Con il passare dei giorni gli scienziati iniziano a conoscere meglio le caratteristiche della variante Omicron del Sars CoV 2. I ricercatori dell’Imperial College di Londra stimano che la mutazione, rilevata per la prima volta in Sudafrica, abbia una capacità di reinfezione 5,4 volte maggiore di quella della variante Delta. Ciò implica che la protezione contro la reinfezione dalla nuova variante offerta da un’infezione passata può arrivare solo fino al 19% e con due dosi di vaccino la percentuale varia da 0 al 20%. Per valutare questa capacità di reinfezioni e di eludere due dosi di vaccino gli scienziati hanno utilizzano i dati dell’Agenzia per la salute (Ukhsa) e l’Istituto di sanità (Nhs) per tutti i casi di confermati dal test molecolare tra il 29 novembre e l’11 dicembre 2021.
La capacità di penetrazione da parte della variante Omicron arriva anche dai dati segnalati da altri paesi europei. È già pari o superiore al 60% la percentuale di prevalenza della variante Omicron dei casi positivi di Covid sequenziati a Madrid, mentre il report pubblicato sulla rivista dell’European Centre for Disease Prevention and Control si riferisce a tutti i casi registrati dal 28 novembre al 7 dicembre in Danimarca fa emergere che ci sono state 785 infezioni da Omicron in persone dai 2 ai 95 anni, con una prevalenza in giovani adulti e l’83,1% delle persone contagiate aveva completato il ciclo vaccinale; tra questi il 7,1% aveva già ricevuto la terza dose. Non è stato registrato nessun decesso, mentre i pazienti che hanno avuto bisogno di un ricovero sono stati 9 (l’1,2% del totale), 1 in terapia intensiva (0,13%).

