Condannati per un falso incidente| Traditi dalla chiamata al 118

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Tentata truffa ai danni di una compagnia di assicurazione

PALERMO – Quattro mesi ciascuno di carcere per avere organizzato un finto incidente. È la condanna inflitta dal giudice monocratico Nicola Aiello a Stefano Puccio e Giuseppe Cavalletti.

Quattro anni fa Puccio denunciò alla sua compagnia di assicurazione di avere investito al volante di una Smart un ragazzino che andava in bicicletta. Ignazio Cavalletti, parente del minorenne, confermò la versione. Peccato, però, ed era agli atti del processo con tanto di registrazione, che Cavalletti aveva chiamato il 118 chiedendo soccorso, ma parlando di una caduta accidentale.

I sanitari giunti a bordo dell’ambulanza sono stati convocati come testimoni aula e hanno riferito che non c’era alcuna traccia dell’impatto con la macchina. C’erano dei bambini attorno al coetaneo infortunato, ma nessuno parlò di un investimento. E così Puccio e Cavalletti si sono ritrovati sotto processo per tentata truffa ai danni della compagnia assicurativa. I due imputati hanno goduto della sospensione condizionale della pena e gli sono sta riconosciute le circostanze attenuanti generiche.

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