Dovrà risarcire 395 mila euro |Condannato Enzo Emanuele - Live Sicilia

Dovrà risarcire 395 mila euro |Condannato Enzo Emanuele

L'ex segretario generale della Regione, oggi all'Irfis, secondo la corte dei Conti, ha provocato un danno erariale alle casse pubbliche. La condanna riguarda la creazione della banca dati “Legislazione regionale siciliana”.

"Ho sempre agito nel rispetto delle regole"
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Una batosta per il superburocrate regionale. Enzo Emanuele deve sborsare 395.354 euro per il danno erariale da lui provocato. Lo ha deciso la sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti. E la cifra potrebbe essere crescere fino al tetto massimo di 780 mila euro. Nell’attesa di conoscere l’esito di un contenzioso, la sentenza per i quasi 400 mila euro è ormai definitiva. Ed è più pesante di quella di primo grado, quando il danno fu quantificato in soli, si fa per dire, 290 mila euro.

La vicenda riguarda il contratto stipulato dall’ex ragioniere generale della Regione con la società Dbi Srl di Bagheria per la realizzazione di una banca dati. L’accordo risale al 2005, quando Emanuele era direttore del Dipartimento Bilancio. Oggi è direttore generale dell’Irfis e direttore del dipartimento regionale Acque e rifiuti. Spesa complessiva: 4,2 milioni di euro. Il contratto prevedeva che la società cedesse definitivamente alla Regione la banca dati denominata “Legislazione regionale siciliana” nell’arco di tre anni. La stessa società bagherese si impegnava a fornire l’aggiornamento dei dati e la formazione del personale regionale per consentire, alla scadenza dei tre anni, che la gestione passasse sotto l’egida esclusiva della Regione.

E qui sta l’inghippo. Il lavoro del pubblico ministero Giancluca Albo e dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo ha consentito di scoprire che la società Dbi ha sollecitato, e più volte, la Regione a individuare il personale da formare. Solleciti caduti nel vuoto. Alla fine il contratto è scaduto senza che alcun dipendente regionale fosse in grado di gestire da solo la banca dati. E così dal 15 agosto del 2008 la Dbi ha continuato ad aggiornare la banca dati sulla base di un contratto, autorizzato sempre da Enzo Emanuele, stipulato tra la stessa società e Sicilia e-servizi, la Spa mista a prevalente partecipazione regionale creata per la gestione dei servizi informatici. Il contratto prevedeva un corrispettivo di oltre 780 mila euro sino al 31 dicembre del 2009. Ecco spiegata la cifra complessiva del danno che Emanuele rischia di dovere pagare per intero. Intanto deve sborsare quasi 400 mila euro. Per l’eventuale esborso della restante somma bisogna attendere l’esito del contenzioso fra la Dibi e Sicilia e Servizi che ha denunciato la mancata esecuzione del contratto del 2008.

I giudici hanno accolto in pieno la ricostruzione del pubblico ministero Gianluca Albo, il quale ha sostenuto che “Emanuele non ha previsto un meccanismo di formazione che rendesse possibile, senza oneri per la Regione, la surroga del personale regionale con personale qualificato”. Dopo avere stipulato la convenzione con Sicilia e servizi non si è attivato per far sì che la la Dibi formasse il personale. “Emanele – ha aggiunto il magistrato contabile – ha avallato, senza valutarne i costi e la congruità, il contratto di prosecuzione dell’aggiornamento della banca dati del 14 novembre 2008 avente ad oggetto la stessa formazione prevista dal contratto del 2004 tanto da avere autorizzato il pagamento delle fatture alla Dibi”. Da qui la condotta dolosa contestata al burocrate. La ricostruzione dell’accusa ha convinto il collegio della Corte dei Conti, presieduto da Salvatore Cilia.

“Il dottore Emanuele sottoscrittore del contratto che aveva gestito in prima persona la vicenda contrattuale – scrivono i giudici nella sentenza d’appello – avrebbe dovuto assumere in tale sua competenza ogni iniziativa e adottare i conseguenti provvedimenti a garanzia della corretta esecuzione del contratto in modo da evitare che fossero riversati ulteriori costi sulla Regione siciliana al fine di realizzare l’autosufficienza della regione nella gestione dell’aggiornamento della banca dati”.

