Crollo a Messina: trovato un corpo si scava per gli altri 5 dispersi

Macerie e angoscia: trovato un corpo, si scava per gli altri cinque dispersi

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In arrivo nuove ruspe. Sequestrato un pilastro

“Sono la figlia di Rosa Leone mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche”. È l’appello lanciato da Clelia Magazzù, la figlia di due delle sei persone disperse in seguito al crollo dell’edificio del rione Pistunina di Messina. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo del settantenne Carmelo Leone, schiacciato da un solaio. La salma è stata trasportata in obitorio, al Policlinico.

Utilizzando i cellulari i vigili del fuoco stanno provando a risalire alla posizione dei dispersi sotto le macerie.

Si abbracciano piangendo e guardano costantemente l’edificio crollato di rione Pistunina. I familiari dei dispersi non hanno lasciato la zona nella speranza di avere notizie sui propri cari. Sanno che il tempo è importante per la sopravvivenza dei parenti e più ne passa, maggiore è la loro paura. Alcune donne si sono sedute sul bordo di un’aiuola: piangono disperate, mentre familiari e amici invitano i giornalisti a non avvicinarsi e di avere rispetto per il loro dolore.

Il presidente della Regione e commissario straordinario al risanamento di Messina Renato Schifani ha disposto l’invio dei mezzi impiegati nei cantieri di demolizione delle ex baraccopoli nel luogo del crollo a supporto delle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Le ruspe sono state messe a disposizione per supportare gli aiuti, in particolare, è stato inviato sul sito del disastro un escavatore con la pinza selezionatrice e la benna.

Si scava per trovare le sorelle di Carmelo Leone, Sara e Rosa, il marito di quest’ultima, Santino Magazzù, e un collaboratore domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. La quinta dispersa è una commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano della palazzina, la ventisettenne messinese Alessandra Frazzica.

A complicare le operazioni è un incendio divampato tra le macerie. L’innesco è avvenuto nelle batterie dell’impianto fotovoltaico.

La testimonianza

“Fino all’ultimo pensavo di morire, anche perché ho respirato puro la polvere, il pulviscolo, quindi non sapevo neanche io, non stavo respirando aria in quel momento”. Così Davide Lambiate, 26 anni, uno dei tre feriti al crollo di un palazzo a Messina, avvenuto durante il suo terzo giorno di prova come commesso in un bazar cinese. Ha riportato un trauma cranico minore e diverse contusioni, mentre gli altri feriti, operai che lavoravano al piano terra, uno è stato dimesso e l’altro attesa di intervento chirurgico per una frattura al naso. Dal letto dell’ospedale con la Tgr Sicilia, Lambiate, ricorda cosa è accaduto e pensa alla collega, Alessandra Frazzica, che lavorava con lui nel bazar e che è tra le persone disperse.

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“Quando ho visto che finalmente era arrivato qualcuno – ricorda – ho gridato c’è anche una mia collega sta là sotto. Qualcuno mi ha sentito, alcuni no, alcuni erano ancora spaesati perché non capivano che cosa fosse successo. Non potrò mai dimenticare quello che è successo, ci penserò sempre”.


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