CATANIA – Amministrazione sempre più distante dal Consiglio. E’ quanto emerge dalle recenti esternazioni da parte dei consiglieri comunali. Non tutti, ma la maggior parte di quelli che frequentano assiduamente l’aula. E non si tratta di esponenti dell’opposizione. Anche la mggioranza inizia a mostrare segnali di nervosismo in relazione ai rapporti – assenti – tra giunta e senato cittadino. Di questo ha parlato stamattina il vicepresidente del Consiglio, Sebastiano Anastasi, nel corso di una conferenza stampa convocata appositamente per lamentare la distanza siderale dell’amministrazione da chi rappresenta i cittadinil.
Insieme ad Arcidiacono, un esponente per ogni gruppo consiliare – o quasi, era assente il Megafonp, Grande Catania, Con Bianco per Catania e Catania 2.0 – Santi Bosco per Forza Italia, l’intero gruppo di Progetto popolare, Nino Vullo per il Pd, Carmelo Coppolino di Catania futura, Giuseppe Catalano di Articolo 4 e Arcidiacono stesso del gruppo misto.
L’argomento? La mancata convocazione del Consiglio comunale straordinario, richiesto da 25 consiglieri, sul bilancio e sulla situazione contabile dell’ente. Una seduta che, stando a quanto appreso stamani, dovrebbe essere convocata per gennaio, abbondantemente a giochi fatti. Il documento contabile arriverà in aula, infatti, il prossimo martedì e, in ogni caso, dovrebbe essere votato celermente, pena la sostituzione del Consigliod a parte del commissiario straordinario.
“Il momento è difficile ma proprio per questo occorre stare uniti – esordisce Arcidiacono. Rinviare con un artificio a sine dei il Consiglio straordinario è un metodo che non ci piace. Denota mancanza di rispetto, verso i consiglieri e verso tutta la città che se n’è accorta. Non chiedevamo altro che ottenere spiegazioni sul piano di rientro, sulla dismissione delle partecipate, in modo da essere più preparati”.
Un modo anche per velocizzare dibattito che potrebbe protrarsi fino a Capodanno. “La democrazia è metodo – continua il vicepresidente, e dal confronto non si scappa”. Fortemente critico anche Santi Bosco, capogruppo di Forza Italia. “la situazione è drammatica – tuona. Il sindaco non ha più una maggioranza e in aula non arrivano delibere. La seduta straordinaria sul Bilancio, richiesta alla quale ho aderito, pur con motivazioni diverse, sarebbe stata opportuna; calendarizzare però a gennaio, quando i giochi saranno fatti e le carte arriveranno alla corte dei conti non ha senso”.
Nel merito dell’atteggiamento della Giunta entra Catalano. “I consiglieri vengono ancora una volta snobbati da parte dell’amministrazione comunale – sottolinea. Gli atti non arrivano in aula se non all’ultimo momento. Un affanno che si potrebbe evitare. Ma ora dico basta – continua. Basta alzare la mano a comando. Stiamo dimostrando che non abbiamo alcuna volontà di fare i consiglieri signor si. Se continua così, siamo pronti ad azioni drastiche. Se non posso fare il consigliere non ha senso che vengo qua a perdere tempo”.
Salvo Tomarchio, nel suo intervento, evidenzia invece un aspetto che, sebbeno non strettamente collegato al bilancio di previsione 2015, riguarda la situazione contabile e finanziaria. Una presunta perdita di tre milioni di euro da parte del Comune per non aver approvato il Regolamento sulle affissioni che dovrebbe essere votato entro il 31 dicembre. “Se entro il 31 dicembre non verrà approvato – il comune perderà tre milioni di euro inoltre l’abusivismo. Dove è l’amministrazione? Dove è Girlando? In commissione la bozza è arrivata due settimane fa”.
Intanto sembra ci siano novità per quanto riguarda il documento contabile del Comune. Pare infatti che il Commissario Garofalo abbia convocato il collegio dei revisori per visionare la documentazione richiesta e senza la quale il parere rimane positivo con riserva. Pare inoltre che, se i documenti non saranno consegnati – cosa che potrebbe accadere, dato che a macare sono carte corpose, come quelle relative alle conciliazioni con le aziende partecipate – il commissari potrebbe assumere l’onere di portare in aula il bilancio sul quale potrebbe additittura entrare nel merito.

