"Droga, favori e gioco" | Bufera su Giuseppe Ayala - Live Sicilia

“Droga, favori e gioco” | Bufera su Giuseppe Ayala

Giuseppe Ayala

“E' anche così che Cosa Nostra si avvicina al potere. Sfruttando le debolezze. Signorino, ad esempio, era avvicinabile perché aveva dei vizi, giocava d'azzardo. Vizi che aveva anche un altro giudice: Giuseppe Ayala". Le parole choc di Gaspare Mutolo ad "Antimafia Duemila". Il magistrato: "Un delirio, lo denuncio"

La polemica
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PALERMO-  Ayala come Signorino: i giudici con il “vizio del gioco”. E’ quello che ha raccontato in una lunga intervista apparsa su ‘Antimafia Duemila’ il pentito Gaspare Mutolo. “E’ anche così che Cosa Nostra si avvicina al potere. Sfruttando le debolezze. Signorino, ad esempio, era avvicinabile perché aveva dei vizi, giocava d’azzardo. Vizi che aveva anche un altro giudice: Giuseppe Ayala. Chiedeva soldi, comprava la droga. Questo lo so tramite Enzo Sutera, mafioso di Partanna Mondello che mi disse che un suo amico portava la droga al giudice Giuseppe Ayala”.

Versione dei fatti che, anche se ipoteticamente, rimetterebbe in gioco l’intero esito del maxiprocesso: “Al momento dell’imputazione – ha spiegato ancora Mutolo -, per me hanno chiesto 25 anni e per il mio capo mandamento, Giacomo Giuseppe Gambino, hanno chiesto solo 10 anni. Questo lo vedo come un ‘favore’ che Ayala ha fatto a Gambino. Tempo dopo i giudici che mi interrogarono mi raccontarono che Ayala aveva scambiato “u ‘tignusu” (Giacomo Giuseppe Gambino) per un altro Gambino della Guadagna che era comunque a processo. Ma io dico, come è possibile scambiare un capo mandamento con qualcun altro di minor conto?”.

Affermazioni scottanti quelle di Mutolo, già collaboratore di giustizia dai primi anni Novanta, che non ha tra l’altro escluso, durante l’intervista, l’intervento di Ayala nella vicenda dell’agenda rossa. L’attuale consigliere alla Corte di Appello dell’Aquila fu infatti uno tra i primi ad arrivare il giorno della strage di via D’Amelio. “Posso dire che Borsellino quell’agenda rossa la teneva sempre con sé – si legge ancora nella lunga intervista -. Lì c’erano appuntate cose che potevano dare fastidio alla mafia ma anche allo Stato, alla politica. E’ possibile che un personaggio ambiguo come Ayala possa aver creato confusione su quella questione, ma è anche possibile che l’abbia semplicemente lasciata a qualcun altro”.

LA REPLICA – Dopo la valanga di accuse non poteva non arrivare la risposta dell’ex pm del primo maxiprocesso che ha replicato infatti sulle colonne de ‘Il Fatto Quotidiano’. “Soldi per aggiustare i processi, a me? Che avevo la fiducia totale di Falcone. E’ una cosa delirante, denuncerò Mutolo per calunnia. Non ho mai preso droghe – si legge ancora sul ‘Fatto’ -, non ho mai avuto il vizio del gioco e oggi non ricordo quella richiesta di pena, sono passati 25 anni, ma questa storia non mi piace, deve esserci qualcosa dietro”. Di Ayala, tra l’altro, sempre secondo ‘Antimafia Duemila’, non avrebbe parlato soltanto Mutolo: “Anche Giovanni Brusca, interrogato il 25 luglio del 2007, dichiarò ai pm di Caltanissetta: ‘con riferimento all’argomento stragi devo dire che nell’86/’87, tornato dal soggiorno obbligato trascorso a Linosa, mio padre mi rappresentò che l’organizzazione aveva consegnato cinquecento milioni di lire a due magistrati, precisamente a Signorino e ad Ayala, affinchè si attivassero per aggiustare i processi di mafia che erano in corso. Dell’affare per quanto dettomi da mio padre, si interessò Giuseppe Giacomo Gambino che aveva contatti con i salotti bene di Palermo. All’interno di Cosa Nostra girava voce che il giudice Ayala fosse vicino ad ambienti mafiosi”.

LE PAROLE DI BORSELLINO – Ad intervenire sulle scottanti dichiarazioni di Mutolo è stato anche Salvatore Borsellino che sulle colonne del ‘Fatto’ ha attaccato Ayala: “Mi ha chiamato Caino, mi ha accusato di essere l’assassino di mio fratello ma oggi viene fuori che ha ceduto alle pressioni della mafia, anche se sono elementi che devono essere valutati dai magistrati”.

 

 


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Commenti

    mah… ecco… buh… cioè intendo dire.. ma perché su alcune persone c’è sempre un sospetto pesante e su altre no? è un caso?

    Se non ero Travaglio disse, su servizio pubblico, qualcosa in merito all’ex magistrato, l’agenza sparita ect..ect..,

    Credo che ne usciranno altre notizie dello stessa portata , da cittadino e da osservatore non posso che avere fiducia in ciò che dice il fratello di Borsellino, lo percepsico vero, con una grande esofferenza interiore per ciò che ha subito il nostro eroe Paolo, mentre vedo Ayala un tipo che pensa che con la chicchera e la frequenza dei solotti dei noti ed ostentando amicizia con quel politico o con quel potente possa non essere oggetto di indagine. Quello che ha detto Mutolo è grave. Adesso ci sarà un giudice a BErlino i9n grado di accertare i fatti. Le indagini patrimoniali serie possono essere disposte anche per Ayala. Prima di condannare aspettiamo l’esito.
    Un saluto al fratello di Borsellino grande uomo e grande fratello del nostro eroe Paolo.