A nulla è servita la difesa di Emanuele secondo cui, il contratto non prevedeva oneri aggiuntivi per l’addestramento del persona, ma solo per l’aggiornamento della banca dati. “Da uomo delle istituzioni, non posso che rispettare una sentenza – dice Emanuele – fermo restando che non posso neanche condividerla, perché so di avere agito sempre nel pieno rispetto delle regole e nell’interesse dell’amministrazione regionale”.


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Commenti

    vabbè ci sono le assicurazioni che pagheranno. E poi il gioco vale la candela, con tutti gli incarichi che ricopre cosa vuoi che sia sta cifra, una fesseria .

    Pochi sono per essere sincero rispetto al danno che , in associazione agli assesssori al bilancio che i sono succeduti,ha arrecato ai Siciliani.

    Peccato poverino, gli salterà lo stipendio di 1 anno. Che vuoi che sia con i soldi “ca pila” che si ritrova.
    Naturalmente il professionista super-bravo, super-pagato, dopo questa genialata resta al suo posto…n’zamai l’avvissuru a licenziari…n’zamaiiiii…scusate, vado a vomitare.

    cosa c’entrerebbe l’Avv. Pitruzzella con la DBI?

    OLEEEEEE”””” , tutti li deve scucire fino all’ultimo centesimo. Pignorate la casa , lo stipendio, la buona uscita, tutto.

    E nel frattempo la banca dati che è diventata di pubblico accesso è arenata al maggio 2011, provare per credere, ovvero l’ultima legge consultabile è il bilancio per l’anno 2011!!! Che geni questi politici e burocrati

    Perché taluni tirano in ballo uomini della massima trasparenza come Pitruzzella arrivati ai vertici delle Autority solo perché allievi e profondi conoscitori e praticanti del pensiero di De Gasperi , Bobbio, Compagna,Merzagora ,Moro, La Torre, Casavola e non come insinua ualcuno slo amico di Schifani e Romano e forse un poco pure di Lumia.

    pagare e sorridere

    Ma questo signore è lo stesso che è passato anche per il comune di Catania?

    ” uomo delle istituzioni” ” ho sempre agito nell’ interesse dell’amministrazione”… ma con quale coraggio può osare dire certe cose, le persone come lui sono quelle che hanno rovinato la regione siciliana e la Sicilia . Quello che paga è niente rispetto ai danni che ha creato.

    Da dove salta fuori sta storia di Pitruzzella? ma non è che è quella specie di banca dati giuridica di cui si occupò il Pitruzzella e altri avvocati che poi si dice l’abbiano venduta alla Regione che l’avrebbe affidata ad una partecipata, forse multiservizi? è la stessa vicenda? mistero.

    paga paga paga e muto!!!!!

    @ gente dovrebbe essere la stessa vicenda. La societá però è la Sicilia e servizi

    Considerato quanto ha guadagnato e continua a guadagnare…. Senza, peraltro ,non fare nulla, oziare…. ma con tanta voglia di potere…., e pensare che tanti anni fa era un povero diavolo morto di fame…. Fategli sganciare fino all’ultimo euro!

    @Enzo2

    E’ lo stesso signore, ma per Catania mi risulta che stanno ancora lavorando…

    Non ci posso credere, un dirigente così stimato e così partecipe a tutte le grandi spese della Regione, così bravo e così addentro ai meccanismi di spesa ….. censurato per una pagliuzza! Un mega dirigente ….. con professionalità nella spesa …… senza uguali!

    Appunto “ha agito negli interessi dell’amministrazione” altrimenti sarebbero stati meno

    Meno male che ogni tanto c’è qualche giudice che rende giustizia ai siciliani amministrati soltanto da gente priva di scrupoli.

    Perchè non si indaga su quali forniture ha effettuato la società e quale politico c’è dietro a questa storia ?

    E picca sunnu!!

    vabbè che volete che siano per il dott. Emanuele 395 mila euro. E poco più dello stipendio di un anno come dirigente del dipartimento acque e rifiuti, che fra l’altro contratterà al ribasso e poi la pagherà in comode rate dilazionate in almeno 50 anni. Come si suol dire manco se li sentirà. E comunque anche se dovesse pagarle in una unica soluzione per campare gli bastano gli spiccioli ( si fa per dire) che guadagna da direttore generale dell’Irfis.

