Schifani non pensa al voto anticipato, in fin dei conti è sempre un anno accansato, pensa alla rielezione del 2027, l'argomento è quello di sempre, che ripeterà pari pari l'anno prossimo: “Se interrompiamo il percorso rischiamo di perdere quanto costruito”, e per maggiore chiarezza parla di opere che si potranno concludere nel prossimo o prossimi quinquenni o mai, succede, e lui ci vorrà essere. Insomma una continuità che fa rima con eternità. Del resto Schifani si picca di essere stato “chiamato”. Questo farebbe ridere, manca la voglia se manca l'acqua, se manca l'aria per il fuoco che brucia case e foreste e la terra è sicca.
