Ex sportelli multifunzionali:| "Nostra situazione drammatica" - Live Sicilia

Ex sportelli multifunzionali:| “Nostra situazione drammatica”

Riportiamo una lettera di ex lavoratori degli sportelli multifunzionali indirizzata al governatore Rosario Crocetta: "La nostra situazione era già drammatica l’anno scorso, eravamo senza prospettive future e soffrivamo insieme alle nostre famiglie le ristrettezze economiche che ci venivano imposte dalle mancate retribuzioni, ristrettezze che ancora subiamo".

lettera a crocetta
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Egregio Presidente Rosario Crocetta

Abbiamo chiesto da tempo d’incontrarLa, siamo sempre noi, ex sportelli multifunzionali, oggetto di una vertenza ancora irrisolta. Magari qualcuno le riferisce che è tutto a posto, ma così non è.

Lei ha voluto una legge che avrebbe dovuto risolvere i nostri problemi, ma che è servita a poco. Hanno partorito un bando che di fatto cancella tutti i nostri diritti sudati e conquistati nel tempo. Sacrifici chiesti solo ai poveri cristi, per rimediare a un danno causato da ingordi che ovviamente oggi non rinunciano a nulla, continuando ad ingrassare il loro putrido ventre.

Sono trascorsi tre mesi e siamo senza lavoro e senza supporto al reddito, tre mesi di interminabili incontri, tavoli, chiacchiere dove i protagonisti, come nel gioco dell’oca, hanno fatto un passo avanti e due indietro e noi, come in un balletto, a sopportare la frustrazione continua dettata da false illusioni, in un continuo susseguirsi di speranze puntualmente tradite da chi si fa sordo e muto, in un continuo gioco al massacro, dove nessuno sente il grido di dolore, adoperando con maestria l’arte del perder tempo, “Addimura”, ma il nostro tempo è abbondantemente scaduto.

I Vertici del C.I.A.P.I., noncuranti delle richieste dei lavoratori, delle sigle sindacali e finanche delle indicazioni dell’Amministrazione Regionale, va per la propria strada e questo ci fa pensare ad un disegno politico preciso dove ognuno recita la parte di un copione scarsamente confezionato, altrimenti si sarebbero presi provvedimenti drastici verso chi si fa beffe e gioca sul pane dei nostri figli.

Presidente, così operando, si butta l’acqua sporca con tutto il bambino e se questo bambino morirà, con lui moriranno le famiglie, senza contare il danno economico nel tessuto sociale.

Aspettavamo un suo segnale, un suo atto d’imperio che non è avvenuto. Mi duole ammetterlo ma in questa vicenda ognuno ha recitato una parte degna delle migliori farse napoletane.

Noi avevamo compreso il suo agire ed eravamo con Lei. Adesso abbiamo compreso che il prezzo più alto della sua rivoluzione la stiamo pagando noi. La “macelleria sociale”, locuzione da Lei coniata come una peste da evitare, si è letteralmente abbattuta su di noi con una violenza inaudita.

Avete lasciato migliaia di lavoratori in mezzo alla strada senza neppure onorare le spettanze che avrebbero consentito di far respirare, in un momento tragico, le nostre famiglie.

La nostra situazione era già drammatica l’anno scorso, eravamo senza prospettive future e soffrivamo insieme alle nostre famiglie le ristrettezze economiche che ci venivano imposte dalle mancate retribuzioni, ristrettezze che ancora subiamo.

Giorno dopo giorno ci siamo recati al lavoro affrontando costi e togliendo dal già misero bilancio familiare persino le spese per recarci nel posto di lavoro, con dignità, con il sorriso stampato in viso e spesso nell’ascoltare tragedie umane, abbiamo cercato di consolare, capire, dare una parola di conforto con la morte nel cuore e con la consapevolezza di essere in condizioni peggiori di chi cercava in noi una speranza.

Si sono fatti tanti proclami, c’è stato detto in lungo e in largo di stare tranquilli, adesso scopriamo tutto un altro film. Hanno snocciolato numeri, risultati, riservandoci un laconico e marginale grazie, come se il merito del lavoro svolto a “mani nude” fosse di qualcun altro.

