Etna, monopolio, elezioni |La battaglia di Borzì per Nicolosi - Live Sicilia

Etna, monopolio, elezioni |La battaglia di Borzì per Nicolosi

Ecco le sue idee per il futuro del paese.

CATANIA – Ha un unico rimpianto il sindaco di Nicolosi: quello di non essere riuscito a risolvere la questione del “Monopolio” sull’Etna circa la gestione delle vie di accesso alle zone sommitali. Si riferisce alla disputa con il colosso di Francesco Russo su cui si è già espressa l’Agcm, Nino Borzì. Dopo dieci anni alla guida di uno dei salotti ai piedi del Vulcano più alto d’Europa, è tempo di bilanci per il primo cittadino nicolosita. “La diversificazione dell’offerta turistica è un fatto essenziale per il territorio – ha spiegato – A Nicolosi Nord non può esservi un solo servizio. Proporre più cose, può significare trattenere di più l’utenza dalle nostre parti. Dobbiamo andare oltre il turismo mordi e fuggi”, ribadisce il primo cittadino etneo, dettando le linea al prossimo consiglio comunale.

Sindaco, partiamo proprio da qui: qual è la verità sulla gestione degli impianti?

“La verità è che non ho nulla di personale contro Funivia dell’Etna o contro chi l’amministra. Abbiamo fatto una battaglia per il paese. Ed è quella di eliminare un fattore che l’autorità garante della Concorrenza ha individuato come distorsivo del mercato. In pratica c’è un monopolio e nei prossimi anni, con la scadenza della convenzione, sarà il consiglio comunale entrante a dover cambiare le regole. Non si va contro qualcuno, ma bisogna crescere tutti”.

Quanto la campagna elettorale sarà condizionata da questa polemica? Esistono i partiti pro-Russo o anti-Russo?

“Dico solo che ho vinto due campagne elettorali senza essere in linea con Russo. I Nicolositi pensano con la loro testa. I pro o i contro? Non saprei. Ma è importante che i candidati abbiano le idee chiare sulla questione”.

Veniamo a questi dieci anni. Che eredità lascia al suo successore?

“Nicolosi rispetto a dieci anni fa è cambiata tanto, è cresciuta. Dal punto di vista economico-commerciale lo si nota tantissimo. Siamo a più 50% nelle attività recettive, è un dato enorme. Un più 30% sulle attività commerciali, ovvero 54. Siamo cresciuti anche sul versante delle opere pubbliche e la promozione del territorio. Abbiamo appaltato oltre 23 milioni di euro di cantieri. Abbiamo i nuovi capannoni in zona artigianale e lì abbiamo insediato la scuola di ceramizzazione della pietra lavica…”

Sembra tutto rose e fiori. C’è da crederle?

“Rose e fiori magari no, perché la crescita esponenziale delle attività ha determinato una problema nel numero dei parcheggi. Oggi più che mai abbiamo bisogno di nuove aree per la sosta. La prossima amministrazione dovrà prendere in mano la questione, ma vedo già che tutti e tre i candidati hanno in programma l’adeguamento del piano commerciale a quello urbanistico”.

C’è chi lamenta che Nicolosi sia bella la sera, ma vuota la mattina, appunto perché parte delle nuove attività sono tutte orientate al mercato della ristorazione.

“Sì, è un problema che vediamo. Ma vediamo anche un’inversione di tendenza data dal fatto che parte dei ristoranti sta aprendo anche a mezzogiorno. Fino all’anno scorso era impossibile pranzare a Nicolosi. Ora il piano sta mutando. Anche perché abbiamo approcciato dei tour operator che oltre a portare i propri utenti sull’Etna, sono disponibili a far stazionare i pulman in paese. Stiamo lavorando affinché ci sia una presenza di 18/20 mila presenze annue in più al centro ”.

Pare che il mestiere del sindaco si sia evoluto in quello di un promoter territoriale, oltre che di amministratore. È questa l’evoluzione del ruolo di primo cittadino?

“Effettivamente lo siamo. Pensi che molte volte abbiamo accolto i turisti nella Casa comunale per spiegare quelle che sono le nostre bellezze. Ma credo che sia fondamentale farlo”.

Alle scorse Regionali era in lista col Megafono. Attualmente lei gode del primato di essere l’unico sindaco crocettiano dell’area etnea. Si riconosce in questa dicitura?

“Sfuggo sempre alle etichettature. Ho fatto il sindaco autonomamente e trasversalmente. Amo, sicuramente, la legalità e la trasparenza. E per me Crocetta rappresenta questo. Ovviamente, non credo assolutamente a nulla di tutto ciò che sta uscendo sui giornali in questi giorni”.

In questa campagna elettorale, lei sosterrà Antonio Rizzo. Perché la sua coalizione non è rimasta compatta su di un solo nome?

“Come sempre ci sono i personalismi. Poi c’è il gruppo. E il gruppo ha deciso il nome di Rizzo. Siamo tutti con lui, tranne la nostra amica Marisa Mazzaglia. Ognuno si prenderà la responsabilità delle proprie scelte. Credo però sia necessario dare continuità a questi dieci anni di lavoro”.

Borzì, che farà da grande?

“Non sono candidato a nulla. Esco dalla vita politica comunale. Non voglio essere ingombrante, non voglio consulenze o altro”.

Sarà lei il prossimo presidente del Parco dell’Etna?

“Il nome del prossimo presidente sarà scelto dal presidente della Regione. Non sta a me decidere. Per il futuro ritengo che il presidente non debba essere uno dei venti sindaci di riferimento. Perché ogni sua azione verrebbe letta come un favore alla sua comunità di appartenenza. Per questo, se venisse eletta, la Mazzaglia dovrebbe rimettere il mandato”.

Spesso passa l’idea come se l’Ente Parco sia una protesi del Comune di Nicolosi. Le risulta?

“Sì, ho avvertito anch’io questa preoccupazione. Ma di fatto non è così. Gli investimenti sono su tutti i comuni”.

C’è stata polemica sulle riprese Rai del Giro d’Italia, che hanno omesso il passaggio dal centro di Nicolosi. Se l’è presa anche lei?

“Sì, mi è dispiaciuto tantissimo che la Rai abbia mandato la pubblicità durante il passaggio nel paese. Avevamo voluto tantissimo che il Giro tornasse da noi. Volevamo che l’Etna si consolidasse tra le cime della corsa. E crediamo di esserci riusciti. Ma è importante che la corsa rosa torni quanto prima da noi, per consolidare questa posizione”.

Davvero non ha altri rimpianti legati a questi anni?

“Oltre a non aver potuto chiudere la questione Etna? Non altri, mi creda”.

 

 

 


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