PALERMO – Il tribunale del riesame di Palermo ha revocato gli arresti domiciliari all’ex sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo, finito al centro di un’inchiesta su un giro di tangenti incassate per agevolare l’assegnazione di appalti alla cooperativa Nido d’argento. A Lo Biundo, difeso dall’avvocato Nino Zanghì, è stato imposto l’obbligo di dimora a Partinico. Tra 45 giorni saranno depositate le motivazioni della decisione.
Nell’ambito dell’Indagine dei carabinieri della compagnia di Partinico sono state emesse dal gip 12 misure cautelari. Gli accertamenti ruotano attorno alla cooperativa e ai presunti favori di politici e pubblici ufficiali per l’assegnazione di appalti in diversi Comuni della Sicilia occidentale e di Gela.
Il gip, nei giorni scorsi, aveva concesso gli arresti domiciliari a Gaetano Di Giovanni, comandante della polizia municipale di Agrigento, finito in carcere nella stessa operazione con l’accusa di corruzione.
Di Giovanni, 59 anni, all’epoca dei fatti verificati nell’estate del 2021, dirigente del distretto socio-sanitario di Agrigento. È accusato di avere favorito l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti alla società Medea e l’affidamento dei servizi socio-assistenziali nei Comuni di Santa Elisabetta e di Agrigento, alla coop Nido d’Argento, ricevendo una mazzetta di 7.500 euro.
Revocati gli arresti domiciliari per Salvo Lo Biundo, per lui scatta l’obbligo di dimora. Tra 45 giorni saranno depositate le motivazioni

