Medicina, si dimettono in 63| Protesta contro la chiusura di Oncologia - Live Sicilia

Medicina, si dimettono in 63| Protesta contro la chiusura di Oncologia

63 docenti della facoltà di medicina di Palermo, compreso il preside, si dimettono per protestare contro la sospensione temporanea del reparto di oncologia del Policlinico di Palermo.
PALERMO. IL CASO DEL POLICLINICO
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Dimissioni di 63 docenti della facoltà di medicina, compreso il preside, per protestare contro la sospensione temporanea del reparto di oncologia del Policlinico di Palermo. Una decisione giunta dopo alcuni giorni dallo stop all’attivita dell’unità operativa per la cura dei tumori decisa dal Ministro della Salute Renato Balduzzi e dall’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Massimo Russo.

Una scelta assunta “per gli elevati e permanenti livelli di rischio per pazienti e operatori e per la mancanza delle garanzie circa le necessarie condizioni di qualità e di sicurezza”. Sono appunto questi i risultati dell’ispezione congiunta del Ministero della Salute e della Regione Siciliana effettuata nel reparto in seguito al decesso, nel dicembre scorso, di una paziente per un errore nella chemioterapia. La protesta dei docenti è sostenuta anche dal rettore, Roberto Lagalla, come riportano alcuni quotidiani: “Svariate centinaia di pazienti – sostiene – e numeroso personale non possono essere sbrigativamente delocalizzati. La sospensione delle attività va modulata e vanno ripristinate le pratiche assistenziali”.

I dirigenti del Policlinico sostengono inoltre che “il provvedimento di chiusura del reparto non si può tradurre – dice il preside della facoltà – in incontrollato svantaggio per i pazienti che protestano attraverso i loro pazienti”.


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Commenti

    Vergogna hanno anche il coraggio di protestare.
    Hanno sulla coscienza la MORTE DI UNA RAGAZZA di 30 anni per un errore balordo dovuto alla loro negligenza.
    che se ne vadano tutti a casa per evitare di non far morire altra gente.

    In sintesi: gli ispettori ispezionano, rilevano un quantità impressionante di nefandezze, si chiude il reparto e i responsabili degli errori anzicché andare a imparare come gestire una struttura sanitaria si dimettono? sostenuti dai sodali e solidali colleghi ordinari?

    Che poi si tratterà delle solite minacce di dimissioni, perchè a quel che mi risulta se ti dimetti perdi anche lo stipendio, ergo loro da cosa esattamente si dimetteranno?

    …e se queste dimissioni si accettassero
    e una buona volta i professori del Policlinico si rendessero conto che fare i medici significa,
    prima di tutto, avere il rispetto del paziente e la tutela della Sua salute…
    I magistrati faranno luce
    su questa morte
    e manderanno a casa tutti quelli che non la hanno impedito.
    Ricordo che un bimbo ha perso la propria mamma e non la conoscerà mai,
    le sue lacrime e il suo dolore, anche fra vent’anni, meritano una risposta e delle scuse.
    Tra quelli che, falsamente, si sono dimessi, ci sono pure quelli che, spregiudicatamente, hanno corretto le cartelle cliniche per proteggere la loro “casta”.

    meno male che si sono dimessi!! Così non ci sarà un’altro caso come quello della povera Valeria Lembo!

    Più di tutti si dovrebbe vergognare Lagalla che con la sua tipica viscidità istituzionale interviene sempre a sproposito e perche’ lo stesso La Galla non ricorre contro il suo ” maestro” Cardinale che e’ attuale uomo di governo ed affianca Balduzzi?
    Meno male che il vento in Italia sta cambiando e si potrebbe verificare un giorno che tutti i faccendieri che stanno distruggendo l’intera Nazione possano andare nelle galere anziché servirsi dei benefit che discendono dai loro ruoli per seguire l’Angelino di turno a lampeggiante acceso alle spalle di studenti e cittadini senza speranza.
    Vergogna.

    L’avessero chiuso quando è scoppiato il caso tanto di cappello… Ma ad una settimana dalle elezioni.. Qualche dubbio lo lascia.. Strumentalizzare questi eventi è realmente spiacevole

    Corporativismo sfacciato!!! Andate a vedere gli ospedali europei, andate a vedere come si gestiscono i reparti di cura!
    Avete pure la faccia tosta di protestare, vi nascondete dietro i bisogni dei pazienti… Ma negli ospedali di Palermo ormai i diritti del paziente sono diventati merce rara.
    VERGOGNATEVI

    Dimissioni? Ma vadano a prendere in giro altra gente.Al momento della consegna delle loro dimisdioni avevano gia’ in tasca una lettera che non le accettava. Queste pagliacciate misurano la valenza di questi scienziati del policlinico.

