Cuffaro e i 'finti assistenti' | In 28 rischiano il processo - Live Sicilia

Cuffaro e i ‘finti assistenti’ | In 28 rischiano il processo

Politici e amici dell'ex governatore avrebbero fatto carte false per entrare a Rebibbia. Ecco i nomi.

 

 

L'INCHIESTA
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PALERMO – Tutti in carcere per fare visita a Totò Cuffaro e tutti indagati per falso. Politici – nazionali e regionali – professionisti, dirigenti e amici dell’ex governatore siciliano avrebbero fatto carte false per entrare in carcere a Rebibbia.

Il prossimo 14 marzo in ventotto sapranno se finiranno sotto processo o meno. Il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino e il sostituto Barbara Zuin hanno chiesto il rinvio a giudizio e il giudice Livio Sabatini ha fissato l’udienza preliminare. All’inizio gli indagati erano 41, per 13 tredici di loro si profila dunque, l’archiviazione.

I parlamentari in carica, a Roma come a Strasburgo, possono accedere in carcere facendosi accompagnare da un assistente. Assistente che deve dichiarare la sua qualifica in un apposito modulo. In molti si sarebbero spacciati per collaboratori degli onorevoli in modo da evitare l’obbligo di presentare la richiesta di colloquio necessaria per incontrare un detenuto. I politici, infatti, hanno una corsia preferenziale. Hanno il diritto di visitare i carcerati in qualsiasi momento e senza fare neppure la fila.

Ecco chi rischia il processo: Anna Bonfrisco (parlamentare), Filippo Maria Bucalo, Antonio Buonfiglio (parlamentare), Nunzio Cappadona (ex deputato regionale), Giuseppe Castania, Giuseppa Maria Castiglione (parlamentare), Stefano Ciccardini, Vladimiro Mirello Crisafulli, Salvatore Cuffaro (cugino omonimo dell’ex presidente della Regione, ndr), Giuseppe Di Carlo, Francesco Di Chiara, Alessandro Di Paolo, Davide Durante, Renato Farina, Pino Firrarello (parlamentare), Pippo Gianni (ex parlamentare), Cosimo Izzo (parlamentare), Gaetano Mancuso, Calogero Mannino (ex ministro), Antonio Marino, Salvatore Rinaldi, Giuseppe Ruvolo (parlamentare), Antonina Saitta, Cataldo Salerno, Giuseppe Scalia (ex parlamentare), Sebastiano Sanzarello, Gian Maria Sparma (ex assessore regionale), Attilio Tripodi.

Ecco coloro per i quali invece si profilerebbe l’archiviazione: Francesco Allegra (avvocato Carmine Lombardo), Antonello Antinoro (ex eurodeputato, avvocato Giuseppe Cencioni), Gloria Cammarata (avvocato Emilio Chiarenza), Salvatore Cascio (deputato regionale, avvocato Vincenzo Castellano), Giampaolo Ciani (avvocato Salvatore Sciullo), Anna Maria De Santis (avvocato Antonietta Carretta), Nino Dina (deputato regionale, avvocato Marcello Montalbano), Salvo Fleres (avvocato Vito Pirrone), Salvatore Iacolino (avvocato Arnaldo Faro), Bruno Mariani (avvocato Carmine Lombardo), Saverio Romano (l’ex ministro è difeso da Raffaele Bonsignore), Antonino Ruvolo (avvocato Lombardo), Simona Vicari (il sottosegretario è difeso dall’avvocato Enrico Sanseverino).

Cuffaro finì rinchiuso a Rebibbia il 22 gennaio 2011, quando la Cassazione rese definitiva la condanna per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. E subito iniziarono le visite.

 


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Commenti

    DURA LEX, SED LEX !

    …. IL DIFFICILE E’ SPIEGARLO AGLI INNOCENTI CHE RESTANO IN CARCERE IN ATTESA DI GIUDIZIO.

    Fare carte false con le istituzioni per andare a visitare un detenuto, rischiando a propria volta di fargli compagnia…
    A CHE SCOPO?!
    COSA C’ERA DIETRO QUESTE “VISITE”?!

