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Finalmente un uomo competente e capace al posto giusto.
Bene l'azione di Ferrandelli e Canto. In silenzio e senza tanti proclami come sono soliti taluni esponenti che si candidano alla Presidenza della Regione riescono ad ottenere risultati per la cittadinanza. Conosco Fabrizio e Canto due persone serie che un mestiere già l'hanno e sono prestati alla politica per cercare di dare una giusta rotta verso il benessere sociale.
"non hanno sposato la rabbia, ne la retorica" è una espressione che ben sintetizza l'approccio serio alle sfide della vita di questa parte di Giovani. Ciò fa da contraltare ai lamentosi richiami di quanti sanno solo evocare diritti: casa, studio, lavoro, garanzie su welfare e su tutto ciò che la "società" è - a loro dire - obbligata a dare. C'è fame di biblioteche, di Cultura, mancano gli spazi per l'aggregazione, per le pratiche sportive......................Lo stato delle cose offre invero uno spaccato che appare diverso: Le biblioteche, poche o tante che siano, sono pressocchè vuote. La città offre ogni giorno occasioni di eventi culturali aperti a tutti e vi si accede senza biglietto. Ogni giorno esistono opportunità di spettacoli e musica in Teatri e sale di concerto a prezzi accessibili. L'offerta di sport è assicurata da almeno un centinaio di Associazioni sportive che sono perennemente alla ricerca di giovani che desiderano seriamente impegnarsi nell'agonismo per discipline sportive che annoverano vela, pallavolo, calcio, basket, canottaggio, padel e tennis, atletica leggera etc. etc. Se lo si vuole è ovvio debba conciliarsi ( così come fanno migliaia di giovani ogni giorno ) studio e pratica sportiva. Lo si fa iniziando ad alzarsi assai presto, per sopperire al tempo necessario per i due impegni sacrificando qualche ora al sonno o, diciamolo pure, alla movida serale e notturna. Come prima fatto cenno, le biblioteche non sono piene come lo sono i pub e sino a tarda ora. Certo la città in tema di servizi e assai carente, molti angoli presentano spazzatura e trascuratezza, l'elenco delle inefficienze e lungo, ma non si può solo sentire parlare di "disagio"; una parola che dice tutto e nulla. Il disagio è un problema che è parte della sfera dei propri equilibri e ognuno deve impegnarsi a superarlo facendo ricorso alle proprie energie mentali e fisiche. A meno che non si tratti di stato patologico, non esiste nessuno che ha un obbligo a risolvere il disagio altrui e questi non può evocare alcun diritto ad averlo risolto da altri, meno che mai dalla "società". Per il resto non si nega che tante famiglie stentino ad arrivare a fine mese, non deve neppure dimenticarsi che erano di più quelle che in un recentissimo passato non arrivavano neppure al primo giorno del mese perchè al proprio interno nessuno lavorava. Oggi che il tasso di disoccupazione e sceso sensibilmente, il tema si è spostato sul fatto che i soldi sono pochi. Ma prima non ce ne erano proprio e il fatto che ci sia uno stipendio scarso e già una conquista. Si vuole in ultimo parlare dei tanti giovani sono costretti ad andare fuori per trovare lavoro ? anche su questo non c'è nulla di nuovo. Il lavoro non è mai andato a trovare nessuno a casa !
Le Donne e gli Uomini dello Stato NON si sfiorano e NON si insultano. Onore a tutti Loro. Mi fermo qui....
La solitudine di chi non vota: quando l’astensione dà più voce agli altri «La solitudine di chi non vota», come scrive Emiliano Abramo, è un titolo eccellente, perché descrive non soltanto la sfiducia verso la politica, ma anche una solitudine che si autoalimenta: meno si partecipa, meno si conta nelle decisioni, e meno ci si sente rappresentati. L’articolo 48 della Costituzione definisce il voto un dovere civico. Le decisioni di chi governa incidono sulla nostra vita: sulle liste d’attesa, sulla sanità, sulla scuola, sui servizi pubblici, sul lavoro, sulla fuga dei giovani, sulle infrastrutture. Su tutto! Non votare non significa restare fuori da queste decisioni: significa lasciare che siano altri a prenderle anche per noi. Secondo i dati nazionali Ipsos, la partecipazione elettorale è molto diversa tra le fasce economiche. In una simulazione basata su quei dati, ipotizzando cinque gruppi economici di uguale dimensione, su 100 cittadini delle fasce basse e medie soltanto 38 esprimono un voto valido, contro 64 delle fasce più benestanti. Gli interessi e le necessità di questi gruppi non sono necessariamente gli stessi. Ogni voto ha lo stesso valore, ma i bisogni di chi non partecipa rischiano di pesare meno nelle scelte pubbliche. Votare può contribuire a migliorare le cose e permette a ciascuno di scegliere chi dovrà rispondere degli impegni assunti nel proprio programma elettorale. È uno degli strumenti fondamentali che abbiamo per far sentire la nostra voce. Rinunciarvi significa lasciare che altri decidano anche per noi, affidando la tutela dei nostri bisogni a persone che potrebbero non condividerli. È come dire agli altri: «Prego, si accomodi, decida pure anche per me». Ma questo lusso non possiamo più permettercelo. Giorgio Gaber cantava: «Libertà è partecipazione». Forse è proprio questa la risposta alla solitudine di chi non vota: partecipare, per interrompere una solitudine che, altrimenti, rischia di diventare sempre più profonda.


