PALERMO – Circondato da chi amava e da ciò che amava. Ad accompagnare nell’ultimo viaggio Emmanuele Giordano, sono stati gli amici motociclisti: con un lungo corteo hanno seguito il feretro dall’abitazione in via Eboli, fino alla chiesa di via Filippo Parlatore, dove ad attenderlo c’erano decine di persone. Per l’ultimo saluto al 26enne che ha perso la vita nell’incidente di tre notti fa sull’autostra A29, tutti coloro che con lui condividevano la passione per le moto si sono dati appuntamento sotto casa di Emmanuele, all’arrivo in chiesa l’hanno accolto il rombo dei motori e un lungo applauso: “Abbiamo voluto rendergli omaggio in questo modo – dice Fabrizio – a bordo delle motociclette con cui abbiamo trascorso momenti indimenticabili”.
Il funerale è stato celebrato nei locali dell’oratorio che si trova di fronte alla chiesa, chiusa per lavori di ristrutturazione. A dare l’ultimo saluto al giovane Emmanuele, anche i colleghi con cui aveva lavorato come buttafuori nei locali notturni della città e della provincia. “Abbiamo trascorso molte serate insieme – dice Antonino – ore di lavoro, ma anche di divertimento. Ad Emmanuele non mancava mai la battuta, il tempo con lui passava in fretta. Era il nostro ‘gigante buono’, un ragazzo alto e atletico, dal cuore tenero. Non lo dimenticheremo mai”. L’omelia si è concentrata sulla speranza, sulla necessità di avere forza: “Emmanuele è in buone mani – ha detto il sacerdote durante la celebrazione – è nelle mani del Padre. Sembra che nulla abbia più senso, ma adesso il Signore ci nutre, ci darà.la forza per andare avanti perché è sempre pronto ad abbracciarci e consolarci. L’addio ad Emmanuele ci addolora, ci fa perdere fiducia, ma dobbiamo sempre essere consapevoli che da Lassù arriverà il conforto per dare a tutti la spinta e il coraggio di non fermarci”.

