Già, la Sicilia migliore: infatti schofani e lagalla muti. COMPLIMENTI!!!

Già, la Sicilia migliore: infatti schofani e lagalla muti. COMPLIMENTI!!!
Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.
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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.
Se hanno osato agire cosi contro le Forze Dell'Ordine, cosa sarebbero stati in grado di compiere nei confronti di gente indifesa, di donne, di bambini in una casa?
Scusate, ma quale è la notizia da attenzionare in cronaca? Io leggo una nota generica ribattuta da ANSA nella quale si evince che una povera paziente sottoposta a Padova ad un intervento neurochirurgico giungeva, per complicanze sovraggiunte (infezione…) , al reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Palermo . Purtropo moriva; perchè in ospedale purtroppo si muore se le condizioni sono ai limiti od oltre le possibilità di cura.
Diverso forse sarebbe stato in termini di attenzione di cronaca se i medici fossero stati riconosciuti colpevoli di negligenza od imperizia e per questo condannati.
Il continuo divulgare notizie di ipotesi di reato per presunta malpractice in ragione di un discutibile dovere/diritto di cronaca, non fa altro che alimentare un fenomeno allarmante di dilaganti ed indotte istruzioni giudiziarie su condotte mediche…con riflessi inimmaginabili nei luoghi di cura dove ormai la paura della denuncia ha superato la consapevolezza del ruolo professionale e della mission che racchiude. Oggi la “condotta clinica” (quale sintesi di scienza e coscienza ) è affidata meccanicamente alla pedissequa osservanza delle linee guida.. da sventolare, in un ipotetico giudizio , quale testimonianza assolvente di un operato giuridicamente ineccepibile. Che tristezza….”giuridicamente ineccepibile”, non clinicamene encomiabile .
Il confine tra la vita e la morte, o tra la malattia ed una possibile guarigione è dunque ormai affidato a “guardiani” disumanizzati del “legally correct” …sempre più terrorizzati di essere puniti piuttosto che di non essere riusciti a guarire. Già, perchè pochi immaginano le notti insonni di un medico che perde un paziente o si tortura su una quadra che non riesce a trovare per dare salute a chi la domanda.
Buona fortuna
la morte non puo’ diventare sempre “colpa”di qualcuno
Perfettamente d’accordo con jpg.
Il taglio condannista volto a soddisfare il sadico voyeurismo dilaga oltremisura.
Chissà come mai non si leggono mai articoli altrettanto suggestivi per i casi (ad onor del vero numerosi) in cui le indagini si concludono con archiviazione o assoluzione.
Ma si sa…. ciò che accade di brutto al prossimo serve a far sentire migliori ciascuno di noi.
Sin quando non si finisce nel “tritacarne”