Bocciata la legge sugli appalti | "Contrasto con il codice nazionale"

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Le norme regionali erano state varate dall'Ars nel 2011.

La decisione della Corte costituzionale
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1 min di lettura

ROMA – Le norme regionali in materia di appalti pubblici non possono disattendere quelle nazionali fissate nel Codice degli appalti. Per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune norme contenute nella legge della Regione Sicilia 12/2011 perché difformi da quelle nazionali. Le disposizioni, impugnate dalla Presidenza del Consiglio, intervenivano, tra le altre cose, sulla individuazione della soglia di anomalia delle offerte nei contratti sotto soglia comunitaria, affidandosi a un diverso criterio matematico rispetto a quello stabilito nelle norme nazionali. Inoltre, mentre il codice nazionale – si legge nella sentenza redatta dal giudice Giancarlo Coraggio – “fissa direttamente un articolato procedimento in contraddittorio con le imprese che hanno presentato offerte anormalmente basse, indica i criteri di verifica di tali offerte e gli strumenti di rilevazione della congruità dei prezzi, affidandone la conseguente ponderazione alle stazioni appaltanti, la disposizione regionale impugnata demanda a un decreto assessoriale l’individuazione di non meglio specificate modalità di verifica per la congruità dell’offerta”. La sentenza specifica inoltre che la decisione della Corte non determina alcun vuoto normativo, dal momento che valgono le disposizioni del Codice appalti nazionale.

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