CATANIA – Tanto tuonò che piovve. Così, al Tribunale di Catania si corre ai ripari, dopo la chiusura delle sedi distaccate che disagi aggiungono ai disagi in relazione alle già insufficienti strutture. È quanto ha annunciato stamattina il presidente Bruno Di Marco che, nel corso di una conferenza stampa convocata appositamente, con rammarico ha illustrato la situazione drammatica in cui versa la Giustizia a Catania e le misure prese per fronteggiare una situazione divenuta ingestibile. Con lui, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania, Maurizio Magnano di San Lio e Antonietta Basile, responsabile amministrativo del Tribunale..
“Quello di Catania è forse uno dei pochi tribunali privo di aule per la celebrazione delle udienze civili – ha tuonato Di Marco. Attualmente, le udienze sono tenute in stanze anguste, condivise da due o tre giudici e questo ha determinato sistematicamente un affollamento che rende disagevole e incivile la situazione”. Un problema non nuovo, ma che ora è diventato un ostacolo concreto allo svolgimento delle funzioni, e che ha imposto alcune scelte. Tra cui quella di alleggerire il carico di udienze per i giudici.
“La presidenza del tribunale ha adottato tutta una serie di provvedimenti e ha fronteggiato la soppressione delle sezioni distaccate – ha continuato Di Marco. Ma mancano gli spazi, e questo comporterà, come avevamo già rappresentato al Consiglio dell’ordine, la necessità di ridurre, almeno adesso, il numero delle udienze civili per ciascun giudice. Questo, inevitabilmente, allungherà i tempi, ma serve a prevenire caos e paralisi dei servizi”.
La questione dell’edilizia giudiziaria carente nella città di Catania riesplode dunque in tutta la sua drammaticità, riproponendo la necessità di trovare valide alternative. Di questo ha parlato Magnano di San Lio. “Quella illustrata è gravissima come problematica – ha detto. I colleghi civilisti mi dicono che un provvedimento del genere, per quanto inevitabile, porterebbe decisioni magari programmate per il 2017 al 2019. Si è già a più riprese aumentato il costo della giustizia per il cittadino. Con questa ulteriore assenza delle istituzioni, il cittadino che chiede giustizia avrà più difficoltà e più perplessità”.
Magnano di San Lio ha spiegato poi perché occorre ripensare alla realizzazione di una cittadella della giustizia. “La soluzione dell’Ascoli Tomaselli non era quella giusta, per questo abbiamo dato parere negativo. Occorre realizzare una cittadella giudiziaria: i costi sarebbero minori rispetto a quelli per ristrutturare l’ex nosocomio”.