Peggio della carne da macello! Sarebbe stato più dignitoso non nominarci affatto. In questi mesi di disperazione ci siamo spesi umanamente nei confronti dei colleghi psicologicamente più fragili per paura che potessero commettere atti irrimediabili, abbiamo cercato di sollevare l’animo di chi pensa di trovare la soluzione solo in un gesto estremo (abbiamo subito troppi lutti), confortandoli con parole di speranza e distribuendo ottimismo ed entusiasmo a piene mani, confortati da chi stava “incessantemente lavorando per noi” e diceva con convinzione che avremmo lavorato “con soluzione di continuità”. Ne subiamo adesso anche il sarcasmo, come si suol dire: “il danno e la beffa.

Questo è il ben servito per noi che abbiamo creduto fino all’ultimo nella nostra professionalità, un bando tappa buchi che ci farà lavorare per un mese e forse alcuni fino a sei mesi.

È questa la soluzione pensata per noi?

Noi non siamo nemmeno una categoria, noi siamo merce preziosa che tutti vogliono, per i loro miserabili scopi, e che nessuno si prende.

La media del nostro servizio è di circa 30 anni, nel quale periodo ci siamo sempre evoluti e aggiornati, molti di noi sono stati riqualificati con fondi regionali e successivamente utilizzati presso i Centri per l’impiego per ottemperare alle leggi nazionali e regionali in materia di Politiche Attive del Lavoro. Con detti Centri si è instaurata una reciproca e fattiva collaborazione, innalzando la qualità dei servizi.

La nostra odissea è iniziata nel 2010 con il governo Lombardo e il benestare delle sigle sindacali più rappresentative. La nostra fuoriuscita dal bilancio regionale ha massacrato le nostre vite e decretato la nostra fine, scelta politica che ha liberato le risorse, ma non per una politica di rigore e di risparmio, ma per assegnarle ad “altro” e creare un bacino di elettorato fresco.

Un Onorevole esponente di sinistra (la stessa sinistra che si fregia di avere l’esclusiva della cultura e del benessere sociale) si è permesso di dirci che da parte nostra non avevano più voti, ragione per la quale si disinteressa di noi.

Ci dica Presidente, questo è un politico degno di tale nome? La politica è tutt’altra cosa, è servizio e abnegazione, è operare scelte che vadano a vantaggio della più ampia platea di cittadini, ma certamente non dobbiamo spiegarlo a Lei cosa vuol dire politica.

E’ stata operata una campagna mediatica contro di noi, un giorno si e l’altro pure, ci viene rinfacciato di non aver fatto un concorso e di essere stati cooptati, è vero, ma il sistema era questo e su questo lavoro abbiamo costruito le nostre famiglie e il nostro progetto di vita. Non è concepibile cancellare un’intera categoria di lavoratori per far espiare loro chissà quali colpe!

Che la politica se ne faccia carico e risolva questo spinoso problema.

Ci ridia la serenità perduta che potremo ritrovare solo:

-Quando lavoreremo senza doverci inventare il “come” e il “dove” e senza dover usare i nostri mezzi.

-Quando, dopo un mese di lavoro, nel quale avremo messo professionalità e impegno, verremo regolarmente retribuiti.

-Quando non dovremo più urlare in piazza per ottenere quello che ci spetta di diritto.

-Quando non dovremo più vergognarci di guardare i nostri figli negli occhi.

-Quando non vedremo più mariti o mogli abbattuti,

-Quando non dovremo più umiliarci per chiedere aiuto.

-Quando non dovremo più fare i salti mortali per onorare i nostri impegni.

-Quando non dovremo più cercare nelle tasche delle giacche con la speranza di trovare qualche spicciolo.

Ormai la corda si è rotta Presidente e non ci interessa più un bando “tappa buchi” che neppure li tappa, adesso le chiediamo di prendersi carico delle nostre problematiche e di farci rientrare nel bilancio regionale.

