"Devo restare in Burundi | Difendete le anime in cella"

“Devo restare in Burundi | Difendete le anime in cella”

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Commenti

    Doveva nascerci, in Burundi.

    Polemiche inutili hanno spostato l’attenzione sull’importanza dell’evento. Era stato organizzato un evento a mio avviso molto interessante per discutere delle problematiche sociali. Un applauso a chi come Figuccia ha il coraggio di mettere la faccia in queste iniziative.

    Gigante quand’era in politica e gigante anche adesso che si occupa di volotariato, uno come Salvatore Cuffaro ci manca tantissimo considerando l’attuale arido deserto della politica nel quale purtroppo ci troviamo….

    Sabrina Figuccia come il fratello Vincenzo sono dirompenti nella scena politica siciliana. Tutti a fare moralismi su Cuffaro quando “prima di guardare alla pagliuzza nell’occhio del fratello dovremmo guardare alla trave del nostro occhio!!!”

    Come presidente della Regione non mi manca.
    Ancorchè i suoi successori non abbiano fatto nulla nè peggio nè meglio di lui.
    Onori, in ogni caso, a chi ha a cuore le sorti degli ultimi.

    Ancora con quezto cuffaro.. Ma che lo facessero santo.

    Orlando impara!! Così si salvano le vite ! Nn mettendo firme all’anagrafe

    COMMENTO CHE FA PENA,TIPICAMENTE SALVINIANO GRILLESCO.

    Quello per il Burundi è un amore grande che nasce prima dell’arresto e che continua anche ora. Che dire…anche io vorrei stare in Burundi…verdi vallate…luce brillante…chi non vorrebbe stare in Burundi a curare?

    Mi piacerebbe sapere quali azioni umanitarie hanno fatto o fanno, concretamente, coloro che si permettono di additare Cuffaro.

    Dietro la testiera leoni, nella vita…..

    e la prima volta che sono daccordo con lui

    Ma il coinvolgimento di Cuffaro è improprio e inopportuno ed è strumentale, non facciamo gli ipocriti
    Che si metta fine a questa sceneggiata e che si lascino fuori da questo gioco le istituzioni e le loro sedi. Meritevole l’impegno di Cuffaro per i detenuti ma non andiamo oltre fino ad assolverlo o santificarlo. Cuffaro se è serio nel suo impegno in favore dei detenuti eviti di farsi strumentalizzare.

    Portatelo a Poggio San Francesco a prendere ara fresca .

    Anch’io come te concordo per la prima volta nella mia vita con lui. Si Cuffaro per me è stato il peggio che la Sicilia abbia avuto. Ma una cosa è certa: è l’unico che ha pagato il conto quando molti altri (anche suoi fedelissimi) hanno impunemente rovinato la nostra terra ed il futuro dei nostri figli pensando solo ad arricchirsi illecitamente. Questa è la triste realta’: Pertanto penso che a lui vada comunque riconosciuto di aver dignitosamente scontato una pena (per me giusta).

    la nostra costituzione ??? in qualunque paese una volta pagata la pena sei un cittadino normale sino ad eventuale ripetizione di reati, in Italia ed in particolare in Sicilia c’è qualcuno che può dirmi che sia così ???? un mio pensiero personale con la mi modesta esperienza

    magari … non avrebbe conosciuto la cattiveria dei leoni da tastiera

    Forse perché lei ha l’abitudine di clusterizzare.
    Io sono apartitico. E rispetto ad una persona condannata per mafia che per troppo tempo mi ha rappresentato, sottoscrivo: doveva nascerci, in Burundi.

    dirompenti? direi solo……rompenti!

    10 100 1000 CUFFARO

    FACCIANO, pour favour.

    Ci sono tanti Cuffaro, anche molto di più di Cuffaro, che svolgono la loro missione in paesi disagiati, nel più discreto anonimato. E’ meritevole quello che fa Cuffaro. Però se se ne parla sempre, se ad ogni viaggio se ne cantano le gesta, finisce per nuocere. Lasciamolo nella discrezione e nell’anonimato come i tanti di cui nessuno sa.

    Francamente, almeno per quanto mi riguarda, il politico Cuffaro non mi manca affatto. Durante i suoi mandati a rappresentare i siciliani, è stato semplicemente sconcertante, e a poco vale che tutti i suoi successori, compreso l’attuale, hanno fatto, via via, peggio di lui, anzi ognuno dei successori, cronologicamente, ha fatto peggio della sommatoria degli ultimi due predecessori. Ed è quanto dire, ovviamente sempre secondo il mio modesto parere. Così come, ritengo la casata Figuccia composta da veri e propri squali, o iene se preferite, della politica. Così come, ancora, ogni intervento “politico” a favore o contro, così come ogni “commento” a favore o contro, rimane semplicemente il desiderio e/o la necessità di “apparire” e di creare consenso, non si sa mai, a futura memoria.
    Ciò detto, anche se le parole ed i comportamenti dell’ex Presidente possono apparire strumentali e proiettate ad un futuro i cui contorni sono ancora tutti da definire, tuttavia ritengo apprezzabili alcuni suoi “passaggi” riportate nel messaggio/intervista rilasciato a Live Sicilia: sull’esperienza maturata nel carcere nessuno può giudicarlo; così come il concetto della “pena” mi pare ben espresso; non da meno, mi convince anche la storia di “corpi e anime”. Tra l’altro, il presupposto, più volte ribadito, fa espresso riferimento a persone che “hanno sbagliato”, includendo, fra queste, se stesso: questo è motivo sufficiente per accettare (pur non condividendolo, o non condividendolo del tutto) il suo punto di vista, ovvero il punto di vista di un uomo che, a differenza dei suoi “illustri” ex colleghi, fino ad ora, ha avuto la dignità ed il decoro di non perseverare a ritenersi estraneo alle vicende giudiziarie, accettando la sua “condanna” e, soprattutto, non ritenendola eccessiva rispetto a quanti (e sono tanti!) “illustri” ex colleghi che l’hanno fatta, e continuano a farla, franca.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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