PALERMO – Palermo rinnova la sua Consulta delle Culture, l’organismo consultivo creato nel 2013 e che dà rappresentanza alle tante comunità straniere presenti a Palermo. Un appuntamento decisamente sottotono rispetto a cinque anni fa: per i 21 posti disponibili questa volta si sono presentati appena 26 candidati, contro i 46 del 2013; l’affluenza è passata dal 33,6% del debutto al 23% di questa volta. In particolare ieri si sono recati ai seggi 2.662 uomini e 2.181 donne, contro i 6.857 votanti del 2013. Un piccolo flop, dovuto alla scarsa pubblicità dell’evento specie presso le comunità.
In attesa dell’elenco ufficiale degli eletti, saltano però all’occhio alcuni risultati: le 1055 preferenze di Md Alamin (già candidato con Sinistra Comune alle ultime Amministrative) e le 872 di Thiyagarajah Ramani, entrambi dell’Asia centro-meridionale; i 300 voti di Kobena Ouattara Ibrahima dell’Africa occidentale. Eletta con certezza l’unica candidata per Americhe e Oceania, solo tre i candidati per i quattro posti dell’Europa.
La Consulta rappresenta tutti i cittadini stranieri, comunitari, extracomunitari, apolidi e coloro i quali hanno acquisito la cittadinanza italiana, che risiedono a Palermo e che sono maggiorenni; al suo interno sono previsti anche tre rappresentanti di Sala delle Lapidi.
“I componenti della Consulta delle culture sono stati appena eletti, un segnale che attesta ancora una volta l’identità interculturale di Palermo – affermano i consiglieri comunali di Sinistra Comune Giusto Catania, Barbara Evola, Katia Orlando e Marcello Susinno – La consulta si conferma un prezioso strumento di partecipazione e dialogo fra le comunità migranti e la città, contro le dissennate politiche xenofobe del governo nazionale. Discriminazioni e razzismi non appartengono alla nostra città, contraddistinta da sempre da valori fondanti come solidarietà e condivisione. Auspichiamo che in tempi brevi il Presidente del Consiglio comunale fissi una seduta con all’ordine del giorno la nomina dei consiglieri comunali membri della Consulta, affinchè possa cominciare a svolgere effettivamente le sue funzioni”.