Non costiamo molto per la Regione (all’incirca 50 euro dei nostri bilanci familiari) e in cambio offriamo un servizio eccellente.

Ormai la situazione si è avvitata su se stessa e solo lei può scioglierla, Presidente faccia ciò che va fatto, ci dimostri che lei è fuori da giochi machiavellici e tiri fuori dal pantano migliaia di famiglie che sono allo stremo delle loro forze.

Ridia la serenità e il sorriso ai nostri figli.

Grazie dell’attenzione.

Adriana Vitale

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    Chi ha scritto quest’accorata lettera dai toni e dai contenuti in gran parte condivisibili non ha ancora compreso bene che Crocetta, sin dall’inizio del suo mandato, ha deciso di colpire i suoi avversari politici distruggendo una delle loro storiche fonti di finanziamento e di consenso elettorale senza minimamente preoccuparsi degli effetti sulle persone che in quel sistema si sono sempre limitate a fare il loro lavoro per avere una legittima retribuzione (quasi tutti i semplici dipendenti degli Enti di formazione), anzi, Crocetta, non ha mai voluto nemmeno dedicare attenzione e impegno amministrativo per creare alternative di reddito, ammortizzatori sociali duraturi, prepensionamento (su quest’ultimo aspetto della vicenda, nel Piano Giovani, Ludovico Albert, accogliendo le richieste di alcuni sindacati – la UIL non firmò nessun accordo e cercò di far apparire gli altri come venduti! – mise una posta di 45 milioni di euro per l’accompagnamento alla pensione ma a oggi nessuno ne ha potuto beneficiare perché la Corsello e la Scilabra non hanno fatto nulla di utile per questo). Probabilmente Crocetta avrà pensato che siccome i dipendenti della formazione professionale votavano per lui in parte minima, se si fossero trovati senza lavoro, si sarebbero rivoltati contro i loro vecchi “amici” politici (cioè prevalentemente avversari di Crocetta), quindi per lui vale la regola del “tanto peggio, tanto meglio”. E per fare tutto ciò, Crocetta ha avuto l’abilità di favorire la diffusione dell’illusione tra i dipendenti degli Enti che era utile a loro denunciare ogni malefatta aiutandolo a demolire gli Enti in modo che poi lui avrebbe ricostruito il sistema della formazione professionale assumendo tutti in un Ente della Regione o alla Regione.
    Chi ha scritto questa lettera mostra di non aver ancora capito che Crocetta è l’autore consapevole della più grossa operazione di macelleria sociale mai accaduta in Sicilia. E ancora perdete tempo senza fare le vostre lotte nelle piazze e davanti alla sede della Regione! Auguri a tutti voi

    Notizie di Faustino Giacchetto?

    Questi signori si lamentano, ma non hanno capito che non servono a nessuno, perchè quello che dicevano che facevano, lo possiamo fare tranquillamente noi dipendenti con professionalità da oltre 35 anni di esperienza di ex collocamento, anzi la dirigente generale dovrebbe aprire gli occhi.

    @ gino condivido in pieno l’analisi e la conclusione da Lei fatta. Lavoratori in maniera coesa e civile ribellatevi-

    La vostra odissea è la stessa che hanno patito (e che alcuni continuano a patire) gli ex pip, frutto di giochi politici, interviste e promesse a tempo.
    Quando nel 2012, in un sol colpo, si decretò che gli ex pip dovevano passare da lavoratori a disoccupati, qualche operatore degli sportelli multifunzionali aveva già espresso qualche timore che ciò poteva accadere anche a loro.
    Solo chi, ogni giorno, deve affrontare tale realtà può realmente comprendere come ci si senta dentro. Una sensazione di impotenza che ti distrugge dentro, nel non potere fare nulla per la propria famiglia vedendo i politici che parlano e parlano con il loro puntuale stipendio SEMPRE garantito. Che non sia mai!