    Ayala rappresenta la palermo bene anche di una certa sinistra salottiera che fa la rivoluzionaria con il deretano degli altri… e sono tanti così: magistrati, costruttori, professori universitari, sindacalisti..

    Che schifo la giustizia che ancora crede ai pentiti come fà il giudice ayala a dimistrare il contrario??
    Senza prove solo con ka parola confrrmate da qualche altro pentito vuol dire che dicono la verità?
    Io sono sdegnato.
    Basta compromessi con i mafiosi lo stato faccia lo stato anche oerche diversamente non capisco come mai fanno processo sulla trattativa stato mafia.

    Di quali processi parla se hanno distrutto le intercettazioni telefoniche tra Napolitano e Mancino

    Qualcuno dimentica che il Dott. Ayala chiese decine di condanne all’ergastolo durante il maxi processo. A cominciare da Riina, Provenzano, Michele Greco, Filippo Marchese e via dicendo….Probabilmente a qualcuno serve che Mutolo dica queste cose, ovvero qualcuno si deve vendicare per le cose dette di recente da Ayala. Il Mutolo, che prima faceva il killer, ammazzando con la pistola, ora continua a farlo ammazzando con le parole e le menzogne. Prima si faceva pagare con i soldi della mafia, ora lo pagano con i soldi dello Stato. Ma gli attuali mandanti non sono migliori della cupola mafiosa.

    Se Mutolo fosse stato utile alla giustizia, sicuramente avrebbe fatto parte del gruppo dei pentiti storici. Se non é stato cosí, evidentemente il consigliere Caponnetto e il giudice Falcone l’avevano giá inquadrato: un pericoloso, finto pentito.
    Chiuso.

    Una storia tutta da chiarire. Se risulta a verità quanto detto dal pentito Mutolo (mi auguro di no) è tutto da riscrivere e verificare chi sono i veri colletti bianchi all’ombra di tutte le stragi. Che ci siano magistrati nel mezzo è poco probabile, pero’ queste notizie alimentano sospetti. Occorre che la magistratura indaghi su alcuni magistrati protagonisti nel tempo nella lotta alla mafia. Sarebbe incredibile avere indagato per anni solo in direzione della politica, mentre il sospetto e che sia coinvolta una parte della magistratura. Fare chiarezza subito, i morti aspettano giustizia giusta.

    Le verità ad orologeria non sono credibili e chi le accredita dovrebbe fare più attenzione. Se attaccare i magistrati sta diventando lo sport nazionale sappiate che siamo in tanti a difenderli.

    I pentiti,i magistrati ed infine i giornalisti hanno ,come denominatore comune,il potere di infangare la reputazione ancor prima di accertare la verità’ dei fatti.

    Se fosse come Lei sostiene xkè vengono considerate attendibili le confessione ad orologeria dei pentiti?

    Solo il Giudice Falcone ebbe denunció immediatamente un pentito che fece dichiarazioni gravissime contro un politico potente. Quelle dichiarazioni avrebbero fatto gola a qualunque magistrato, ma lui capí l’organizzazione per demolire la credibilitá dei pentiti.
    Non attese anni e revisioni di processi per condanne ingiuste, ma con la sua sapienza lo inquadró come “calunniatore” e lo denunció. Fu una scelta a difesa dei veri pentiti, ma fu un rischio. Lui ebbe ragione, ma dopo Falcone, nessuno ha avuto la capacitá di continuare la netta distinzione tra pentito e calunniatore.
    Purtroppo, molte di persone hanno vivacchiato di antimafia nei 20anni successivi e ancora lo fanno.
    Si parla sempre di mafia e politica, di morti eccellenti ma non si parla mai del Procuratore Signorino: perché si é sparato? I giovani d’oggi non conoscono il suo cognome. Perché? Non si deve sapere che all’interno della magistratura ci sono “buchi neri” o ci si deve fermare a Riolo, Ciuro e ad un paio di politici?

    Fai bene a denunciarlo Ayala ma ritengo che sia più produttivo per Lei denunciare chi lo gestisce .

    La tragedia si sta consumando, tra Salvatore Borsellino, e il giudice Ayala.
    Leggendo con un poco di attenzione,ci fanno sapere che,è da tanto tempo che si accusano,sarebbe opportuno sapere ,perchè Ayala dice a Borsellino di essere lui
    l’assassino del fratello.
    Per la redazione:Perché non avete pubblicato, il mio precedente commento?
    Distinti saluti.

    “Massoneria”… si chiama!!!

    Signori,… scusate l’espressione poko francese… “‘U kkiù pulitu c’av’a rrùgna”!!!

    Ogni tanto esce l’acqua sporca dei rubinetti, normale non ci si può meravigliare ,perché
    “a meravigghia appigghia”.

    In sicilia basta fare un ragionamento semplice e si arriva a tutto:
    1 se è vero che ognuno si fa i fatti propri non interviene per cose che non lo riguardano;
    2 se è vero che mi stanno toccando qualcosa a cui tengo allora intervengo e faccio;

    Morale chi ti fa del male è sempre qualcuno vicino a cui hai toccato propri interessi anche senza saperlo………… da qui si arriva facilmente alla soluzione del problema.

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