Cresta sui fondi Ue, il prof: "Possiamo prendere anche elettrodomestici?"

Cresta sui fondi Ue, il prof: “Possiamo prendere anche elettrodomestici?”

L'inchiesta della procura europea di Palermo coinvolge 16 indagati
LE INTERCETTAZIONI
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PALERMO – “Ti chiedo però… senza scuorno (vergogna, ndr)… ma possiamo prendere anche qualche elettrodomestico?”. Così Luigi Cembalo, professore ordinario alla facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Napoli “Federico II”, indagato dalla Procura Europea per corruzione insieme ad altre 15 persone, chiedeva, non sapendo di essere intercettato, di poter usare parte dei fondi Ue ricevuti dall’Ateneo per scopi personali. Interlocutore del docente era il titolare della società Databroker Claudio Caloia.

Per entrambi i pm, che indagano sull’uso illecito delle somme, hanno chiesto gli arresti domiciliari. Il docente, che insieme a un assistente, curava gli acquisti di materiale informatico del dipartimento, attraverso preventivi gonfiati, avrebbe accumulato un “tesoretto” a cui attingere per avere dispositivi elettronici per sè, la moglie e la figlia. “Ho chiesto a questo.. tizio di.. di portarci questa settimana… ehm… i telefoni.. lui è disponibile a farlo.. però ci stanno solo colore.. diciamo così silver”, diceva alla moglie Daniela Pirro. “Bleah – rispondeva lei disgustata – prendi il tuo… io lo voglio di quel colore là… blu…”.    

In un’altra intercettazione Cembalo chiede alla moglie se la figlia avesse acceso il pc nuovo, sempre ricevuto grazie al credito accumulato presso la società con il raggiro. Per gli inquirenti il pc “rientrava verosimilmente proprio tra quelli che componevano l’ordine evaso da Databroker (ovvero i 3 Pc Omen consegnati il giorno precedente), giunto al dipartimento di Portici, prelevato dalla moglie poco prima e portato a casa”.    

Sempre grazie alle intercettazioni i pm ascoltano il docente raccontare di aver installato dei giochi esclusivi Microsoft e di aver collegato anche il visore al pc vantandosi, tra l’altro, di aver vinto una sfida con il figlio. “Ho installato Horizon cinque… è un gioco esclusivo… poi ieri… allora questo “zombie Land”… vabbè il visore è una… è una figata. La tipologia di gioco che è così… che… il fatto che si spari sempre è quello che piace a me, però una tensione addosso… comunque ieri poi ci siamo fatti un po’ una sfida io e mio figlio ed ho vinto io… perché sono migliorato) .    

“Quanto sopra fugava ogni ragionevole dubbio – scrivono i magistrati – circa la reale ubicazione e l’utilizzo del computer in questione che, seppur acquistato con fondi universitari stanziati per la ricerca e consegnato presso la sede dell’ateneo a Portici, di fatto era stato installato dal docente presso la sua abitazione di San Giorgio a Cremano”. 

C’è anche la fornitura di materiale informatico alla “Fondazione Minoprio”, Istituto tecnologico superiore della provincia di Como, nell’inchiesta della Procura Europea sull’uso illecito di fondi Ue. L’indagine coinvolge 16 tra docenti universitari, ricercatori e insegnanti di scuole secondarie e manager di società informatiche come R-Store, per cui i pm di Eppo Geri Ferrara e Amelia Luise hanno chiesto i domiciliari.

La vicenda emerge nel corso di una conversazione intercettata a dicembre del 2023 tra due indagati, Mario Piacenti e Vito Rinaldi, manager di R-Store S.p.a. rispettivamente in Sicilia e Lombardia. Rinaldi spiegava all’interlocutore di aver appreso dal responsabile del Centro di Formazione della scuola, Luciano Airaghi, anche lui indagato, che la scuola aveva avuto un finanziamento di 500mila euro col Pnrr, e che entro la fine del mese di novembre avrebbe dovuto indire un bando di gara per l’acquisto di materiale informatico.

Non essendo possibile frazionare il lotto per procedere ad affidamento diretto, la Fondazione Minoprio aveva richiesto all’agente commerciale di indicare altre quattro o cinque ditte fornitrici da iscrivere formalmente sul portale Sintel (piattaforma della Regione Lombardia per gli appalti) per poter perfezionare la gara, che in ogni caso sarebbe stata comunque aggiudicata ad R-Store.

“Vedono la nostra azienda su quel sistema Sintel che usano loro.. mi hanno detto però visto che loro entro fine novembre devono indire la gare di fare di tutto.. Cioè – spiegava – bisogna far iscrivere altre cinque aziende da poter indire la gara.. per cui devono fare per forza una gara.. almeno con cinque operatori visto che.. cinquecento mila euro di.. di roba..no.. no non possono dividere il lotto”. E Piacenti si sarebbe attivato per trovare le ditte compiacenti. Per i pm la gara indetta dalla Fondazione Minoprio sarebbe stata, dunque, solo una formalità e i fatto l’esito sarebbe stato già determinato a tavolino proprio in favore di R-Store. 


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