Sicilia, dirigenti generali: si rafforza l'asse tra Schifani e Sammartino

Le nomine dei dirigenti generali rafforzano l’asse Schifani-Sammartino

Il borsino dei partiti, incognita su una delle scelte fatte dalla Giunta

PALERMO – Rinnovamento doveva essere e rinnovamento è stato. Il puzzle dei dirigenti della Regione Siciliana è andato a compimento con cinque nuovi ingressi e altrettante rotazioni. Sette, invece, le conferme tra i superburocrati.

L’asse Schifani-Lega

All’indomani delle scelte della Giunta, il borsino del centrodestra sorride alla Lega di Luca Sammartino, forte di un rapporto di massima fiducia con il governatore Renato Schifani. Emblema di questa intesa sono gli arrivi di Rossana Signorino alla Formazione professionale e Giovanni Cucchiara alla Pesca, così come la doppia staffetta tra Fulvio Bellomo e Alberto Pulizzi.

Signorino è stata fino a venerdì mattina la coordinatrice della segreteria tecnica dell’assessore all’Agricoltura Salvatore Barbagallo. Cucchiara ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto di Sammartino nei due anni alla guida dell’assessorato di viale Regione Siciliana. Bellomo, invece, lascia lo Sviluppo rurale a Pulizzi e va all’Agricoltura.

Il caso Ricciardo

Apprezzato dalla Lega (in particolare dal segretario regionale Nino Germanà) anche l’architetto Carmelo Ricciardo, che dalle stanze del dipartimento Infrastrutture ha gestito l’iter burocratico del mega appalto relativo al trasporto pubblico locale su gomma. Ricciardo va all’Istruzione, altro assessorato in quota Carroccio, ma la sua nomina potrebbe essere in bilico a causa di una grana giudiziaria: un coinvolgimento in una inchiesta per un presunto giro di corruzione nei lavori in alcuni porti. Gran parte delle accuse, ma non tutte, sono decadute e il procedimento è in corso.

Di Trapani prima donna al Corpo forestale

Soddisfazione è stata espressa dall’assessora al Territorio Giusy Savarino per la nomina di Dorotea Di Trapani, prima donna alla guida del Corpo forestale della Regione Siciliana. Una dirigente gradita a FdI ma le cui qualità amministrative sono state apprezzate anche da Schifani. Di Trapani, infatti, nell’ultimo anno ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto vicario del governatore.

Il caso Frittitta

In casa Forza Italia si guarda all’addio di Carmelo Frittitta al dipartimento Attività produttive, nonostante la strenua difesa dell’assessore Edy Tamajo. Schifani ha più volte ribadito la necessità del cambio in virtù di una direttiva Anac che prevede una durata massima di cinque anni per gli incarichi dirigenziali nelle aree ad elevato rischio corruttivo, ma è anche vero che Frittitta è rimasto fuori da qualsiasi incarico.

L’altro grande nome dell’alta burocrazia regionale costretto a lasciare il proprio posto (Agricoltura) per il raggiunto limite è Dario Cartabellotta, apprezzato da più parti politiche. Andrà a guidare il dipartimento che fu di Frittitta.

Dirigenti generali, le scelte di Schifani

Apprezzato dai forzisti, ma anche da FdI, Rino Beringheli, che lascia l’Urbanistica per andare a dirigere il dipartimento Ambiente. Al suo posto va Peppe Battaglia, dirigente generale di lungo corso e gradito ai meloniani. Restano ai loro posti anche Vincenzo Falgares e Salvo Cocina, rispettivamente alla Programmazione e alla Protezione civile. I due esperti dirigenti generali godono della massima fiducia da parte di Schifani. Per Cocina, inoltre, è prevista una speciale deroga di 18 mesi dal momento che si occupa di calamità naturali.

Nel giro di nomine dei dirigenti generali restano poi in sella Silvio Cuffaro, che ha lavorato alle Finanze, e Vitalba Vaccaro (Autorità per l’innovazione tecnologica). Anche in questo caso è stata fondamentale la fiducia del presidente della Regione verso i due superburocrati.

FdI ‘salva’ La Rocca, la Dc sorride per Rizzo

FdI riesce poi a ‘salvaguardare’ la permanenza di Mario La Rocca ai Beni culturali. La Dc sorride per la continuità rappresentata da Maria Letizia Di Liberti alla Famiglia e politiche sociali e per la nomina di Salvatrice Rizzo, che dalla guida del Centro per l’impiego di Palermo e Monreale arriva alla cabina di regia del dipartimento Funzione pubblica.


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