Enna, le violenze sessuali sui minori: condannato Don Rugolo - Live Sicilia

Enna, le violenze sessuali sui minori: condannato Don Rugolo

Cosa ha deciso il tribunale. I particolari
LA SENTENZA
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ENNA – Il Tribunale collegiale di Enna ha condannato a 4 anni e 6 mesi don Giuseppe Rugolo, il sacerdote accusato di violenza sessuale aggravata su minori. Rugolo, riconosciuto responsabile di tentata violenza sessuale, ha assistito personalmente alla lettura del dispositivo, seduto accanto ai suoi legali, gli avvocati Dennis Lovison e Antonino Lizio. La sentenza è stata emessa poco fa dal Tribunale collegiale di Enna, presieduto da Francesco Paolo Pitarresi.

I giudici, dopo circa 8 ore di camera di consiglio, hanno inflitto al sacerdote anche varie sanzioni accessorie, oltre a condannarlo al risarcimento danni nei confronti delle parti civili, in solido con il responsabile civile, ovvero la Diocesi di Piazza Armerina. L’indagine a carico di Rugolo è stata condotta dalla squadra mobile di Enna, avviata quattro anni fa a seguito della denuncia di Antonio Messina, una delle presunte vittime.

Le parti civili

Nel processo, oltre al giovane dalla cui denuncia è partita l’inchiesta, si sono costituiti parti civili anche i suoi genitori, la Rete l’Abuso e l’associazione Contro Tutte le Violenze. Dopo la denuncia di Antonio Messina, oggi trentenne, nel corso delle indagini, sono emersi altri presunti abusi a danno di altri giovani. Il processo è durato 22 udienze, nel corso delle quali sono stati sentiti circa 50 testimoni. La lettura del dispositivo è avvenuta a porte aperte, dopo che tutto il dibattimento è stato celebrato a porte chiuse. E alla lettura hanno assistito decine di ennesi.

Il procuratore facente funzioni di Enna Stefania Leonte, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la 10 anni. “Comunque vada – aveva detto in aula il pm, rivolgendosi ai giudici – Antonio oggi ha vinto, ha vinto il coraggio di questo ragazzo di affrontare l’incubo della sua adolescenza, perché non si è fermato davanti al timore di non essere creduto e al pregiudizio della gente, perché ha presentato la denuncia per un senso di dovere nei confronti di se stesso e dei suoi coetanei, che avevano subito i suoi stessi abusi e dei tantissimi adolescenti che frequentavano il gruppo sotto l’egida di Rugolo“. 


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