    Sarebbe ora di indagare sul ruolo che il sig. Emanuele ha avuto nelle società regionali, tutte volute e create da un certo Totò Cuffaro.
    E non sono certo poche: Multiservizi, Biospheram, Sicilia- e servizi, Sicilia innovazione, una quantità di denaro speso infinito. Basta andare a rileggere i nomi dei vertici delle società per capire gli intrecci del cuffarismo e seguendo le nuove collocazioni degli stessi capire come si sono riciclati.

    Avrà una bella assicurazione che pagherà al suo posto! in fin dei conti gli è finita benissimo. Se si fanno indagini sulle belle società che ha creato( anche quella di bagheria, quella della banca dati, darebbe delle bellissime sorpresine per i personaggi che ci sono) c’è da ballare la samba!

    @ Decarlo_Peppino, credo che a questo punto sia ormai chiaro a tutti che in tutto quello che nella vulgata popolare passava come voluto da Cuffaro in realtà c’era di poco voluto direttamente dal povero Totò. In realtà erano ben altri i big sponsor di tante e tante cose. Di destra e di sinistra, senza distinzioni, perchè Cuffaro un difetto aveva, era troppo democristiano e quindi pur di mantenere “l’armonia” con i suoi alleati e con le opposizioni, concedeva qualcosa, e anche più di qualcosa, a tutti. Oggi, dopo la cura Lombardo, di gente ricollegabile direttamente a Cuffaro negli enti e nell’amministrazione regionale non ne è rimasta o ne è rimasta ben poca, e solo perchè non era possibile spostarla senza commettere un reato o un danno erariale. Il resto è stato azzerato. E’ quindi inutile continuare a citare Cuffaro, fate un favore a voi stessi, cercate i reali padrini di queste operazioni e vedrete che l’arrembaggio di arrafaele e dei suoi sodali era iniziato ben prima del suo avvento a Palazzo D’Orleans. E sì perchè se c’era uno che Cuffaro “accontentava” anche scontrandosi con gli altri alleati era sempre e solo, quello che lui considerava il suo amico: Raffaele da Grammichele.

    @ GENTE MATTA. Conosci l’art. 595 del codice penale? parla della diffamazione. Tra l’altro recita: “Chiunque, … comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a ….
    Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni.”
    Presentati con nome e cognome, assumiti le responsabilità e non lanciare sassi nello stagno, nascondendoti.
    Il tuo non è commento alla notizia, è ben altro.

    Spesso operiamo come pecorelle: andiamo dietro la notizia e ci lasciamo condurre dai fatti apparenti. In merito alla vicenda mi chiedo: qualcuno si è mai posta la domanda chi fossero (o fosse) il/la/i collaboratore/trice/i del direttore generale? Non vengono forse delegate, sempre, le attività di controllo e – molto spesso – anche quelle decisionali, a propri collaboratori/trici? E’ notorio che in Regione ci sono più dirigenti che impiegati! Quindi sono proprio i dirigenti i più stretti collaboratori del Capo. Sono mai state ricercate responsabilità tra costoro? Pare incredibile che tutte le azioni (amministrativamente parlando) vengano fatte in prima persona dal D.G.; ci saranno state pure riunioni, visti su atti, correzioni di bozze contrattuali, ecc. Un “Capo” non può essere indotto ad errori per l’altrui negligenza o incapacità di comprendere? Ciò non esclude la responsabilità del Capo, ma – se c’è – questo/a/i collaboratore/rice/i non possono restare al loro posto, magari facendo carriera ed, eventualmente – inducendo altri ad analoghi errori?

    sono pochi!!! ha creato danni per milioni di euro, con le sue strutture quali sicilia e-servizi, appalti gonfiati, affidamenti diretti con costi esorbitanti!!!

    caro tinapica,
    il sig. emanuele è stato il primo dirigente di 3 fascia ad essere nominato dirigente generale nonostate il commissario dello stato avesse giustamente bocciato questa porcata di legge voluta fortemente dal sig. cuffaro.
    cmq, paghi l’assicurazione o paghi lui, qualcuno restituisca il malloppo, non ci sono alla regione i soldi più per pagare le bollette, i dipartimenti uno ad uno stanno chiudendo il pomeriggio, gli stipendi dei dipendenti sono assicurati fino a settembre (e non è un falso allarmismo), per quella data FORSE Lombardo non ci sarà più cosa credete gli può fregare…