    Ma che lettera commovente! Quasi strappalacrime….
    Cominciamo col dire che “macelleria sociale” è il termine utilizzato per evitare qualsiasi taglio.
    Siamo la regione che spende di più e che ha i servizi peggiori e voi avete il coraggio di dire non costate troppo alla regione? Allora neanche gli ex Fiat di termini costerebbero troppo, gli ex migliore, gli ex despar, in Sicilia costa tutto poco….assumiamo tutti alla regione….tutti a spese di chi paga le tasse sul serio…alleluia!
    Carino il termine “cooptati”, effettivamente “raccomandati” suona male, vero? Con i nostri soldi si può fare questo e altro. Politiche attive sul lavoro in una regione dove il lavoro si trova principalmente per raccomandazione? Cosa consigliava te? Di fare come voi?
    Capisco che avendo 30 di servizio, chi vi ha “agevolato” non conta più niente, adesso dovete cavarvela da soli. Mi dispiace ma questo sistema parassitario, fatto di clientele, non può durare in eterno, prima o poi doveva esplodere………ma questo lo sapevate già.

    dipendente virtuoso, ti ritieni a posto e tranquillo, pertanto di tutti quelli che non servono facciamo una grande macelleria sociale. Una regola però mettiamola.Facciamoci giudicare e valutare da altri, anche se , sinceramente non sò da chi. Grande altruista immagino senza figli.

    @Gino , interessante la tua idea della distruzione del consenso politico degli avversari .

    Hai fatto una sintesi perfetta della situazione. Aggiungo che, dato il personaggio, la lettura di questa sorta di preghiera lo appagherà nel suo senso di onnipotenza e lo farà contento perchè è cattivo. Ma se pur volesse essere di aiuto, la sua ignoranza e la sua incapacità rendono inutile qualsiasi tipo di appello. Solo un’azione legale che metta a rischio i lauti guadagni suoi e di tutta la sua combriccola forse potrebbe avere un risultato. Il timore di perdere i soldini che da due anni mettono da parte!

    Bravo! Sei veramente una persona per bene. Spero solo che ti succeda quello che sta succedendo a noi. Solo questo! Niente di più. Credimi. Lo auguro con tutto il cuore a te, alla dirigente e al carissimo crocetta

    Scusate ma se uno ha una scuola paritaria o un officina che ripara mezzi della regione e la scuola o l’officina fallisce o chiude i dipendente diventano pure impiegti regionali? Ma la finiamo di pensare che tutti devono diventare impiegati regionali ?

    Ho molti dubbi sul fatto che lei sia un dipendente del cpi, non avrebbe mai fatto un’affermazione del genere, al contrario so per certo che in molti cpi hanno dato un contributo fattivo e questo lo sa benissimo anche la Dirigente Generale, che non è la sua…..

    Questo dipendente del CPI dimentica che gli “Sportellisti “hanno lavorato per tanti anni in convenzione con la Regione per fornire servizi utili alla collettività. Fino a prova contraria siamo stati noi degli Sportelli ad incontrare file e file di inoccupati e disoccupati ai quali fornire quelle poche e purtroppo scarse informazioni su di un Mercato del lavoro che, in Sicilia, non esiste ormai da diversi anni. Lo abbiamo fatto con cortesia ed in modo empatico cercando affannosamente e, molte volte, con serie difficoltà di scovare suggerimenti ed informazioni utili per le persone che venivano da noi. Veda, egregio lavoratore”pubblico” del CPI, le soluzioni per la creazione dei posti di lavoro e per il rilancio dell’Economia vanno trovate dalla politica e dai politici moralmente responsabili(razza ormai estinta)… Pertanto se noi siamo inutili, voi da pubblici dipendenti siete falliti e più inutili di noi!!!

    …infatti dell’efficienza dei cpi e della professionalità dei dipendenti se ne avuta ampia dimostrazione in questi giorni. ..ma ci faccia il piacere…e a proposito di utilità ci faccia sapere quante a quante persone avete trovato lavoro. …il suo commento è INDECENTE!

