Cisl: "Taglio a spese e consulenti| La Bonafede scelga cosa fare" - Live Sicilia

Cisl: “Taglio a spese e consulenti| La Bonafede scelga cosa fare”

Bufera all'Orchestra sinfonica siciliana, con la Cisl che chiede al sovrintendente Bonafede di "riflettere" sul doppio incarico e punta il dito contro le troppe consulenze.

orchestra sinfonica siciliana
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PALERMO – Dimissioni del sovrintendente, taglio alle consulenze e alle spese, concorsi e nomina di un nuovo direttore artistico. C’è aria di burrasca all’Orchestra sinfonica siciliana, con la Fistel Cisl che in una lunga nota chiede a Ester Bonafede di scegliere tra il ruolo di assessore regionale e sovrintendente della fondazione.

“Preso atto che ancor oggi ai dipendenti della fondazione non sono state corrisposte le mensilità di stipendio dovute per i mesi di gennaio e febbraio – scrivono Michele De Luca e Francesco Assisi -riteniamo incomprensibile la continuata noncuranza delle incertezze e difficoltà da parte della Bonafede. E’ vitale una seria riorganizzazione del personale e dell’attività artistica. Questo percorso intrapreso poche settimane fa si è arenato, riteniamo che queste “trattative” siano del tutto superflue e osteggino di fatto un dialogo serio e costruttivo se seguito dall’Avvocato della Fondazione con sola delega verbale, ciò non consente di fatto, a procedere in ogni seduta, alla conclusione di reali accordi tra le parti”.

Ma i sindacalisti puntano il dito anche contro le troppe consulenze esterne, che non permettono il ricorso alle professionalità interne alla fondazione, e chiedono copia dei bilanci, elendo dettagliato dei debiti, un nuovo accordo aziendale, la nomina di un Direttore artistico di “chiarissima o meglio trasparente fama internazionale” e la richiesta alla Bonafede di riflettere sul suo doppio incarico. Inoltre, la Cisl chiede anche lo sblocco delle procedure concorsuali e l’interruzione della “procedura di emergenza che prevede la ‘sostituzione a ruoli superiori’ da parte dei professori d’orchestra inquadrati come strumentisti di fila. Questa prassi appare pretestuosa e ben calcolata, in quanto di fatto svuota o meglio volatilizza l’organico orchestrale previsto”.

“I lavoratori – conclude la nota – ritengono tutto questo umiliante e si sentono ostaggio e vittime di una politica “amica”. Se è vero che avere come presidente un assessore che è nello stesso tempo una delle massime figure del panorama musicale e culturale nazionale e avere come sovrintendente un assessore con delega sul lavoro e famiglia dovevano essere garanzie per il rilancio della fondazione, i fatti purtroppo smentiscono tutto questo e ci inducono a trarre “amare” considerazioni”.

 


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