PALERMO – Lo convinsero a salire in macchina. Giunti nelle campagne di Piano Margi a Cinisi avrebbero tirato fuori un fucile a canne mozze e lo puntarono alla gola di un giovane. Volevano i soldi che aveva vinto qualche mese prima al Gratta e Vinci. Lo avrebbero spogliato nudo e bastonato per rapinargli soldi in contanti e carta e la carta bancomat. Alla fine sono stati arrestati in cinque.
La fortuna al Gratta e Vinci e gli arresti
L’orrire inizia a novembre 2025 grattando un biglietto vincente da 100 mila euro della serie “Numerissimi” in una ricevitoria a Cinisi: da lì in poi un’escalation di violenza. Prima la rapina, poi i prelievi al bancomat della posta.
Il giovane aveva incaricato un amico di incassare la somma di denaro, temeva che venisse bloccata per via di alcuni debiti pregressi. L’amico l’ha custodita in cassaforte e poi l’ha consegnati. Una ricostruzione su cui ci sono ancora dei punti da chiarire.
“Appena vediamo gli sbirri tu muori”
“Appena vediamo sbirri davanti alla porta vi do fuoco, tu muori, ogni sera prendi legnate se beviamo sbirri ti ammazzo sei un frocio”, gli avrebbero urlato spingere il giovane prima a non denunciare e poi a ritirare la querela una volta presentata alla stazione dei carabinieri di Carini.
Il 5 novembre scorso un ragazzo si è avvicinata alla vittima in strada a Cinisi e l’ha accoltellata all’addome. È stato necessario un intervento chirurgico per ricucire la ferita. I carabinieri hanno identificato in Davide Vitale, 19 anni, il ragazzo che impugnava il coltello, mentre il concorrente morale sarebbe stato Giovanni Cangemi, 29 anni.
Avrebbe controllato, fermo dentro una macchina a pochi metri di distanza da piazza Vittorio Emanuele Orlando, che la lama venisse affondata nella carne della vittima. Ora entrambi rispondono di tentato omicidio.
Violenze per i 100mila euro del Gratta e Vinci: i nomi
Giovanni Cangemi, Michele Vitale, 23 anni, Filippo e Antonino Giannola, di 26 e 29 anni, sono accusati di rapina, violenza e minaccia. Marika Randazzo, 28 anni, è indagata a piede libero per violenza e minaccia.
Agli atti dell’inchiesta sulle violenze subite dal giovane che aveva vinto i 100mila euro, coordinata dal pubblico ministero Daniele Sansone, ci sono le parole di Giovanni Cangemi e dei fratelli Giannola intercettati in caserma, ritenute una confessione, e le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Si vede mentre Cangemi preleva i soldi al bancomat e la scena in cui la vittima viene investita con una macchina. La Gip Ermelinda Marfia ha disposto gli arresti domiciliari per i cinque indagati.

