Emergenza casa, Cgil all'attacco| "Comune non spende i soldi che ha"

Emergenza casa, Cgil all’attacco| “Comune non spende i soldi che ha”

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La denuncia arriva dal segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish. La replica del Comune.

PALERMO – “Il Comune non utilizza tutti i soldi che ha a disposizione per l’emergenza abitativa. Sul sottoconto della tesoreria comunale, la disponibilità residua, di circa un milione di euro, è superiore a quella consentita dalla circolare 23/2000 dell’assessorato Economia. E la Regione, per questo motivo, sostiene di non poter trasferire altre somme. Il risultato è che tante famiglie si recano al Comune in attesa di risposta per l’integrazione all’affitto e vengono rimandate indietro”.

La denuncia arriva dal segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish, che oggi ha organizzato una conferenza stampa per chiedere al Comune di sbloccare le somme accantonate per l’emergenza abitativa. “Abbiamo scoperto questa grave situazione scrivendo alla Regione. Il 15 febbraio l’assessorato regionale Infrastrutture ci ha risposto, dandoci i chiarimenti chiesti”, ha detto Zaher Darwish.

Il Sunia il 18 gennaio ha inviato una lettera alla Regione chiedendo spiegazioni sul mancato pagamento agli aventi diritto, da parte del Comune di Palermo, delle quote spettanti per il contributo per l’alloggio alle famiglie. “L’assessorato alle Attività sociali ci aveva detto che tale situazione era dovuta al mancato recepimento delle somme che la Regione dovrebbe versare nelle casse comunali. Così abbiamo indagato in cerca di spiegazioni – aggiunge Zaher – E l’assessorato ci ha risposto che il conto ha superato la capienza e non possono entrare altre somme. La Regione ha più volte comunicato al Comune di non poter trasferire il contributo. E ha chiesto notizie a riguardo”.

Alla conferenza stampa sono state invitate quattro famiglie con gravi problematiche familiari e abitative: Elisa Ventimiglia, con figlio di 12 anni portatiore di handicap grave. Anna Nicotra, con figlio e marito malati. Raffaella Santichella, ragazza madre con figlia di 8 anni malata. E la famiglia Gandolfo, marito e moglie due figli, sgomberati da via Sadat. “Vivono tutte in condizioni di disagio abitativo e non ricevono nessuna risposta dal Comune. Sono casi esemplari rispetto alle 1.800 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa – continua Zaher Darwish – A queste si aggiungono circa 250 persone persone senza fissa dimora. Negli ultimi anni, cinque persone senza casa sono morte a Palermo, l’ultimo l’estate scorsa: un ragazzo straniero morto in via Crispi. Abbiamo chiesto che per i senza tetto il Comune destini un immobile. Per tutte queste esigenze non abbiamo mai ricevuto risposte adeguate. Ogni giorno riceviamo richieste e telefonate da cittadini che ci chiedono quando il Comune metterà a disposizione le somme per l’integrazione all’affitto. Il Comune sostiene di non aver ricevuto le somme dalla Regione. Oggi abbiamo scoperto che ci sono dei soldi che possono essere utilizzati per interventi a favore del disagio abitativo e familiare e non vengono utilizzati per tale scopo”.

“Riteniamo grave – aggiunge Darwish – che il Comune assuma questo atteggiamento nei confronti delle famiglie. Chiediamo al Comune di sbloccare queste somme e utilizzarle per dare una risposta concreta alle famiglie. Crediamo che, fra le altre cose, sia da valutare il reperimento in città di immobili che possono essere affittati dal Comune e destinati alle famiglie in disagio abitativo. Col milione accantonato, alla media di 400 euro, potrebbe affittati almeno 200 appartamenti”.

LA REPLICA DEL COMUNE
“Un sindacato dovrebbe conoscere le leggi per poter assistere e difendere i propri iscritti. Nel caso del Sunia di Palermo non le conosce o più probabilmente fa finta di non conoscerle e preferisce, invece di cercare soluzioni ai problemi, organizzare conferenze stampa a base di falsità e propaganda. Quelle di cui si è parlato oggi relativamente all’integrazione affitto, infatti non sono somme “non spese dal Comune” ma somme “non incassate dai beneficiari”, cosa profondamente diversa. Quello delle somme non riscosse dai beneficiari di interventi sociali è un tema già più volte all’attenzione dell’amministrazione, anche per altre tipologie e per somme cospicue su cui siamo già intervenuti. Quanto alla Regione, come già avvenuto per altri casi, sembra voler scaricare altrove le proprie responsabilità. Il Comune ha infatti più volte chiesto come procedere alla restituzione delle somme non riscosse dai beneficiari del contributo, ricevendo (vedi lettera allegata) la risposta che la Regione avrebbe proceduto autonomamente al recupero automatico, cosa che non ha fatto da oltre un anno. Anche questo il Sunia non lo sa o fa finta di non saperlo. Per tornare infine appunto al Sunia, sarebbe opportuno che piuttosto di occuparsi della pagliuzza (il ritardato pagamento di un contributo che oggi ammonta a poche centinaia se non poche decine di euro annui a famiglia) si occupasse della trave e cioè il fatto che Stato e Regione negli anni hanno sempre più tagliato questi fondi, cui il Comune di Palermo ha risposto con propri stanziamenti di bilancio destinati proprio al dosaggio alloggiativo”. Lo afferma Agnese Ciulla, Assessora del Comune di Palermo.

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