Palermo, il colonnello: "Non sono una talpa di Totò Cuffaro"

Il colonnello dei carabinieri si difende: “Non sono una talpa di Totò Cuffaro”

Cuffaro
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Commenti

    Ottimo articolo del direttore, eppure questa testata ha ospitato ogni pensiero, politico e non, del buon Cuffaro. Come mai? Oggi vasa vasa non va più bene però ieri dissertava su Papa Francesco, la Madonna, il nipotino…
    Come mai avete dato questa visibilità ad un personaggio che oggi, giustamente, additate come pessimo esempio?

    Buonasera, Gentile Lettore. Ovviamente c’è un prima e c’è un dopo. Quando abbiamo ospitato le riflessioni di Cuffaro era il segretario della Dc, non ancora travolto da un’inchiesta pesantissima, da cui emergono particolari sconcertanti. Un uomo che raccontava anche una storia di riabilitazione e di riconoscimento degli errori del passato, con iniziative lodevoli come il volontariato in Burundi. Tutto cancellato dalla cronaca di oggi. Abbiamo ospitato le riflessioni di Cuffaro perché le consideravamo interessanti, specialmente quelle sui carcerati, un tema che ci sta molto a cuore. Abbiamo ospitato e ospitiamo le riflessioni di tanti politici, siamo una casa aperta: le ha lette e le leggerà ancora. Ma abbiamo anche scritto, per ricordare tutto, una critica molto severa alla ‘festa’ del 19 luglio che non è di adesso. Abbiamo anche scritto di ‘Cuffarite’. Abbiamo scritto (moltissimo, purtroppo), di sanità che non funziona, della storia della coraggiosissima professoressa Gallo, di occupazione politica, con estrema chiarezza. E oggi stiamo dando notizie dell’inchiesta con dovizia di particolari e commenti appropriati. Perché oggi non è ieri. Grazie del suo commento, cordiali saluti, continui a leggerci.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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