    E invece la situazione dei dipendenti degli enti definanziati ancol aram e lumen non è drammatica? Non lavoriamo ne percepiamo sostegno al reddito da un anno.e il progetto proneteo ancora non e iniziato mentre voi avete già concluso lo spartacus che inizialmente era destinato a noi…ma aime noi non interessiamo a nessuno.adesso vedrete che sarete sistemati e anche alla svelta.

    e allora perchè non lo fate????? xchè c’è sto caos ai cpi????? siete voi che non avete capito che abbiamo competenze diverse e se lavorassimo in collaborazione le cose andrebbero meglio

    Questo è uno dei tanti settori costruito o ingrossato soprattutto per motivi di consenso elettorale di tipo clientelare. Stranamente però gli altri settori o aziende non si toccano e quando, in qualche raro caso Crocetta ci prova (come con i forestali) fa subito retromarcia. I. Tempi di crisi come questo occorre ridurre le spese ma questo risultato si può perseguire riformando e riorganizzando le attività in modo da migliorare i servizi resi ed utilizzando strumenti idonei a dare sostegno ai lavoratori in ” esubero” ( brutta parola che però rende il concetto). Con gli sportelli e la Formazione Professionale, Crocetta non ha voluto fare né l’uno né l’altro e non credo dipenda dall’ignoranza e dall’incompetenza sua e dei suoi collaboratori ( che pure c’è ed è evidente in altre vicende) ma da precisa scelta politica finalizzata a danneggiare i suoi avversari senza scrupolo alcuno per le persone coinvolte ingiustamente (i semplici dipendenti, quelli che non rubavano e non avrebbero in ogni caso potuto rubare)

    Commovente … potevate pensarci prima o credevate che la pacchia durasse per sempre?
    Andate a lavorare.

    Quanto da lei scritto dimostra la sua pochezza umana e la sua ignoranza culturale. ..impossibile commentare. ..legga un buon libro ogni tanto tra una disoccupazione e l’altra …

    Caro Gino, grazie per gli auguri sono una collega, è da 6 mesi che lottiamo con manifestazioni….arriva un po tardi il tuo consiglio di non perdere tempo e sappiamo benissimo chi è l’autore di tutto…dovrà ripetere a noi lavoratori, guardandoci negli occhi e dire che lui “l’egregio” non vuol fare macelleria sociale!!!!!!

    chiunque tu sia , dipendente cpi mentre noi lavoravamo voi stavate a braccia conserte siete una piaga sociale inutili ed incompetenti e mai ci siamo permessi di dirlo a nessun per non mortificarvi e perchè soprattutto noi non andiamo mai contro nessun lavoratore a differenza delle serpi come voi che lavorate in luoghi dove si dovrebbe avere rispetto sia per il lavoro e sia per chi l’ha perso ed è in cerca. la specie di persone come voi dovrebbe provare cosa significa perdere il lavoro e cosa significa rispetto ed avere dignità…alla fine i miserabili la bocca per parlare a vanvera.

    vedo che tutti siete dei bravi filosofi sulla pelle degli altri…per gli ignoranti in materia rispondo:noi non vogliamo diventare dipendenti regionali c’è una legge che prima dei fondi europei ci consentiva di operare nel nostro settore, formazione professionale e politiche attive del lavoro… se i politici utilizzano tutto ciò per i loro sporchi intenti noi non abbiamo colpa…noi siamo lavoratori come te luca come gino come il dipendente cpi che non so bene che lavoro faccia in quanto i dipendenti del cpi che ho conosciuto io non la pensavano così!Se i dipendenti del cpi hanno paura delle nostre competenze e specializzazioni sarà perchè sono degli incompetenti allora mi dispiace per loro io non temo la concorrenza perchè mi aggiorno continuamente anche e soprattutto a mie spese e non della regione. capito!

    commovente! che miserabile! la tua di pacchia quando finisce io lavoro ed ho sempre lavorato tu come fai a lavorare con il tuo , e mi dispiace per te, handicap mentale ???? ho lavorato anche quando non percepivo nessuna retribuzione, ma che favola stai vivendo e cosa fumi io non fumo e nemmeno mangio, che cattiveria ragazzi! mi dissocio dal questa brutta specie o meglio sottospecie esseri umani ! o meglio bestie