Esterrefatti è con le “tasche” piene siamo noi palermitani
In questa querelle si vede solo come sempre che chi crea problemi non solo i palermitani, non è la monnezza ma chi dovrebbe gestire la raccolta la discarica con il pre trattamento. Se il ns impianto di tmb non funziona bene chiederei al sindaco cosa abbiamo riposto in discarica?
Esterrefatti sono i cittadini ai quali continuate a chiedere di pagare la Tari a fronte di nessun servizio. Esterrefatti sono gli onesti che si fidano della vostra gestione. Esterrefatti sono chi è contro il pizzo ma lo deve pagare per legge.
Hanno distrutto volutamente, gli ato rifiuti che in parte erano pubblici, con propri mezzi e uomini, ora non resta che rap,con annessa,discarica, e la magistratura che sta a guardare, che dio possa aiutare questa splendida Sicilia, ma per certi versi sfortunati.
La Regione dovrebbe diffidare il 70% dei palermitani che inzozzano la propria citta’ come se non ci fosse un domani. Vergogna!
La cosa ancor più strabiliante della questione è il totale silenzio di certe associazioni ambientaliste di peso che da sempre scansano il tema inquinamento-discariche e si svegliano solo quando si parla di impianti anche di quelli che sono totalmente compatibili con l’ambiente. gatta ci cova!
Esterefatti siamo noi cittadini che paghiamo una Tari tra le più care d’Italia per avere una città invasa da rifiuti e topi! Ma di cosa parliamo?
Fuggire via è l’unica soluzione attuabile!
Noi a palermo paghiamo profumatamente per un servizio di raccolta e pulizia della città che fa pena
Io sono esterrefatto per come si gestione la raccolta differenziata a Palermo. Sono esterrefatto della sporcizia che c’è nelle strade. Sono esterrefatto dei cumuli di rifiuti. Per la Rap la responsabilità è sempre degli altri. Adesso con il nuovo DG Troverà sicuramente una discarica e Norata resterà esterrefatto.
La mia sarà una fissazione ma continuo a chiedermi perché mai negli ecologisticamente evoluti paesi del centro e nord Europa si utilizzano efficienti termovalorizzati, mentre qui si tira avanti a furia di discariche ed inefficienza. Cui prodest?
Estrefatti siamo noi palermitani che da decenni assistiamo allo scarica barile di voi incapaci amministratori!!! Assunetevi le vostre responsabilità privatizzate all’azienda fate lavorare i dipendenti mantenere pulita la città ALTRIMENTI ANDATE A CASA E SMETTETE DI INTASCARE STIPENDI E AUMENTARE LE TASSE PER COPRIRE I BUCHI CHE CREATE.
Norata, svegliati!! La Regione si para il sederino con la Corte dei conti e ti lascia con il cerino in mano.
La Regione dovrebbe diffidare i palermitani che continuiamo a pagare la Tari.
Esterefatto? Palermo sta vedendo di tutto. I grandi direttori generali della RAP stanno fallendo e la tattica di esternare per primo per darsi ragione non sta funzionando. La diffida della Regione ne è una dimostrazione. Una sindacatura logora, stanca, antiquata. Ecco quello che percepisce la gente di strada. Cambiamento ora!!!!
E’ incredibile come la RAP si dichiari sorpresa per un’ordinanza che impone di eliminare i problemi che hanno condizionato il funzionamento dell’impianto e che sono la causa dei respingimenti dei rifiuti da parte delle discariche. Questo dimostra che ha ragione l’Assessorato quando chiede che l’impianto (ma io credo la RAP tutta) debba trovare personale in grado di gestire l’impianto. E la smetta Catania di dire che l’unico problema sia che si vogliono chiudere gli impianti pubblici a favore di quelli privati. Chieda, invece, di dimostrare alla RAP di sapere fare il proprio mestiere e ci metta i soldi.
Esterrefatti siamo noi cittadini che continuiamo ad assistere impotenti alle continue negligenze in tema di raccolta e smaltimento (corretto) dei rifiuti urbani e continuiamo, al contrario, a sopportare la dilagante emergenza connessa senza che ci sia mai stato (da anni a questa parte!) qualcuno che ne abbia individuato le responsabilita’! E’ difficile dirlo ma doveroso: se non siete capaci d i m e t t e t e v i. Rimane strano anche il fatto che, nonostante le continue pagine di giornali riempite da capaci giornalisti Palermo e’ diversa da Roma.
E stando allo Statuto non mi sembra che la RAP sia pubblica!!!
La Rap va messa in liquidazione e si esternalizzino i servizi. Solo allora funzionerà la raccolta
Allontanare gli incompetentiche hanno consentito la diffusione di bettole e movida varia senza programmare il potenziamento e l’adeguamento del servizio (via Archimede). A Palermo non esiste il minimo di coordinazione e programmazione.
Vi dovreste vergognare altro che….