CATANIA – Giornata “calda” quella di ieri per le Volanti della Questura di Catania. Quattro persone sono finite in manette a opera degli agenti delle pattuglie dell’UPGSP che ha anche effettuato un sequestro di droga.
Ieri sera nelle vicinanze del Parco Falcone, lungo viale Raffaello Sanzio: un uomo, Omid Goodarzi, ventunenne pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, è stato arrestato per possesso a fini di spaccio di marijuana. Lo stupefacente, il cui ammontare complessivo è pari a oltre 10 grammi, è stato rinvenuto e sequestrato in due azioni: la prima nel corso del controllo su strada, quando sono stati trovati addosso all’indagato anche 45 euro, provento dell’attività di spaccio, la seconda dopo la perquisizione domiciliare a casa dell’arrestato dove è stata scoperta la restante parte della droga, oltre al bilancino di precisione utilizzato per il confezionamento delle dosi. L’arrestato è stato ristretto in regime di arresti domiciliari, in attesa della “direttissima”.
Ancora un arresto, ma questa volta per la violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale, scattato nei confronti di Luigi Abbascià, pregiudicato del 1980. L’uomo è stato trovato alla guida di un motociclo nel popoloso quartiere di San Cristoforo, nonostante la misura alla quale soggiaceva avesse comportato la revoca della licenza di guida. Anche per lui il P.M. ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.
C’è voluto un lungo inseguimento, invece, per bloccare Simone Calogero e Antonino Campagna, rispettivamente 31 e 32 anni, i quali, pur di sfuggire al controllo di una Volante sono fuggiti a bordo di uno scooter. L’inseguimento è iniziato in via Vittorio Emanuele fino in via della Concordia. Nello scooter gli agenti hanno trovato e sequestrato diversi arnesi atti allo scasso il cui porto ingiustificato è sanzionato dalla legge con la denunzia a piede libero e il sequestro del materiale.
Gli agenti hanno anche trovato e sequestrato 600 grammi di cocaina nella notte a Librino. Lo stupefacente era occultato all’interno del vano ascensore di un palazzo ed era già confezionato in 4 “pippotti”.