    Ma cosa dovete formare, a chi? Avete formato migliaia di parrucchiere/i che sono tutti disoccupati ed alcuni dopo tanti anni di lavoro sono diventati parrucchieri, perchè quelli formati da voi nemmeno erano capci di fare uno shampo o una lozione. Invece rendetevi utili con questo piano lavoro e graranzie giovani andate a lavorare anche voi nelle aziende e rendetevi utili invece di non lavorare, infatti tanti sono stati le irregolarità nei corsi inesistenti e senza alunni. In tutti questi anni oggi con tutti questi sperperi di denaro la Sicilia dovrebbe risultare senza disoccupati. Vergognaaaaaaaaaaaa

    …..formare???????ahahahah lei neanche ha capito di cosa si sta parlando. ..ahahahah. …

    SI è VISTO CON I GIOVANI CHE HANNO ADERITO AL PIANO GIOVANI COME SIETE EFFICENTI!!! MA FINIAMOLA

    il caro e poverino dario parla per sentito dire queste affermazioni da due soldi sono dette e ripetute a memoria da chicchessia e soprattutto da chi invece di pensare al proprio lavoro parla senza avere cognizione alcuna di quel che dice senza pensare a quel che dice, ovviamentee, e soprattutto senza nemmeno aver collegato il cervello prima di aprir bocca e darle fiato. Non perderò tempo prezioso per spiegare ad un ignorante il mio lavoro perchè non potrebbe mai e poi mai capire, in quanto sa far solo 1+1 e che prima di offendere quanto menoe prima di esprimere qualsiasi tipo di commento formuli una opinione e si mette a confronto:Lei Dario che cosa sarebbe perchè non credo appartenga al genere umano più al genere bestia?

    Il caro signor dario dimentica che gli sperperi perpetrati e protratti nei secoli dai nostri beneamati politici riguardano tutti i settori e soprattutto il loro onorario, benefit pensioni d’oro ecc….ecc…. chi si deve vergognare sono e dovrebbere farlo sempre loro e non noi lavoratori. ti ricordo che te la stai prendendo, infierendo ed accusando ingiustamente noi vittime di questo sfacelo…!!!! ti consiglio vivamente di continuare a navigare nella tua ignoranza emerito demente! contro la demenza non ci sono rimedi anzi andrà sempre peggiorando fidati.