    Povera vecchia università (con la u minuscola). Vorrei che i nomi dei 63 finti dimissionari fossero ricordati per altri 20 anni, quando tutto questo finalmente ci apparirà per ciò che è: un atto grottesco, piccino, meschino ed immorale, figlio del più becero corporativismo. Affinchè a nessuno possa venire in mente di intestare a qualcuno di questi professoroni (che nel frattempo… si saranno tolti dalla circolazione)un premio, un’aula o un Istituto.
    E’ questo l’insegnamento che viene dai nostri atenei? E il Magnifico che è stato anche assessore che fa? Si accoda e asseconda….perchè loro usano fare così.
    Nessuna vergogna, nessun dubbio. La loro immane arroganza impedisce loro di capire, di sentire un minimo senso di comune responsabilità per l’assurda tragedia che ha colpito la povera Valeria Lembo e per la totale assenza (dovunque!!!) di quei minimi livelli di qualità l’avrebbero evitata.
    Una vergogna infinita…….

    mi chiedo perchè non si siano dimessi quando hanno causato la morte di una povera ragazza di 34 anni.

    @ “da un dubbio”:la chiusura è stata disposta dal Ministro della Salute a cui non gliene può fregare di meno delle elezioni comunali di palermo.

    Vergogna! Magari venissero accettate queste dimissioni! Il preside ieri e’ arrivato a dichiarare che andare a fare la chemioterapia in una struttura piu’ sicura farebbe deprimere le difese immunitarie dei pazienti. Ormai l’universita’ riesce solo a raccontare le barzellette!

    Il Preside racconta barzellette, il Rettore asseconda….. persino i vertici dell’università non riescono ad assolvere al dovere istituzionale di un rispettoso silenzio di fronte al tracollo morale di una casta ormai davvero alla frutta.

    Hanno ridotto il Policlinico ad un covo di figli di Baroni incapaci che giochicchiano con la salute dei pazienti.

    Non ci credo. In Italia non si è mai dimesso nessuno! Meno che mai dipendenti statali o regionali. Se fosse vero – ma, ripeto, non ci credo – basterebbe fare un bel concorso pubblico per sostituirli tutti e 63. La collettività ci guadagnerebbe.

    non so a chi compete accettare le dimissioni. Forse al rettore. Mi auguro vivamente che lo faccia…. quantomeno per la nostra salute!

    Avreste dovuto pubblicare i nomi di tutti i 63 docenti che dicono (dicono…) di volersi dimettere così, nella malauguratissima ipotesi di finire in ospedale e di trovarsi di fronte ad uno dei finto-dimissionari si potrebbe scegliere di darsela a gambe con la flebo ancora attaccata per cercare rifugio in un altro nosocomio della città o addirittura di emigrare presso strutture di altre regioni italiane o europee. Pubblicate i nomi, vi prego!

    Chi ha ucciso pagherà e ci penserà la magistratura!
    Ma come fate a parlare di tutti i medici dell’oncologia medica del Policlinico se non li conoscete? Spero per voi che non ne abbiate mai di bisogno. Io li conosco da familiare di pazienti oncologici e da collega e sono medici preparati e umani.
    Un singolo gruppetto non e’ tutta l’oncologia del Policlinico e un nuovo primario non può fare miracoli in due mesi….
    In merito ai 63 medici del Policlinico, le loro dimissioni sono forse state un modo di combattere un duello mediatico tra chiusura del reparto e morte di una paziente. Tante volte ci sono stati errori sanitari di un singolo o due ma non si e’ chiuso un reparto.
    Ma di una cosa vi do ragione da vendere una giovane donna e’ morta e il dispiacere e la rabbia e’ forte! Chi ha figli piccoli conosce l’angoscia che si prova a lasciarli, figuriamoci se qualcuno ti impedisce di vederli per sempre.
    Le scuse per questa famiglia distrutta non bastano… e spero solo che il marito e i genitori trasmettono a quella creatura tutto l’amore per la vita che la madre ci ha trasmesso con il suo sorriso nella foto pubblicata.
    Un caro abbraccio a questa famiglia da una mamma che ha subito in un momento della vita e in un’altra struttura il doppio della chemioterapia ma che per fortuna e’ stata salvata dalla stessa infermiera che aveva sbagliato perché se n’è accorta in tempo!

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