Non fu l’operato dei medici a provocare la morte di una donna di 62 anni, operata all’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala nel 2018. Rinviati a giudizio nel 2021, in quattro sono stati assolti dal giudice monocratico Francesco Parrinello perché il fatto non sussiste.
I medici – chirurghi e anestesisti – erano difesi dagli avvocati Rosario Loria del foro di Palermo, Arianna Rallo e Maria Genna di Marsala e Giovanni Battista di Trapani. Erano imputati per omicidio colposo. La donna era morta per uno shock settico dopo essere stata operata per un’occlusione intestinale.
I familiari della vittima, parte civile al processo, avevano chiestoun risarcimento danni di un milione e 800 mila euro. La difesa e i periti di parte hanno contestato la ricostruzione dei consulenti tecnici nominati dal pubblico ministero e dal giudice secondo cui, gli imputati, con condotte diverse, avevano causato per negligenza e imperizia la morte della paziente.
L’avvocato Loria ha depositato una memoria difensiva di 63 pagine, nella quale ha evidenziato tutte le contraddizioni e tutte le criticità metodologiche, logiche e scientifiche emerse all’esito dell’istruttoria dibattimentale. ll giudice depositerà le motivazioni entro 90 giorni.

