Coronavirus, un caso a Palermo | Come è stato scoperto, che succede - Live Sicilia

Coronavirus, un caso a Palermo | Come è stato scoperto, che succede

Tutti i passaggi che hanno portato all'individuazione del caso.

L'epidemia
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PALERMO– Coronavirus a Palermo: la paziente bergamasca ricoverata al ‘Cervello’ era arrivata a Palermo venerdì (dunque cinque giorni fa e non sei come si era appreso in un primo momento) dall’aeroporto di Orio al Serio. Con lei una comitiva di concittadini, risiedevano in un albergo in città. La signora ha accusato dei leggeri sintomi influenzali, una febbre molto bassa. E’ immediatamente scattata la macchina organizzativa, con il ricovero al reparto di malattie infettive del ‘Cervello’, dopo gli accertamenti del caso. La donna è stata posta in isolamento ieri alle 14,30, prima in albergo poi in ospedale.

Leggi anche: Primo caso a Palermo, controlli su altri tre casi

Il tampone risultato positivo è stato inviato a Milano per un ulteriore accertamento, visti i sintomi molto blandi della paziente. Si attende una ulteriore conferma in mattinata. Nessuna delle persone che viaggiavano con la turista presenta sintomi e si trovano tutte in isolamento in albergo. In mattinata il presidente della Regione avrà un confronto con il governo nazionale per stabilire le misure più idonee.

Le persone che facevano parte del gruppo della signora contagiata sono 29. Si trovano in isolamento nell’albergo in centro città, insieme a un’altra ventina di persone che lavorano nell’hotel. A tutti è stato fatto il tampone e si attendono gli esiti. L’Asp sta contattando i passeggeri che si trovavano sull’aereo su cui viaggiava la donna contagiata. L’autista del pullman che ha trasportato il gruppo non ha sintomi e si è posto in autoisolamento.

Leggi anche: Ricostruire gli spostamenti della comitiva bergamasca


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Commenti

    Continuiamo a tenere aperti i cinema, stadi, discoteche, feste di piazza e ogni altro luogo che comporta la riunione di tante persone; la prevenzione, si chiama prevenzione proprio perché deve essere attuata prima che avvenga l’evento negativo, ma questo concetto è di difficile intendimento per i nostri amministratori.

    e non ci dicono nemmeno quale è l’albergo interessato,è peggio del regime non mettere a conoscenza la gente.

    la prevenzione andava fatta un mese e mezzo fa

    Caro Nicolo, Io chiuderei tutto, lo gente non dovrà uscire di casa,nessuno dovrà lavorare ne mangiare.In Italia abbiamo combinato un guaio serio,ne vedremo le conseguenze quest’anno e gli anni a seguire per colpa di questo governo nazionale.

    keoma, si sa il nome dell’Hotel.

    Come si suol dire “isti pi futturi e fusti futtuti”…i padani dicevano che il pericolo arrivava dall’africa e invece il pericolo arrivò da nord, dalla Padania!

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