Dirigenti, la carica dei 500| Bilancio tra sei giorni in giunta

Dirigenti, la carica dei 500| Bilancio tra sei giorni in giunta

Commenti

    Questo bando servirà a tanti politici di fare campagna acquisti elettorale! Promesse e sempre promesse , questa è la Sicilia! Poi si vedranno dirigenti che non sapevano fare la O col bicchiere, che faranno i dirigenti generali! Buon Dio aiutaci!

    MUSUMICCI CAMBIA IDEA OGNI GIORNO; IERI BANDO OGGI NOMINE DIRETTE … MA CHE CREDIBILITA’ PUO’ AVERE?

    L’atto di interpello è solo fumo negli occhi; si sa bene qual’è il requisito principale che deve avere un buon dirigente generale nella regione Sicilia. La nota comica è sentire i politici che attribuiscono alla burocrazia tutti i mali della Regione.

    La delibera che prescrive i requisisti del direttore dell’ufficio legale dice che deve resistere ai numerosi contenziosi.
    Però cercano per il ruolo uno che è stato -anche- magistrato o direttore di un ufficio europeo.
    Ma se uno è magistrato, come può fare l’avvocato?
    E che c’azzecca il direttore di un ufficio che si occupa di cavolfiori di bruxelles?
    Di questo passo, al primario di cardiologia chiederanno di dimostrare che ha fatto interventi al crociato.

    Tra i 500 che hanno risposto all’interpello devono esserci certamente soggetti dotati di autostima e spudoratezza smisurate…..

    Questa Giunta dovrebbe sapere che il TAR di Palermo, nella famosa sentenza che rigetto il ricorso del dott. Taormina ed altri dirigenti di terza fascia interni contro la nomina della dott.ssa Monterosso, Vernuccio ed altri “esperti” esterni a dirigente generale (epoca presidente Lombardo) sancì che gli esterni avevano pieno diritto a ricoprire il ruolo al CONTRARIO dei “dirigenti” di interni di terza fascia che, in realtà sono “funzionari”. Ciò perché non venne mai bandito il concorso per l’accesso alla seconda fascia dirigenziale (gli unici veri dirigenti) previso dalla legge regionale 10/2000. Tale tesi è stata ribadita recentemente da un parere del CGA.

    Aldo, i casi sono tre:
    1) sei dirigente di seconda fascia ingiustamente escluso;
    2) sei un esterno che ambisce ad un incarico di dir. gen;
    3) sei un funzionario direttivo che, a prescindere, ce l’ha contro i dirigenti di terza fascia…..

    Mi piacerebbe leggere una risposta.

    Io ti anticipo: sono dirigente di terza fascia NON candidato ad alcun incarico.

    Attilio, devi soltanto andarti a leggere la sentenza del TAR. Aggiungo che, nell’occasione, l’avvocatura dello stato che rappresentava la regione condivise la tesi difensiva della Monterosso, che fu accolta dai giudici. Quindi, in giudizio, la regione sostenne che i dirigenti III fascia non potessero essere nominati dirigenti generali, mentre, poi, fregandosene di quanto sostenuto, ha continuato con le nomine dei III fascia.
    P.S. : a scanso di equivoci, personalmente sono contrario a quella sentenza, ma è il comportamento dei vari governi regionali ad essere schizofrenico e sconcertante.

    Se Falcone ha detto che prevarrà il merito c’è da preoccuparsi.Merito di che?Dell’appartenenza al partito?Della vicinanza al “padrino”di turno? Mi sembrerebbe onesto e giusto specificarlo.

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Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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