CATANIA – Uno striscione per chiedere un diritto. Quello alla casa. Stamani, una rappresentanza delle famiglie sgomberate dal palazzo di via Furnari, insieme ai rappresentanti del comitato Più case per tutti e Catania bene Comune, ha manifestato sotto Palazzo degli Elefanti, in occasione del Consiglio comunale straordinario sull’emergenza abitativa, per palesare i gravi disagi delle famiglie allontanate dalle proprie abitazioni e chiedere impegni concreti all’amministrazione, nell’affrontare la drammatica situazione. Non provvedimenti tampone, ma soluzioni programmate. “Avremmo accettato uno sgombero per motivi di sicurezza se questo fosse avvenuto di fronte al pericolo – afferma Matteo Iannitti. Invece, questo è avvenuto dopo due anni dall’ordinanza, un lasso di tempo in cui noi non siamo stati con le mani in mano, ma abbiamo avviato confronti”.
Iannitti si chiede perché,. invece, l’amministrazione non abbia utilizzato questo tempo per trovate soluzioni. Non così per l’assessore al Welfare, Angelo Villari, che spiega come sia stato avviato un dialogo, in questo tempo, per nulla fruttuoso. “Noi, subito attraverso i nostri uffici abbiamo avviato un dialogo con gli abitanti di via Furnari – afferma Villari. Abbiamo detto loro che, se fossero usciti, avremmo proposto lo stesso percorso. Non siamo stati ascoltati e ci dispiace, ma ripeto lo abbiamo fatto esclusivamente per garantire la loro incolumità”.
Questa la motivazione alla base dell’ordinanza che, nei fatti, ha gettato oltre venti famiglie in mezzo a una strada, o quasi. Tutte hanno fatto la domanda per un alloggio popolare, due famiglie sono in pole position. Ma, in attesa che scorrano le graduatorie, la situazione rimane emergenziale. “Il Comune ha la possibilità di recuperare alloggi attraverso accordi con altri enti, altri comuni, la Curia. Ci sono centinaia di alloggi sfitti, perché quello che avviene da altre parti non può avvenire a Catania? Il B&B non è soluzione”. La proposta è quella di censire gli alloggi sfitti che potrebbero essere utilizzati in caso di bisoggno e metterli a disposizione di chi, da un giorno all’altro, si trova senza un tetto sulla testa. Proposte cui risponde Villari, dopo aver ribadito i motivi alla base dell’ordinanza di sgombero.
“Lo stabile è a rischio crollo – ripete. L’emergenza abitativa non è esplosa ora e non riguarda solo Catania. Su via Furnari, lo sgombero è stato necessario per due motivi: il palazzo è privato e abbiamo avuto denunce da parte della proprietà e, cosa più importante, questi locali sono a rischio e non si poteva mantenere persone all’interno. Da tempo noi cerchiamo di trovare soluzioni e non solo per gli abitanti di via Furnari – prosegue – ma coloro i quali hanno bisogno di un alloggio. Stiamo lavorando per fare in modo che ci sia una fase di passaggio – continua – e, nel caso degli abitanti di via Furnari una collocazione nei B & B fino a quando non si attivino i contratti di locazione con il contributo casa che noi diamo di 250 euro al mese per due anni”. E per il futuro: “Abbiamo fatto un appello a tutte le associazioni dei proprietari di immobili per chiedere la disponibilità delle abitazioni sfitte – conclude – per cui è disponibile il buono casa”.

