Emergenza Sicilia, l’Ars chiede di dirottare i fondi per il Ponte

Emergenza Sicilia, l’Ars vota per dirottare i fondi destinati al Ponte

Il voto segreto e il documento di ScN. Le reazioni

PALERMO – Un voto a sorpresa, arrivato a tarda sera e con scrutinio segreto, fa sbandare la maggioranza all’Assemblea regionale siciliana. L’Ars ha approvato, infatti, un ordine del giorno che impegna il governo regionale a chiedere la riprogrammazione dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto per finanziare la ricostruzione dei territori colpiti dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. Un voto che arriva mentre la Sicilia fa i conti con danni ingenti per il maltempo e migliaia di sfollati.

L’ordine del giorno approvato

Il documento, presentato dai deputati di Sud Chiama Nord, impegna l’esecutivo regionale a procedere “con la massima urgenza” a una riprogrammazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, per adeguare le priorità di spesa alle “gravi e straordinarie conseguenze” degli eventi calamitosi verificatisi nel gennaio 2026.

Il nodo dei fondi Fsc

Nell’ordine del giorno si ricorda che nell’agosto 2023 il Cipess aveva assegnato alla Sicilia 6,6 miliardi di euro di fondi Fsc per interventi di manutenzione del territorio e delle infrastrutture, successivamente ridotti a 5,35 miliardi nell’accordo di coesione tra Stato e Regione. Di questi, 1,3 miliardi sono stati destinati al cofinanziamento regionale del Ponte sullo Stretto.

La richiesta: 1,3 miliardi subito alla Sicilia

L’Ars chiede che proprio quei 1,3 miliardi vengano destinati a un programma straordinario di ricostruzione, risanamento ambientale, messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.

Nel mirino anche le risorse nazionali

L’ordine del giorno impegna inoltre il governo regionale a sollecitare l’esecutivo nazionale a utilizzare per le stesse finalità anche altri fondi Fsc: i 300 milioni sottratti alla Calabria e i 3,88 miliardi provenienti dalla quota in diretta gestione governativa, per un totale complessivo di 5,44 miliardi di euro.

Le opposizioni

Durissimo il commento del deputato regionale e segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. “Giorgia Meloni è stata sconfessata dalla sua stessa maggioranza – afferma –. Nel segreto dell’urna l’Ars ha approvato un atto politico inequivocabile, che dimostra come anche nella maggioranza non ci sia condivisione sulle priorità del Governo nazionale”.

Secondo Barbagallo, “la Sicilia non avverte la vicinanza del Governo. Ha bisogno di risposte concrete, immediate e coerenti con le emergenze reali, non di annunci e slogan”.

Quanto vale il Ponte sullo Stretto

Il finanziamento complessivo del Ponte sullo Stretto di Messina ammonta a 13,532 miliardi di euro. La copertura prevede 6,962 miliardi dal bilancio dello Stato, 718 milioni dal Fsc delle amministrazioni centrali, 1,6 miliardi dai fondi Fsc regionali (1,3 miliardi Sicilia e 300 milioni Calabria), 3,88 miliardi dal Fsc nazionale e 370 milioni dalla società Stretto di Messina. Il cronoprogramma è stato recentemente rimodulato, ma l’importo complessivo resta invariato.

La replica dal centrodestra

Netta la reazione del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano (Forza Italia), che ha definito la proposta “una pagliacciata”. “I fondi per le emergenze vanno trovati senza scippare risorse già destinate a infrastrutture strategiche per il Mezzogiorno – ha dichiarato –. È una proposta propagandistica e inspiegabile, soprattutto se avanzata da politici meridionali”.


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