    @molla l’osso, io non sto dicendo che non lo ha nominato la giunta Cuffaro, nota bene la Giunta Cuffaro, sto dicendo che non tutte le nomine che Cuffaro ha fatto, così come le tante società, ecc. ecc., siano direttamente riconducibili a lui. Come si è visto molti di questi signori e molte di queste società sono ancora in piedi, nonostante la furia riformatrice dei successori…. ergo: sono signori e enti o società , voluti dall’arrafaele di Grammichele o dai suoi alleati odierni. Qualche giorno che ne avrò voglia e tempo credo che mi dedicherò a stilare un elenco con riferimenti politici, cambi di casacche, e sponsor. Ci sarà da ridere o da piangere a seconda dell’umore e del credo…….

    mafia, massoneria, malaffare sono la cornice all’interno della quale si è mossa l’alta burocrazia regionale negli anni..

    @attento osservatore
    Come dice il popolo di livesicilia, POTREBBE essere la punta di un ICEBERG.
    La carne sul fuoco è tanta, soldi bruciati TANTISSIMI, questa terra NON ha avuto sviluppo, quindi a parte le sviste e i collaboratori INFEDELI, IL CAPO comunque RESPONSABILE dovrebbe lasciare gli incarichi o dire chi dei suoi collaboratori
    ha SBAGLIATO così che l’indagine prenda la giusta piega.
    NON è accettabile l’OMERTA’, l’IRRESPONSABILITA’ e la IMPUNITA’. Se una persona così influente e importante, conosce una verità diversa e può dimostrarla, FACCIA il proprio DOVERE. Altrimenti lascia le istituzioni che rappresenta e si vada a difendere in TRIBUNALE. La politica CROLLERA’ perché questi SIGNORI si comportano DANDO L’ESEMPIO ai CITTADINI, ma in tutt’altra maniera. LA GENTE E’ STUFA DI PAGARE E FARSI PRENDERE PER I FONDELLI dai politici e dei loro amici intimi che si spartiscono tutto, dando le briciole. STATO DI DIRITTO e LADRI IN GALERA: e mò BASTA!!!!

    Perchè se ne parla tanto? Perchè tanto scalpore? Ci sono così tante cose negli anni precorsi? Come mai?

    @ attento osservatore, lo sappiamo che alcuni dirigenti generali non hanno il coraggio di firmare gli atti e si nascondono dietro la firma dei capiservizio.Ma non vogliono solo firmare, vogliono invece con tutte le loro forze gestire in base all’accordo coi politici. Però non vogliono responsabilità così se ci sono camurrie con la giustizia buttano la colpa al dirigente sottostante. Figurati se un dirigente sottostante poteva decidere di far acquistare per oltre 4 milioni di euro una banca dati inservibile senza che il direttore ( e che direttore) ne sapesse niente! che è fantascienza? e poi se si conoscono gli attori della commedia si capisce la trama e la sceneggiatura intera.

    Non voglio entrare nel merito del procedimento che ha portato i giudici contabili alla condanna, ora confermata in appello, di Enzo Emanuele. Però, dopo averci lavorato assieme per circa 8 anni, non posso dimenticare come sia sempre stato un dirigente che ha concesso massima fiducia ai propri collaboratori (a volte, secondo me, anche troppa…) ma con la forza di assumersi sempre in prima persona qualsiasi responsabilità. A chi legge, prego di non voler considerare questo mio intervento come un atto di piaggeria verso una persona che ha affrontato sempre di petto ogni situazione, che è sempre stata estremamente corretta e collaborativa verso chiunque, anche con chi spesso si trovava a litigare ‘ferocemente’ con lui (come il sottoscritto, ma sempre per sano e costruttivo contraddittorio), che mai ho visto nell’atto di infliggere pugnalate alle spalle di chicchessia.
    Molto spesso alla Regione si sente dire che alla fine è sempre il pesce più piccolo che paga perchè, a scendere a scendere, è a quello che si arriva, giustamente o no.
    Enzo Emanuele è colpevole, va bene, ma nessuno potrà mai dire che l’abbia.. scaricata a qualcun’altro.

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