    Gentile signora Vitale, sono sensibile agli argomenti da Lei esposti, ma debbo dirle dai commenti e dagli interventi dei suoi colleghi, non mi pare che siate messi bene sul versante del riconoscimento dei diritti sindacali e sulle forme di lotta che in questi anni, prima di essere catapultati nello stagno, avresti dovuto sapere mettere in campo. La lettera ha un tono dimesso, un appello disperato al Vostro Salvatore.
    A quanto vedo la partecipazione agli scioperi e i picchetti duri non sono il vostro punto di forza. Ne le manifestazioni extreme di singoli lavoratori, le lunghe giornate passate da vostri colleghi in catene, sotto Palazzo d’Orleans o le azioni dimostrative forti che si sono svolte lungo i cavalcavia di Viale Regione, possano rappresentare una forma di lotta che porta le parti (mi pare vi resti solo la Regione!) a sottoscrivere e concludere un accordo. Poiché di soldi ormai la Regione ne ha sempre meno – sono stati impiegati per anni fondi indisponibili, distraendoli dalle finalità per cui venivano assegnati alla Sicilia (Fondi Comunitari ad obiettivo, da raggiungere) – le sofferenze e i patemi d’animo investono e travolgono lavoratori e famiglie che vivono questa grande condizione di disagio.
    Gentile signora, le sofferenze vissute e trasmesse dalla vostra particolare condizione di singoli, a tratti di una moltitudine di persone, non va confusa con la coscienza critica e la lotta cosciente (quando il sindacato era cosa seria si diceva così!) che, seppure nel tempo, porta sempre un risultato concreto. Le vostre conquiste, compreso il posto di lavoro, non sono passate dal sacrificio, da un esame, da un concorso (viene difficile, per me che ho vissuto i miei primi cinquanta nel secolo scorso, ricordare l’ultimo, in ordine di tempo espletato dalla Regione!), ma dalla particolare condizione che l’ha generato e che i nostri commentatori, che vivono su Marte, amano sbattervelo in faccia.
    I lavoratori della formazione (questa è la matrice..) in questi anni hanno fatto la scelta (sbagliata!) di non avere conflitti con l’Ente di appartenenza. Tale tendenza era maggiormente diffusa negli enti di emanazione sindacale, confessionali e religiosi e nelle quattro/cinque concentrazioni di stretta osservanza governativa che fino a qualche anno fa, avevano un carico di 5/6 mila dipendenti. Lavoratori ed Enti si ritenevano (alcuni lavoratori ancora oggi, dopo tanto vissuto e dopo tali sofferenze, mantengono questa visione subalterna, di clientes!) collegati e garantiti a filo doppio, per cui non c’erano i motivi perché si potessero ingenerare conflitti sindacali.
    Diritti e dignità del lavoro son stati da sempre il punto debole delle relazioni (sindacali!) interne agli Enti. La gestione in mano ad un nucleo di comando, sindacale e politico, una sorta di “caciccato”, oggi, indebolito dall’astinenza finanziaria, ma che ancora regge.
    I lavoratori degli (ex)Sportelli, in gran parte provenienti dagli enti, si trovano oggi in una condizione di maggiore disaggio è chiedono rassicurazioni al Presidente Crocetta. Rassicurazioni che non arrivano, perché il Presidente ha incombenze maggiori e l’urgenza di una manovra finanziaria (la terza in un anno) in Aula per essere votata.
    Gentile signora, finora avete visto un Presidente sorvolare sulle macerie della formazione professionale. Vorremo conoscere inseme a Voi un’altro Crocetta, un Presidente impegnato a ricercare le soluzioni, autorevole e propositivo. Un buon padre di famiglia vicino a chi ha bisogno.

    Parla degli stessi politici che vi hanno raccomandati? Ops scusi volevo dire che vi hanno cooptato? È vero i politici sono la rovina di quest’isola ma voi non siete vittime! I politici hanno mangiato e fatto mangiare pure voi. La prossima volta invece di cercarvi la raccomandazione cercatevi un vero lavoro.

    Tutta questa partecipazione al dibattito denota che l’argomento ferisce sia chi partecipava supinamente e con coscenza alla distruzione delle finanze regionali,sia quanti non avendo partecipato,si scagliano contro il sistema che imperava da decenni.
    Il Presidente Crocetta ha fatto scoppiare il sistema?.
    Credo che questa analisi sia riduttiva e non tiene conto che il sistema economico Regionale è al collasso e che salterà tutto l’assistenzialismo prodotta da pratiche clientelari e illegali.
    Crocetta , a prescindere dal giudizio politico,secondo Voi cosa avrebbe dovuto fare,
    continuare a pagare duecentomila dipendenti ( ventimila di ruolo,centoottantamila non di ruolo o precari).
    Nel Mio Comune lavorano 260 dipendenti di ruolo e trecento precari.
    Puo’ reggere ancora questo sistema o saremo tutti quanti chiamati a pagarne le conseguenze fiscali.
    Puo’ ancora reggere economicamente l’ente regione, quando il costo di ogni singolo dipendente e di centomila euro e negli altri Enti non si arriva a trentamila.
    Ritengo giusto applicare la cassa integrazione anche nel pubblico e l’accompagnamento alla pensione,PER QUANTI hanno i requisiti come nei privati per gli altri ,chi vi scrive é un genitore che ha due figli laureati che lavorono con ditte private nel nord italia,considerato che in Sicilia per i prossimi trentanni non vi saranno concorsi pubblici.

