"Da mesi l'assessorato ci ignora" | La rabbia della Sanità privata

“Da mesi l’assessorato ci ignora” | La rabbia della Sanità privata

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La nota delle strutture convenzionate: "I burocrati disertano tavoli tecnici e irridono Gucciardi".

Laboratori e centri specialistici
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4 min di lettura

PALERMO – “I burocrati dell’assessorato alla Salute ignorano le indicazioni dell’assessore. Da mesi non rispettano gli impegni presi. Così stanno provocando il fallimento di un intero settore e la perdita di diecimila posti di lavoro”. Una lettera durissima, quella sottoscritta dai rappresentanti dei laboratori e delle strutture di medicina privata convenzionata con la Regione. La nota è stata recapitata alla commissione Salute all’Ars, ai deputati ma anche al presidente Mattarella, al ministro Lorenzin, alla Procura della Repubblica di Palermo e alla Corte dei conti.

L’accusa è chiara: “Da dicembre l’assessorato fissa tavoli tecnici per affrontare questioni spinosissime, ma gli impegni non vengono mai rispettati”. Le ultime promesse poco più di un mese fa, quando 700 su circa mille strutture convenzionate avevano deciso di protestare di fronte all’assessorato, in piazza Ottavio Ziino. Tanti i motivi della protesta. A iniziare dall’entrata in vigore del cosiddetto ”decreto Lorenzin” sull’appropriatezza degli esami. Un provvedimento che stabilisce un elenco di analisi escluse dal rimborso del ticket. Un atto che spingerebbe i medici a non prescrivere più alcune di queste prestazioni e che costringerebbe anche i pazienti a pagare di tasca propria gli esami. Altra questione è quella relativa ai rimborsi chiesti ai privati come restituzione delle somme incassate sulla base del vecchio tariffario regionale.

E ancora, tra i nove punti stilati dai privati, anche l’entità e la distribuzione del budget 2015 rivolto alle strutture. Stanziamenti, a dire il vero, decisi un anno dopo l’erogazione delle prestazioni e inferiori a quelli previsti, secondo i privati, che si sono visti costretti a erogare prestazioni di tasca propria. Un decreto, quello che ha stabilito il budget, che sarebbe anche viziato da un “refuso”, richiamato nella dura lettera dei convenzionati, e mai finora rivisto con i sindacati. Anche perché – è proprio questo il punto – nonostante le rassicurazioni, i “tavoli tecnici” previsti non si sono mai tenuti.

E la nota dei convenzionati ripercorre nel dettagli questi mancati appuntamenti. Il 25 novembre, ricordano infatti, dopo uno degli scioperi organizzati dalla categoria, “si tenne una riunione con l’assessore Gucciardi, nel corso della quale emerse e fu verbalizzata la necessità di insediare ‘nel volgere di pochi giorni’ un tavolo tecnico”. Ma il tempo passa. E i “pochi giorni”, ironizzano i convenzionati, diventano mesi.

Così, il 15 marzo, di fronte all’assenza della prevista convocazione dell’assessorato, i privati tornano in piazza. Anche in questo caso, la solita rassicurazione. “Metteremo su dei tavoli tecnici” che anzi, stavolta diventano addirittura dei “tavoli permanenti”. Appuntamenti fissi, insomma, per sciogliere con calma tutti i nodi. Ma anche questa volta, non accadrà nulla. O quasi. “Il giorno 24 marzo – ricordano i privati – si procedette alla individuazione dei componenti dei tavoli tecnici di branca e si stilò il calendario delle successive riunioni individuando le date del 7,14,21, 28 aprile. Insomma, oggi si sarebbe dovuta tenere la terza riunione di fila. Ma anche in questo caso, i giorni sono trascorsi “senza alcuna convocazione”. Ma intanto, secondo i titolari delle strutture private, l’assessorato “benché non trovi il tempo per convocare le parti sindacali, pare invece ne trovi tantissimo per continuare a produrre unilateralmente quegli atti che dovrebbero essere oggetto di dibattito a quei tavoli tecnici che tanto, a quanto pare, disturbano la burocrazia regionale”.

E qui c’è l’affondo dei convenzionati, rivolto non tanto all’assessore, quanto ai dirigenti generali. In particolare a Gaetano Chiaro capodipartimento della Pianificazione strategica, che secondo i privati, insieme ad altri burocrati, avrebbe costantemente ignorato le richieste e disattesso gli impegni. I privati parlano addirittura di “funzionari ineducati e privi di quel minimo di decoro che il solo fatto di rappresentare istituzioni alte imporrebbe”. Burocrati che remerebbero persino contro l’assessore: “L’impegno dell’assessore Gucciardi, – si legge nella dura nota – sembra non essere sufficiente a superare lo sbarramento opposto dal suo apparato burocratico, che, in modo sfrontato ed arrogante si pone al di sopra delle istituzioni, irridendo e ridicolizzando sia la volontà dell’assessore che della sesta Commissione parlamentare”.

E i ritardi nell’affrontare i problemi, al di là di un profilo puramente “formale” o diplomatico, rischiano di avere effetti devastanti dal punto di vista occupazionale: “L’assenza di confronto su temi tanto delicati ed importanti per il presente ed il futuro di centinaia di strutture specialistiche e di migliaia di famiglie che da queste traggono reddito vitale, – scrivono – comporterà il fallimento delle stesse e, con esso, la scomparsa della medicina specialistica dal territorio della Regione, con i conseguenti danni ai pazienti ed ai malati siciliani”. Per l’esattezza, le famiglie che oggi vivono grazie alla medicina specialistica privata in Sicilia, oggi, sono circa diecimila. E da mesi chiedono solo, e invano, di sedersi attorno a un tavolo.

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