtroppo la potica oggi non è più ideologia, aiutare gli altri, ma semplicemente un calcolo studiato a tavolino per portare avanti la convenienza dei propri interessi, alla faccia della popolazione che ha bisogno di risposte come il lavoro, la sicurezza, il diritto alla salute e un futuro migliore. Peccato per questa amata Italia sono morti tanti italiani ma oggi è ostaggio di tutti i partiti, dove andremo a finire?

    Il mio ragionamento parte da una convinzione non esiste più un voto ideologico e non c’è più nulla che mi rappresenti, gli attuali partiti di cessione e csx non mi convincono e allora, piuttosto che astenermi o votare scheda nulla, preferisco votare il M5S, sono gli unici che possono rovesciare il tavolo cacciando via una classe politica che ha distrutto l’Italia e per ridare alla Nazione la Speranza di riprendersi.

    poi mi chiedono perché voto 5 stelle?dopo la lettura dell’articolo ho un motivo in più…forza 5 stelle

    Qualsiasi discorso fate, ormai vi abbiamo scoperto. Siete un libro aperto. Vergognatevi.

    Da lettore curioso confermo il convincimento che in questo decennio abbiamo assistito ad uno psicodramma dove protagonisti esclusivi sono state le ambizioni personali e neanche mascherate di “poltronisti impegnatissimi”. Governa Berlusca e faccio il ministro, governa l’anti Berlusca e faccio il ministro. Se questa ostinazione ministeriale avesse avuto una ragione ed una vocazione politica, la Sicilia dovrebbe occupare i primi posti nelle classifiche di riparti finanziari e risultati di crescita, ma è stata solo una collocazione personale, fortunosa e fortunata solo per chi ne ha goduto ruolo e benefici diretti di funzione. La coerenza?!!! Con lo specchio. E sempre a scapito di cittadini creduloni sballottati a destra o sinistra di un proscenio dove i burattini non hanno fili perché hanno battuto pure le fiabe. Intanto abbiamo incassato il peggiore risultato dal 1948 ad oggi e lo stesso nostro autonomismo necessita di una rappresentanza padana per vestirsi di compatibilità politica…… ho ragione di credere ancora nelle differenze “ideali” ed oltre il contrabbando di uno slogano per tutte le occasioni?! Non credo! Ho motivo, però, di appellare il senso di responsabilità che deve accompagnare chiunque provi a rifilarci un’altra “sola”, di destra o sinistra che sia. Voglio concludere il pensiero affidando un compito domenicale, ricordare i cognomi degli ultimi due Presidenti del Senato, palermitani entrambi con spiccate affinità culturali, ed elencare una cosa una che può essere loro attribuita! Dopo, se volete, spiegatevi quale differenza potremo raccogliere dalla loro rinnovata esibizione elettorale, più o meno coerente che riesca a rappresentarsi. Buona domenica

    Quindi voterai pure tu M5S.
    Mi fa piacere.

    In sostanza il trionfo della politica come bene-non-comune ma privatistico. Secondo punto:la non-differenza tra PD e centro destra. Solo che la non-differenza rischia di allargarsi anche agli altri. Che non è una bella cosa.

    * cessione sta per cdx

    Per Informazione, sono un eterno fanfaniano. Basta questo per escludere che la mia scelta elettorale possa essere liquida. Il plotone dei grillini propone troppe banalità insipide e superficiali per potermi interessare, ed è destinato ad implodere nelle proprie contraddizioni costituenti. La mia scheda porterà il segno del voto e non sarà un sintomo gastrico.

    La candidatura del 2012 a presidente della Regione è stata l’inizio della fine di Forza Italia in Sicilia. Oggi sono rimaste soltanto le fidanzate e le compagne dei beneficiati

    Loro si comportano cosí perché sanno che siamo un popolo senza memoria e sempre a caccia di qualcuno che ci risolva i problemi.
    Stupidamente loro sono più intelligenti di noi!

    CHIAMATE POLITICI ALFANO, CASCIO E MISURACA ???

    Era finito lo “spartimento”

    Purtroppo il ragionamento sfascia tutto di “corsaro” trova ragionevoli seguaci in coloro che se lasciassero prevalere la ragione farebbero altre scelte. Disgraziatamente le scellerate decisioni sulle candidature, da mercato di calciatori, dei vertici dei partiti tradizionali hanno innescato un sentimento di repulisti che sconvolgerà gli equilibri virtuali ipotizzati. I sondaggi sono fasulli, la gente ha già deciso, la maggioranza silenziosa genererà il cambiamento epocale invocato e non è detto che sia meglio di quello che è lo stato attuale. Questi ultimi 15 giorni di campagna elettorale cambieranno ben poco. Il dado è tratto.

    Da Fanfaniano, probabilmente farai squadra e turandoti il naso, voterai Boschi.

    Il nulla sapete cosa sia? ebbene la politica esprime il nulla, ma voi che non siete il nulla li votate. Quindi il nulla è potabile pardon votabile.

    Alfano ha rovinato tutti da Berlusconi in giù.
    Molta gente gratificata gli ha dato il benservito ad Alfano e Lorenzin.

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