PALERMO – Loculi requisiti, ricorsi al Tar, montagne a rischio crollo ma anche lunghe attese e un deposito affollato di salme che sembrano appartenere ormai al passato, mentre il forno crematorio è tornato in funzione. Non si può dire che morire, a Palermo, sia un’impresa facile, anche se fra qualche mese la situazione potrebbe avviarsi alla normalità grazie alla riapertura della zona dei Rotoli finora interdetta per il pericolo di caduta massi: “Fra luglio e agosto la ditta dovrebbe riconsegnare l’area, il che ci darà finalmente respiro e ci consentirà di accorciare i tempi e far diminuire i disagi per i palermitani”, assicura l’assessore al ramo Giusto Catania.
Nel capoluogo siciliano, infatti, ci sono quattro cimiteri: tre pubblici, ossia Rotoli, Cappuccini e Santa Maria di Gesù, e uno privato, vale a dire il Santo Spirito di proprietà della confraternita di Sant’Orsola. Quattro impianti che però, da soli, non riescono a soddisfare i bisogni di una città in cui, in media, muoiono tremila persone l’anno, specie da quando, nel 2008, una porzione dei Rotoli, quella dedicata alle inumazioni a terra, è stata chiusa per il rischio crollo della montagna sovrastante.
I lavori di messa in sicurezza sono ormai a buon punto ed entro l’estate almeno la porzione sopra il cimitero dovrebbe essere stata definita, consentendo così al Comune di riprendere le sepolture a terra. Un problema di non poco conto se si considera che, delle 3 mila persone che ogni anno passano a miglior vita, solo due terzi hanno una sepoltura in concessione, mentre poco più di un migliaio, per motivi vari, andrebbero inumate. Il problema è che lo spazio è finito, tanto che il Comune per otto anni è dovuto ricorrere alle requisizioni dei loculi inutilizzati, lasciandone sempre uno per il proprietario delle tombe.
“Non tutti però sono disposti a collaborare con l’amministrazione e il 10% circa fa ricorso al Tar”, ammette l’assessore Catania. Ricorso che il Comune puntualmente perde, visto che l’ordinanza urgente non è utilizzabile per un problema che si trascina dal 2008. L’amministrazione ha anche proposto al consiglio comunale una modifica al regolamento, ma finora nulla è stato fatto. “Con la riapertura della parte finora chiusa dei Rotoli, però, la situazione dovrebbe migliorare e il ricorso alla requisizione verrà abbattuto o probabilmente eliminato – assicura Catania – il problema è che i lavori per la messa in sicurezza sono stati appaltati solo a gennaio del 2014, visto che la precedente amministrazione non se ne è occupata molto. I cantieri dovrebbero concludersi all’inizio del 2017, ma almeno sei mesi prima l’impresa prevede di poterci riconsegnare l’area del campo santo nella quale poter ricavare 3.500 posti, fra adulti e bambini. Per circa due anni potremo soddisfare le richieste della città, nelle more di costruire un nuovo cimitero”.
Già, perché al di là dei problemi contingenti il punto è che serve un nuovo impianto: i Cappuccini e Santa Maria di Gesù sono piccoli e i Rotoli, da soli, non bastano più. Costruire un nuovo camposanto però costa troppo e così Palazzo delle Aquile vuole rivolgersi ai privati: alcune aziende hanno presentato un progetto di finanza per un nuovo cimitero ai Ciaculli, la cui approvazione preventiva deve però ancora passare da Sala delle Lapidi che alcuni mesi fa ha restituito la delibera agli uffici e la attende corretta. Un progetto da 68.300 metri quadrati tra Brancaccio, Ciaculli e Villabate, nei pressi dello svincolo autostradale, per un importo complessivo di 45,4 milioni di euro iva inclusa, con 11.872 loculi, 672 cappelle private (per un totale di 19.936 loculi), 674 ossari, 9.300 metri quadrati di campi di inumazione ma anche 1.740 di cimitero acattolico. Un altro progetto da 16 milioni di euro invece prevede l’ampliamento di Santa Maria di Gesù.
Nel frattempo, il Comune prova a correre ai ripari. “Quando avremo lo spazio dei Rotoli effettueremo una bonifica e verificheremo le salme in terra, capiremo quante fosse necessitano di un trattamento e ridurremo l’emergenza – spiega l’assessore – un nuovo cimitero però è necessario. Nel frattempo abbiamo riattivato il forno crematorio, che dal lunedì al sabato tratta tre salme al giorno anche se puntiamo ad arrivare a quattro, e che è l’unico in Sicilia a parte Messina”. Il consiglio comunale ha bocciato un progetto di finanza per un secondo forno crematorio, optando per una struttura pubblica finanziata con un mutuo, che sarà pronto entro un anno e mezzo. “Una scelta giusta – commenta Catania – il forno è utile per la città perché aumenta la possibilità di liberare posti al cimitero, si tratta di salme sottratte ai campi di inumazione e calano anche i costi per i funerali”.
“Stiamo lavorando a un recupero generalizzato delle sepolture – aggiunge l’assessore – il regolamento prevede la revoca dopo 50 anni e quindi stiamo facendo delle verifiche, accertandoci anche se in alcuni casi le sepolture siano state abbandonate o gestite illegalmente. Un lavoro minuzioso e capillare per recuperare quanti più posti possibili”.
Ma l’operato dell’amministrazione si è concentrato anche sulla vita quotidiana dei Rotoli che, come spiega l’assessore, è notevolmente migliorata: “A dispetto di qualche falso scoop, che cerca di trovare lo scandalo lì dove non c’è, stiamo portando avanti un lavoro silenzioso ma efficace, nel rispetto del dolore di chi perde una persona cara. Ai Rotoli si sono ridotti i tempi lunghi al deposito, che ormai sono pari a una decina di giorni rispetto ai 50 o 60 di prima per trovare il posto, e le salme in deposito sono di meno: ci sono stati periodi in cui ce n’erano anche 220, oggi sono circa fra 50 e 60, un numero fisiologico dovuto alle regolari turnazioni e ai tempi di comunicazione ai concessionari. L’impianto è pulito, tranne per la parte interdetta dove non si può entrare, dopo 40 anni abbiamo riparato l’autoclave ripristinando le fontanelle e abbiamo anche avviato la raccolta differenziata: il tutto grazie all’abnegazione del direttore Franco Marchese, che tra qualche giorno andrà in pensione, e degli operatori. Fino a qualche anno fa le macchine erano ovunque, oggi c’è una navetta interna gratuita e la domenica l’accesso è interdetto a tutti, mentre nei giorni feriali è consentito solo ad anziani e disabili. Dopo l’approvazione del bilancio, compreremo nuovi mezzi per il cimitero grazie a un mutuo: scavatrici, bobcat, camion, celle frigorifere e tanto altro. Strumenti che ci consentiranno di ridurre ulteriormente i tempi di attesa per la sepoltura e migliorare il servizio di accoglienza e pulizia”.

