PALERMO – Il messaggio arriva attraverso le ultime righe di una intervista che il presidente della Regione, Renato Schifani, rilascia a ‘Il Giornale’ e non lascia dubbi di interpretazione: “Se interrompiamo ora il percorso di rigore e programmazione, rischiamo di perdere quanto costruito finora. Per questo il progetto va supportato con continuità, senza cedimenti né scorciatoie elettorali”.
Le voci sul voto anticipato e la linea di Palazzo d’Orleans
Poche parole per esprimere un concetto chiaro: Schifani in questo momento non pensa al voto anticipato, anzi il contrario. Nei pensieri del governatore c’è la necessità di garantire la “continuità” dell’azione amministrativa in una fase che Palazzo d’Orleans giudica “delicata e strategica”. L’obiettivo è arrivare in fondo alla corsa.
Le voci sul voto ad ottobre, ipotesi mai realmente su tavolo al di là degli inciampi della maggioranza, sono scomparse e si guarda al 2027. Il bivio questa volta indica la strada del voto in primavera o quella di un ritorno alle urne in autunno, a scadenza naturale del mandato. Schifani in diverse occasioni, citando Silvio Berlusconi, ha lasciato intendere ai propri interlocutori di non avere alcun interesse a partecipare al “teatrino della politica” sul mandato bis o sulla conclusione anticipata della legislatura.

Schifani: avanti con il programma fino in fondo
Nessuna uscita pubblica nel merito della questione da parte del governatore. Chi ha avuto modo di incontrare il presidente della Regione in questi giorni racconta di uno Schifani “concentrato sugli obiettivi di governo”. Le occasioni private nelle quali il tema della ricandidatura viene a galla, però, non sono mancate e ogni volta il presidente della Regione ha ricordato di essere stato “chiamato” a guidare la Sicilia.
Avanti fino a fine legislatura, quindi. Il governatore, pur mantenendosi a debita distanza dal dibattito sul secondo mandato, ricorda comunque i risultati economici raggiunti e le misure messe in campo, fino all’ultimo ddl votato dall’Ars a fine luglio: 45 milioni di euro di interventi in diversi settori. Il messaggio, ad ogni modo, è a tutti gli alleati: si vada uniti fino in fondo, nessuna strategia e nessuna contropartita in cambio del ritorno anticipato alle urne.
Le prossime tappe dell’amministrazione Schifani
All’orizzonte, del resto, si avvicinano tappe che Schifani tiene nella massima considerazione. Ci sono le gare d’appalto per la realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania, previste entro fine 2026, ma anche il definitivo rilancio delle terme di Sciacca attraverso il privato prescelto dalla Regione ‘Terme di Saturnia’.

Schifani intende poi seguire fino all’ultimo l’iter per il nuovo Polo pediatrico di Palermo. Si tratta di un progetto da 170 milioni di euro riportato in vita dal governo regionale che ha ripescato i fondi ex articolo 20 per l’opera. Obiettivo a breve termine, invece, la messa a terra entro dicembre dell’ultima Finanziaria. Una manovra che, grazie al consolidamento delle entrate tributarie, potrebbe far segnare numeri record nella storia dell’autonomia regionale nel quadro di un ritrovato rapporto di reciproca fiducia tra governo e Corte dei conti.
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Obiettivo autunno 2027
Il piatto, insomma, è ricco e da qui si capisce il senso del messaggio recapitato ai partiti del centrodestra: no ai tatticismi. Interrompere il percorso amministrativo con uno strategico ritorno anticipato alle urne non è nei piani di Palazzo d’Orleans. A piazza Indipendenza si guarda, invece, alla scadenza naturale dell’autunno 2027 e si lavora ad un dossier con tutti i risultati raggiunti.
Secondo questa impostazione, della ricandidatura si parlerà al momento dovuto, a fine corsa. “A quel punto Schifani porterà sul tavolo le cose fatte – ragionano alcuni osservatori delle vicende di Palazzo d’Orleans – e spetterà agli alleati spiegare i motivi di un eventuale diniego”.




