Covid e variante inglese: quattro casi all'ospedale Civico

Covid e variante inglese: quattro casi all’ospedale Civico

Arriva la conferma del laboratorio: i casi del secondo focolaio sono ascrivibili alla variante inglese.
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PALERMO- Quattro casi di variante inglese del Covid all’ospedale Civico di Palermo, in Medicina d’urgenza: è questo il responso del laboratorio sul secondo focolaio che è stato esaminato scrupolosamente. Il sospetto, che era aleggiato nei giorni scorsi, attendeva una conferma. Che, stamattina, è arrivata.

La nota dell’ospedale

“Le analisi di sequenziamento del genoma virale effettuate presso il laboratorio dell’Istituto d’Igiene del Policlinico di Palermo – si legge in una nota dell’ospedale – hanno evidenziato che i quattro casi di positività riscontrati nei giorni scorsi presso la U.O. di Medicina d’Urgenza del P,O, Civico sono da attribuire alla variante virale B.1.1.7 meglio nota come variante inglese. Questa notizia, tutt’altro che inaspettata, piuttosto che ingenerare facili allarmismi, deve prospettare una serena e consapevole percezione che la battaglia contro il Coronavirius non solo non è vinta ma bisogna tenere alta la soglia di attenzione rispetto ai connessi rischi di contagio avvalendosi degli ormai arcinoti presidi e procedure di protezione individuale e collettiva. In particolare, al fine di evitare contagi nosocomiali questa Azienda, manterrà lo scrupoloso approccio cronologico nel governare gli intervalli tra i test di laboratorio a cui si sottopone, con sensibile spirito di coscienza del ruolo, tutto il personale sanitario impegnato nell’assistenza e serrerà la sorveglianza sulle procedure di accettazione della casistica in ingresso”.

Il secondo focolaio

Il cluster ha coinvolto l’area del pronto soccorso, come abbiamo raccontato, già colpita, in passato, da focolai di grande dimensione, con rischi gravissimi. “Al momento – spiegava il primario, il dottore Massimo Geraci – risultano positivi un infermiere che ha già ricevuto la seconda dose del vaccino e quattro pazienti. Stiamo monitorando la situazione”.

Cosa sappiamo delle varianti

Ma cosa sappiamo delle varianti? Noi abbiamo chiesto lumi al professore Antonio Cascio, infettivologo. Che cos’è una variante? Ecco la risposta: “E’ un virus che ha subito una mutazione che, in questo caso, lo ha reso più diffusibile. E’ una cosa che può capitare, nell’ottica dell’evoluzione naturale degli organismi. Le varianti meno competitive si perdono. Quelle più forti resistono e, alla fine, si impongono”. E la variante inglese? “Sicuramente che è più contagiosa, non credo più letale, direttamente. Ma il punto è chiaro: più infezioni vuol dire più pazienti, più affollamento negli ospedali e più vittime, purtroppo. Non siamo alla fine del tunnel”.


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