Comune, conti e Riscossione Sicilia |Il verbale dei "revisori ombra"

Comune, conti e Riscossione Sicilia |Il verbale dei “revisori ombra”

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Alcuni professionisti contabili intervengon nelle vicende di Palazzo degli Elefanti.

riceviamo e pubblichiamo
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CATANIA  – Riceviamo e pubblichiamo il nuovo verbale del collegio dei revisori dei conti ombra del Comune di Catania. Composto da professionisti (Monforte Vincenzo Commercialista e Revisore dei Conti a Roma Revisore dei Conti della Regione Lazio; Calogero Cittadino Commercialista e Revisore dei Conti a Catania Gestore di La Tutela degli Onesti, Organismo del Comune di Acireale e Catania, Romeo Ciminello Docente di Etica ed economie dello Sviluppo a Roma e Alfredo Lanaia Commercialista, revisore dei conti e CTU Tribunale di Catania Revisore dei Conti in Istituti e Scuole della Provincia di Catania), il collegio ombra interviene dopo alcuni articoli pubblicati dalla nostra testata, in particolare sulla denuncia del presidente di Riscossione Sicilia riguardo i debiti di Palazzo degli Elefanti.

Di seguito il verbale che analizza l’articolo passo passo.

“Punto n. 1 dell’articolo: “Problemi finanziari che potrebbero scaturire anche di fronte all’iscrizione a ruolo di cittadini deceduti. “Al Comune abbiamo intimato di eliminare dalle liste dei creditori i 19 mila morti iscritti a ruolo – deceduti prima – perché sono somme che non verranno mai recuperate. Questo rappresenta un fatto grave – conclude – che inficia i bilanci comunali”.

“Può capitare – scrivono i revisori ombra – che l’Amministrazione Finanziaria notifichi un avviso di accertamento o una cartella esattoriale ad una persona che risulta in realtà deceduta. Bisogna innanzitutto dire che i familiari devono rispondere dei debiti tributari del defunto solo se hanno accettato l’eredità e quindi se hanno acquisito la qualità di erede. Ricordiamo a tal proposito che vi può essere accettazione “espressa” (una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità) o “tacita” (un comportamento chiaro ed inequivocabile da cui si desume la volontà di accettare l’eredità: la vendita dell’appartamento la riscossione di crediti del defunto, ecc.). Con l’accettazione dell’eredità, il familiare risponde, dunque, di tutte le obbligazioni (comprese quelle di natura tributaria) facenti capo al de cuius, anche con il proprio patrimonio personale nel caso in cui quello dell’estinto non fosse sufficiente.

E se i familiari anziché accettare l’eredità vi avessero rinunciato. In questo caso poiché la rinuncia all’eredità è retroattiva, gli eredi rinunciatari possono opporsi a qualsiasi pretesa del fisco o di eventuali creditori inviando anche in questo caso una richiesta di archiviazione del provvedimento. A maggior chiarimento per tutti gli addetti al settore specifichiamo relativamente al Bilancio di previsione 2016 ancora da approvare da parte di molti Consigli comunali che ove fossero stati inseriti importi relativi a somme iscritte a ruolo di cittadini deceduti ancora da riscuotere che si potrebbe rappresentare il reato di false comunicazioni sociali”.

Punto n. 2.  “A essere pignorati potrebbero essere anche i 42 milioni di euro della vecchia Amt. Anche la Bad company infatti è sotto le mire di Riscossione Sicilia. Soltanto che, fino a quando i fondi del Dl 35 fossero rimasti a disposizione dell’azienda di trasporto in liquidazione, nessuno avrebbe potuto toccarli – proprio perché vincolati al pagamento dei debiti pregressi. Transitando sui conti correnti comunali, invece, potranno essere aggrediti dall’Equitalia siciliana. Questo, potrebbe provocare effetti a cascata deleteri.”Abbiamo già presentato istanza di pignoramento – evidenzia Fiumefreddo – e l’udienza è stata fissata per dicembre”. Il rischio è che Riscossione Sicilia chieda il dissesto del Comune di Catania. “La legge consente al creditore di chiedere la dichiarazione di dissesto – continua Fiumefreddo – anche perché noi dobbiamo recuperare dei soldi e il mancato recupero va giustificato con la Corte dei conti”.

“In tal senso – continua il collegio ombra – si specifica che l’importo a Credito IVA dei Comuni, puo’ essere portato a compensazione dall’eventuale posizione debitoria nei confronti del debito vantato con l’Ente Esattore ed in ogni caso ne puo’ essere chiesto il rimborso”.

Punto n. 3. Dall’articolo di LiveSiciliaCt sul servizio di riscossione tributi “Tra questi, anche l’atto di indirizzo politico per il servizio di affidamento per i prossimi 5 anni del servizio di ricerca dell’evasione e di riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie, della gestione per l’applicazione della TARI, nonchè del supporto alla gestione della riscossione volontaria delle altre entrate tributarie ed extra-tributarie e delle attività opzionali del Comune di Catania”. Un punto, quest’ultimo, inserito nel piano di rientro, che dovrebbe consentire a Palazzo degli Elefanti di aumentare la quota di entrate da tributi, ancora troppo esigua rispetto agli accretamenti, esattamente come segnalato più di una volta dalla Corte dei conti palermitana“.

“In un ottica di risparmio – scrive il collegio ombra – molti sono i comuni che in Italia riscuotono direttamente i tributi locali e direttamente provvedono agli accertamenti per le eventuali evasioni ed hanno deciso di procedere direttamente all’esercizio dell’attività di riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate non versate dai contribuenti secondo i tempi e le forme previste dai Regolamenti Comunali vigenti. La riscossione coattiva delle entrate del Comune che fino ad oggi è avvenuta tramite ruoli coattivi in carico ad un Ente Esattore , verrà quindi effettuata direttamente dall’Ente in virtù del fatto che i Comuni, nell’ambito della loro potestà regolamentare, sono legittimati ad operare in materia di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate. La scelta dell’Amministrazione Comunale di gestire e riscuotere in proprio le entrate tributarie consentirà di attuare la forma di gestione e di riscossione più idonea per realizzare l’interesse pubblico che meglio risponde ai criteri di efficienza, economicità e funzionalità dell’azione della Pubblica Amministrazione.

 

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