Covid e morti nella casa di riposo|Annullato sequestro preventivo

Covid e morti nella casa di riposo|Annullato sequestro preventivo

Covid e morti nella casa di riposo|Annullato sequestro preventivo
L'INCHIESTA DI CALTAGIRONE
La decisione del Tribunale del Riesame di Catania. La difesa: "Decisione che sarà da guida"

CATANIA – La casa di riposo Don Bosco torna nella disponibilità dei titolari. È arrivata da pochi minuti la decisone del Tribunale del Riesame di Catania, collegio composto dalla presidente Ignazia Barbarino, e dalle giudici Giuliana Sammartino e Patricia Carmela Di Marco che ha accolto l’istanza della difesa disponendo l’annullamento del sequestro preventivo dell’immobile in affitto disposto dal gip. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento scattato dopo l’apertura dell’inchiesta per epidemia colposa da parte della Procura di Caltagirone.

La Procura calatina sta indagando sulla morte sospetta per Covid-19 di sedici ospiti della struttura. Secondo la tesi accusatoria, il gestore della casa di riposo non avrebbe rispettato i protocolli previsti per contenere il contagio. Sono in corso all’ospedale San Marco di Catania le autopsie sui corpi delle vittime. Dagli accertamenti irripetibili disposti dal procuratore di Caltagirone potrebbero arrivare elementi utili all’inchiesta in corso. E quindi alla determinazione delle responsabilità penali contestate agli indagati. 

Non nasconde la sua soddisfazione l’avvocato Dario Riccioli, che difende Gaetano La Rosa, presidente della cooperativa che gestisce la struttura al centro delle indagini. “Siamo convinti – dichiara il legale – che la motivazione dissequestro poggerà certamente sulla insussistenza di epidemia colposa, così come avevano ampiamente argomentato e sostenuto nel ricorso. Il giudici del Tribunale di Catania – commenta Riccioli – ancora una volta hanno dimostrato la loro capacità di essere delle guide a livello nazionale nella corretta interpretazione delle norme giuridiche anche in un momento di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo”.  

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