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E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).
L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.
Daspo? Lo dispone l'Autorita'ma non certo su richiesta del cittadino. Invero,nelle more non si riscontra nel merito alcuna pubblica attivita' da parte di chicchesia,che ribadisco,non puo'essere accolta.
In Sicilia mancano gli ispettori del lavoro.
L'unica cosa di cui si occupano è la sedia.


In realtà proprio il raffronto contiene una notizia notevolmente positiva.
Nonostante i nuovi contagi giornalieri siano oltre 10 volte in più rispetto all’anno scorso in Sicilia, le terapie intensive sono quasi la metà.
Ciò significa che la variante del covid è più contagiosa ma molto più lieve.
Quindi è giusta la politica dell’abolizione delle restrizioni anche dal punto vista medico e scientifico.
Una cosa è certa:
la gente non ne può più di mascherine, restrizioni, zone rosse, zone arancioni, zone gialle…..
Si è entrati nella fase di convivenza con il virus.
Dato che i virus possono durare migliaia di anni in natura, capirete che è impossibile a vita vivere con la mascherina oppure chiudere le attività o mettere le zone rosse e arancioni…
l’economia deve rialzarsi, il turismo deve tornare, la gente deve tornare a vivere e socializzare….
Allora liberi tutti?
Sono giuste le abolizioni delle restrizioni, ma occorre responsabilizzare la popolazione e prevenire piuttosto che curare.
Come?
Vita sana
alimentazione sana
vitamine
movimento
vita all’aperto
trasferire tutti i locali e le attività all’aperto.
niente condizionatori e climatizzatori (oltre a indebolire l’organismo e a predisporlo alle infiammazioni alle vie respiratori, climatizzatori e condizionatori diffondono dropplet del covid fino a 10 metri).
niente mascherine (l’ossigeno aiuta a rafforzare le vie respiratorie, mentre l’anidride carbonica trattenuta dalla mascherina e reinspirata non fa certo bene)
Al decalogo pubblicato nel precedente messaggio aggiungo anche:
igiene personale
sanificazioni
ricambio naturale d’aria dalle finestre (in estate si possono tenere sempre aperte)
smart working