    C’ERA LA SPECTRE,IL BILDERBERG,LA P3,IL COMPLOTTO DEMO-PLUTO-GIUDAICO-MASSONICO,LA BANDA BASSOTTI ED IL CLUB DELLA LIMA NELLA TORTA…….LEGGETEVI LE CARTE DEL PROCESSO,SENZA PREGIUDIZIO,E CAPIRETE CHE SUL NULLA SI FONDA LA CONDANNA DI CUFFARO.NON POTENDOLO DISTRUGGERE SUL PIANO POLITICO LO SI E’ FATTO IN ALTRO MODO.

    Inviterei Salvatore Cuffaro a volere riconsiderare la sua decisione di non fare più politica attiva, in quanto qui in Sicilia ormai si sente da tanti anni la mancanza di un autentico ed autorevole gigante quale è stato lui.

    Pur disapprovando il soggetto, nell’anno della Misericordia, riflettiamo piuttosto sulla carità ,sulla pietà che dobbiamo provare per coloro che hanno sbagliato e pagano il fio.

    ma ancora ?? ebbasta !!

    La Procura sente puzza di bruciato. Io pure.

    Ma lasciatelo stare….. bastaaaaa ha pagato forse per tutti e più di qualche altro . A me non è molto simpatico ma non mi piace perseverare su chi comunque ha pagato il suo conto con lo Stato.

    Non era lui a chiedere a queste persone di fargli visita pertanto se hanno sbagliato e fatto carte false per andarlo a trovare lui non c ‘entra . Se li è visti arrivare li. Pertanto ormai ha strapagato lasciatelo in pace. Non può passare la sua vita come bersaglio di coloro che gli vogliono male. Basta. Ci sono persone che fanno cose gravi e nessuno li perseguita. Ci sono problemi seri da affrontare per i Siciliani ed invece si preferisce fare “curtigghiu” e attacchi ipocriti sui giornali pur di apparire.

    Sto leggendo ” L’uomo è un mendicante che si sente Re”. Sin dalla prefazione si intuisce che c’è grande dignità, umanità e amore nei Cuffaro, e questo mi basta.

    La legge non disciplina la collaborazione politica con l’obbligo di un vero rapporto di lavoro. Tutti coloro che dentro la propria comunità ne rappresentano i problemi, le istanze e le speranze e sono portatori di consenso, sono collaboratori del deputato nella ricerca del consenso e nella prospettazione delle istanze nelle istituzioni. Che qualcuno ricorra in una modalità legittima, accompagnando il proprio deputato, in una visita ispettiva con il solo scopo di rivedere un amico, penso che non ci sia niente di male. Coloro che ci vedono marcio non conoscono la legge è neanche le modalità della visita ispettiva dentro il carcere e forse sono in mala fede. Questi collaboratori al seguito del deputato, non hanno diritto di parola e non possono salutare il detenuto, e ad accompagnarli ci sono due poliziotti penitenziari ed un dirigente del carcere che controllano rigidamente che la visita si faccio con il rigido rispetto della legge. Quante prime pagine per la visita fatta dal sottosegretario Vicari con il capo di gabinetto che tra l’altro non conosceva Cuffaro. Quante porcherie hanno scritto i giornali. E quanti degli attuali commentatori, che oggi ci vedono marcio, si sono lasciati andare per quella occasione in commenti poco lusinghieri. Oggi, leggo, è stata chiesta l’archiviazione. Sono convinto che questa storia si chiuderà positivamente pure per gli altri, e a chi non perde occasione per denigrare il nostro Presidente, rispondo come farebbe lui. Pazienza, santa pazienza.

    DISPIACE VEDERE ANCORA GENTE CHE GUARDA CON OCCHI DI PARTE.IO NON DICO DI CONDIVEDERE LA STORIA O LE SCELTE POLITICHE DI CUFFARO(CHE IN BUONA PARTE CRITICO PURE IO),MA CHIEDO SOLO DI AVERE L’ONESTA DI LEGGERSI I DOCUMENTI DEL PROCESSO.RIPETO, SI E’ CONDANNATA UNA PERSONA E NON SI CAPISCE IL PERCHE’.SE QUESTA E’ GIUSTIZIA ,RITENIAMOCI FORTUNATI A NON AVERE MAI INCROCIATO LA STRADA DI CERTI PM MALATI DI NARCISISMO.

    Va travagghia. Tu e Cuffaro pure.

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