D'Agata e la telefonata Bianco-Ciancio |"Non rappresenta un problema politico"

D’Agata e la telefonata Bianco-Ciancio |”Non rappresenta un problema politico”

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Mentre il sindaco rimane chiuso nelle sue stanze, facendo comunicare ai cronisti presenti a Palazzo che non avrebbe rilasciato alcuna intervista, è l'ex capogruppo dei democratici, oggi assessore, a commentare la vicenda Pua. I VERBALI 

CATANIA – “Il problema non è la telefonata”. Concorda con il segretario del Partito democratico, Fausto Raciti, l’assessore alla Legalità del Comune di Catania, Rosario D’Agata nel commentare il terremoto che, ieri, ha investito il primo cittadino e l’imprenditore Mario Ciancio. intercettati mentre discutevano del prossimo voto sul Pua. E sottolinea come quanto emerso non abbia alcuna influenza politica sulla Giunta che, afferma, “continuerà a lavorare nella trasparenza e legalità”.

Mentre il sindaco rimane chiuso nelle sue stanze, facendo comunicare ai cronisti presenti a Palazzo che non avrebbe rilasciato alcuna intervista, è l’ex capogruppo dei democratici, oggi assessore, a commentare la vicenda Pua e la telefonata tra colui che, da lì a poco sarebbe diventato primo cittadino, e uno degli imprenditori più potenti di Catania.

“Per quanto riguarda il PUA noi abbiamo fatto di tutto per eliminare qualsiasi in constatazione e continueremo a farlo – sottolinea. Chiederemo un protocollo per la legalità sia con la Prefettura che con l’Autorità anticorruzione, sia per quanto riguarda gli interventi che saranno effettuati. E tutto questo lo faremo alla luce del sole. Senza alcuna zona grigia. 

Pensa che quanto accaduto possa compromettere il PUA stesso e il ruolo della Giunta che, fino a oggi, ha fatto della legalità il proprio cavallo di battaglia?

Non c’è dubbio che noi continueremo su questa scia. Monitoreremo le cose quotidianamente per verificare ogni intervento.

Esclude conseguenze politiche, dunque?

Il gruppo del sindaco Bianco (Il Pd n.d.r.) non ha mai votato a favore della delibera. Noi abbiamo dato il voto non favorevole, astenendoci. Per il profilo politico e per la sfumatura dovuta alla percezione cittadina del fatto che quel tipo di iniziativa poteva comportare uno sviluppo della città e occupazione. Questi due elementi ci hanno spinto verso l’astensione. Pur riconoscendo che l’opera può essere fatta. Vorrei ricordare a me stesso e a tutti come sia stata l’amministrazione Bianco ad aumentare di paletti la delibera e questo consiglio con una maggioranza trasversale ha deciso di non accettare, ma poi il Cru ci ha dato ragione. Sulla base di tutti questo elementi e sulla base della legalità, continueremo a lavorare.

Come commenta quanto affermato da Raciti?

La telefonata credo che si possa convenire con quanto dice il segretario regionale. E mi fermo qui. Non è il problema della telefonata. È il comportamento di questa amministrazione rispetto a questi fatti che è un comportamento rispettoso massimo della legalità, pur condividendo quell’idea di sviluppo per la città di Catania.

 

 

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