CATANIA – Si chiama economia sostenibile, o come la definiscono gli esperti “l’altra economia” che non mette al centro il profitto ma la persona. A Catania da poche settimane si è costituito il Forum dei Beni Comuni e dell’Economia Solidale di Catania che porterà attraverso vari step alla nascita di un vero e proprio distretto dedicato a questa tematica. Il seme di questa idea è stato il convegno sui grani antichi siciliani organizzato dall’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute, di cui è presidente l’avvocato Marisa Falcone. A quell’incontro era presente la consigliera comunale Elisabetta Vanin che ha proposto di far diventare Catania sede di un distretto di Economia Solidale. “L’obiettivo di questo progetto – spiega Elisabetta Vanin – è guardare alle realtà virtuose. In questo momento guardiamo al Trentino Alto Agide dove è già stato istituito il Des, Distretto di Economia Solidale. A livello politico la riteniamo una cosa molto importante perché il Forum è uno strumento partecipativo. Mi sono accorta dialogando con le varie associazioni che esistono in città realtà molto virtuose che vanno valorizzate e sponsorizzate”. “Determinante è stato l’incontro con Elisabetta Vanin – aggiunge l’avvocato Marisa Falcone – che mi ha invitato a collaborare insieme per la creazione del Distretto di Economia Solidale; la base di partenza un progetto in grado di coinvolgere tutte le realtà virtuose del nostro territorio: dall’agricoltura biologica al turismo relazionale e responsabile, dalla finanza etica all’artigianato basato sul riciclo creativo”.
Si punta dunque all’economia solidale che “è caratterizzata – spiega l’avvocato – da un approccio alternativo al mercato, alla produzione e al consumo. Al primo posto non c’è il fine di lucro ma il concetto cruciale del ben-vivere che sgancia l’idea diffusa di “benessere” dalla connotazione meramente economica impressa dalla società dei consumi. Ad animarla sono le scelte di legalità e trasparenza; i principi della cooperazione, della solidarietà e della salvaguardia della salute e dell’ambiente naturale”. “L’economia solidale – aggiunge la consigliera Vanin – mette al centro l’uomo, le sue idee, la sua progettazione e il suo modo di stare insieme ed è un modo per guardare quali sono veramente le necessità e di stimolare la creatività. E può fare in modo che la gente non vada via: il nostro territorio è veramente una risorsa e ci sono persone geniali”.
Il primo passo verso il distretto è stata la costituzione del Forum. “Ci siamo dotati di una Carta di Costituzione – spiega l’avvocato Falcone, coordinatrice del gruppo – che contiene i principi etici a cui il Forum deve ispirarsi e che devono essere condivisi e rispettati da tutti coloro che ne sono e saranno parte. E’ un gruppo di lavoro su base volontaria, pronto ad accogliere chi vorrà aderire, che si propone di agire secondo la strategia delle reti; assume il ruolo di soggetto facilitatore in un percorso articolato che mira, appunto, a costituire un Distretto di Economia Solidale”.
La consigliera ha anche coinvolto il Comune di Catania, e tra poco infatti ci sarà la firma per un accordo. “Faremo un protocollo d’intesa – spiega Elisabetta Vanin – che intende dare in concessione degli spazi per fare promozione. Un luogo dove avviene dialogo e progettazione. E dove si parli concretamente di sostegno e accoglienza”. “L’auspicio – aggiunge il presidente dell’Adas – è che possano essere stipulati altri protocolli con Università, Scuole ed Enti. E’ fondamentale che sia pronto un gruppo di persone fortemente motivate desiderose di scommettersi sapendo che occorreranno pazienza e determinazione. Coerenza nelle scelte di vita dei soggetti attori e qualità delle attività svolte dal Forum sprigioneranno la giusta forza attrattiva che contagerà la società catanese”. L’obiettivo – chiosa Vanin è “rafforzare e sviluppare le realtà di economia solidale attraverso la creazione di circuiti economici, in cui le diverse realtà si sostengono a vicenda creando insieme spazi di “mercato” finalizzato al benessere di tutti”.

