Crisi idrica, la Corte dei Conti chiede chiarimenti alla Regione

Crisi idrica, la Corte dei Conti chiede chiarimenti alla Regione Siciliana

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I magistrati aprono un contraddittorio, 17 i punti da definire
L'EMERGENZA
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PALERMO – La sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana ha deciso di aprire un contradditorio con la Regione e alcuni enti e società “sulla gestione dello stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico ed alla criticità delle infrastrutture” in Sicilia.

A Regione, dipartimento protezione civile, dipartimento acqua e rifiuti, dipartimento agricoltura, enti gestori delle grandi dighe, consorzi di bonifica, Siciliacque, Amap, Ati e Ato:, la Corte dei conti chiede “la collaborazione nella partecipazione al contraddittorio, con la trasmissione di relazioni, atti e documenti ritenuti utili per afferenza ai profili di criticità relativi all’esercizio delle funzioni d’indirizzo, coordinamento e monitoraggio, intervento e gestione, dell’emergenza idrica in Sicilia, con particolare riferimento allo stato delle infrastrutture idriche (dighe, dissalatori, opere di adduzione), alla capacità di utilizzazione, alle opere di manutenzione e/o di completamento ed alle misure emergenziali per la mitigazione della crisi idrica”.

In una relazione di 224 pagine deliberata il 7 agosto, i magistrati contabili scrivono che “sussistono agli atti istruttori palesi e macroscopiche carenze documentali nella individuazione delle connessioni finanziarie e funzionali tra le diverse gestioni emergenziali che hanno interessato gli interventi per la realizzazione, il completamento e la manutenzione delle dighe, delle reti di grande adduzione delle risorse idriche, e delle reti comunali con decorrenza dall’anno 2001″.


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