"Depistaggi per coprire il boss": funzionari indagati alla Forestale

“Depistaggi per coprire il boss”| Forestale, funzionari indagati

Commenti

    Ancora confondete operai forestali col Corpo Forestale. Operai con funzionari ecc.

    Riservati e di poche parole sono questi personaggi… ah ah ah… lo stato arriva dovunque.

    e con questo andazzo si pretende di stabilizzare forestali, pip, lavoratori della munnizza, reset, lsu, e chi più ne ha più ne metta

    Forza carabinieri! La fogna è a cielo aperto! Tutti sanno tutto sui forestal8!

    Credo ci fosse anche colui che crede essere il padrone della montagna sopra Cinisi.

    **avesse gestito assunzioni e turni di lavoro dei forestali stagionali del Dipartimento sviluppo agricolo della Regione. **
    MA se è un elenco chiuso di operai con giornate garantite, come “avrebbe gestito le assunzioni” nel senso questo va in un cantiere e questo va in un altro?, se è per questo non c’è bisogno del Boss già gli operai lo fanno senza intermediari.
    Il capo operaio non è un funzionario, bensi’ un operaio a tempo Indeterminato che gestisce il fabbiscogno di piu’ cantieri, in funzione alle richieste dei capisquadra.
    L’assunzione a tempo indeterminato, viene fatta solo quando uno o piu’ operai vanno in pensione e dunque in ordine di graduatoria redatta dall’ufficio del lavoro, vengono convocati gli operai, a volte qualcuno rinuncia e rimane a 151 giorni, insomma piu’ o meno come fanno le graduatorie dei cantieri scuola di lavoro, la formazione delle squadre in genere si fa in cantiere, purtroppo le esigenze lavorative mal si conciliano con i lavori da svolgere, e qua cominciano le diatribe, io voglio stare con questo, io con quello, io in quel cantiere non ci voglio andare etc etc, far sparire i fogli di firma, l’unica diciamo motivazione è per nascondere la mancanza di qualche operaio, che appunto nei controlli soventi dello sviluppo rurale effettuano andando nei cantieri.
    Che poi il tutto è in mano agli operai che in pratica decidono come e dove è pure vero, come appena ti metti di traverso, ti metti contro i sindacati, contro i sindaci, contro gli assessori (del luogo) ci sono demani dove i privati ne hanno preso possesso a loro uso e consumo e nessuno sembra interessarsi, in altri non ti fanno andare adducendo che la strada per arrivare è privata (ma è comunque l’unica) insomma abbiamo una AZIENDA FORESTE in balia di operai, sindaci, assessori regionali e comunali etc etc, questa è la cruda verità. Si sa ma nessuno ha il coraggio di dirlo!!

    Riposto il commento, visto che il primo non è piaciuto al moderatore e non pubblicato…..
    Secondo me la foto in apertura con una macchina di servizio del Corpo Forestale devia l’informazione….perchè bisogna scindere il Corpo Forestale ( agenti con qualifiche di PG e PS ) dagli operai stagionali dell’Azienda Foreste demaniali.

    ***dagli operai stagionali dell’Azienda Foreste demaniali.*** se per questo si parla di servizio antincendio e il luogo dove hanno reperito i documenti sono al corpo forestale, comunque l’articolo è da rifare, troppe inesattezze.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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