    @Torres. Ci sono molti modi di intervenire per superare le scelte clientelari e sbagliate del passato. Crocetta ha scelto i modi peggiori: interviene in modo brutale soprattutto nei settori individuati come funzionali ai suoi avversari (vedi formazione professionale e sportelli multifunzionali), mentre su altre situazioni a lui favorevoli o che diventano utili al suo consenso (vedi Cerisdi che, quando era gestito da persona non nominata da lui, era una struttura inutile a cui bisognava tagliare tutto il finanziamento, una volta messo il “suo” uomo a gestire, sono spuntati 400 mila euro di finanziamento). E poi, la scelta di screditare tutti i suoi possibili interlocutori, quando si mostrano in disaccordo con le sue scelte, gli impedisce di cogliere le idee, migliori delle sue, in molti campi.

    Una lettera commovente, immagino che con tante competenze accumulate ed i tanti successi ottenuti nel trovare lavoro agli utenti degli sportelli non avrete nessuna difficoltà ad ottenere un nuovo lavoro per voi in poco tempo, benvenuti nel mondo vero.

    Hanno il coraggio di parlare questi regionali che bivaccano presso gli uffici e si sentono capaci.
    Sono stati tutti miracolati da varie leggi 285, corsisti e coperative e adesso si atteggiano per come pagati da funzionari.

    VERGOGNA

    La signora Adriana Vitale ha scritto una nota con il cuore meritevole di attenzione perchè disoccupata e priva di reddito certo.
    Si è chiesto quanta gente vive a San Giovanni Platani senza reddito?

    I 65 CPI dell’isola vanno chiusi.

    Occorre creare strutture seriamente informatizzate per trasmettere tutto online.

    Tutti questi funzionari dei CPI cosa fanno, verificare il loro lavoro.

    Me lo sono chiesto anch’io. Questi cooptati si vantano di essere super qualificati, di avere una professionalità straordinaria, di essere fondamentali per il genere umano ecc….
    Adesso provate a utilizzare la favola delle “politiche attive sul lavoro” su voi stessi, possibilmente senza raccomandazione, così vi renderete conto dell’inutilità della vostra “professione”.
    Buon lavoro.

    Dopo la grande riforma italiana, dovendo chiudere gli Uffici di collocamento perché improduttivi ed inutili, li hanno trasformati in Centri per l’Impiego.
    .
    Con le stesse persone altrettanto improduttive ed inutili. Ma loro sono dei privilegiati regionali !!!

    Oggi sono qua a impietosire ma sono loro stessi gli artefici della loro perdita di LAVORO.
    Hanno lasciato gli Enti di appartenenza per andare a fare i dipendenti pubblici .. ma senza avere un piano B .

    Ora gente che supergiù è appena in grado di abbozzare dei CV cosa vuole ?

    … Che stiano là …. perchè dovrebbero avere lo status pubblico ?

    Ci vuole coraggio, in una regione in cui tutto è clientelismo e corruzione, a definire gli altri “raccomandati” e a considerarli inutili e incompetenti.
    Credo sia inutile portare avanti una discussione tanto sterile, ma a chi spara contro la categoria vorrei ricordare solo di riflettere sul NULLA prodotto in decenni dai CPI (ex SCICA, ex Uffici di collocamento), sul fatto che praticamente non esistono vincitori di concorso tra i dipendenti regionali, sugli stipendi spropositati che percepiscono e sui livelli funzionali di cui sono stati gratificati, nonché sul loro numero spropositato e sulla loro proverbiale efficienza.
    Se deve sparire il “carrozzone” della formazione, deve sparire l’intera regione siciliana!

    Esperienza scioccante presso un centro per l’impiego della provincia di Ragusa,intanto l’unica lingua ufficiale è il dialetto,difficoltà nelle relazione e nei comportamenti!Persone sciatte ,galline starnazzanti e anche con poca cura per se stesse!Ovviamente è quello che ho visto in quell’ufficio!Eppure quelle signore percepiscono puntualmente stipendi e tredicesime! Sono un’utente dei CPI….

    presidente e’ il momento fi dimostrare da che parte sta.
    Noi operatori sicuramente non abbiamo commesso niente di illegale anzi.
    Ponga fine a questa sofferenza siamo stati derubati dei nostri diritti e questa e’ la lotta contro l’illegalita’?
    La legge e’ stata disattesa sotto gli occhi di tutti.

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