Crediti dubbi, il consiglio "spalma" 307 milioni su 15 anni

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Sala delle Lapidi approva il ripiano del disavanzo del rendiconto 2019

PALERMO – Una “rata” da 20,5 milioni di euro l’anno per i prossimi 15 anni. Il consiglio comunale di Palermo ha approvato la delibera per il ripiano del disavanzo del rendiconto di gestione 2019: in poche parole, ha spalmato sul prossimo decennio e mezzo i 307 milioni che, altrimenti, avrebbe dovuto trovare in appena tre anni.

Si tratta di una facoltà prevista da una norma approvata nel 2019 per andare incontro a quegli enti locali, come Palazzo delle Aquile, che si ritrovano sul groppone una cifra piuttosto elevata da accantonare nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. In pratica, la nuova armonizzazione contabile impone ai Comuni di spendere solo quanto incassano e quindi li obbliga a mettere da parte, in bilancio, tanti soldi quanto prevedono di incassarne; un meccanismo approvato nel 2011 e divenuto efficace dal 2015 con due opzioni, un metodo semplificato e uno ordinario.

Scegliendo il primo, Palermo ha deciso di accantonare meno nei primi anni ritrovandosi però, in quelli successivi, a dover mettere da parte tutto il pregresso: la somma era addirittura di 355 milioni al 2019, ma è scesa a 307 grazie ai buoni risultati della lotta all’evasione fiscale. I 307 rimanenti però andavano accantonati in appena tre anni, a meno di non volerli suddividere per 15 con una delibera di consiglio comunale da esitare entro 45 giorni dal rendiconto. Un impegno preciso, per Sala delle Lapidi, a cui la norma dà la stessa importanza di un bilancio vero e proprio.

La maggioranza ha approvato l’atto, ma non senza qualche fatica: su 24 presenti, infatti, si sono astenuti in nove e hanno votato contro in due, con appena 13 favorevoli. Gli orlandiani hanno registrato più di una defezione, il che non è certo una novità: l’incontro di maggioranza sul bilancio previsto per stamattina è stato infatti rinviato a data da destinarsi (anche per le recenti frizioni sui rifiuti fra Italia Viva e Sinistra Comune) e nel pomeriggio c’è stato anche lo “scontro” sulla Ztl fra la Sesta commissione e l’assessore Catania. Un clima per niente disteso che non sembra promettere nulla di buono in vista del bilancio di previsione.

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