Faraone: "Bene il ddl sull'acqua| Basta totem ideologici" - Live Sicilia

Faraone: “Bene il ddl sull’acqua| Basta totem ideologici”

Il sottosegretario: "La tariffa deve essere unica per tutti i siciliani, non 'tendenzialmente unica'".

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PALERMO – “Bene che in Sicilia grazie al Pd e alle forze di maggioranza finalmente si voti il ddl sull’acqua. Si è già perso molto tempo. Dico come la penso con estrema chiarezza, credo poi che debbano essere trovate soluzioni, purché non si tratti di mediazioni al ribasso. Abbattere i totem ideologici è la prima condizione per fare buone leggi”. Lo dice il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. “In tutti i paesi europei e in tutte le regioni italiane – continua – viene data la possibilità ad ogni amministratore di decidere liberamente come gestirla. Continuo ad essere ‘tendenzialmente contrario’ al socialismo reale. Uniche condizioni poste che i cittadini paghino il giusto e che il servizio sia efficiente. Se così non è che il gestore, sia pubblico o sia privato, si manda a casa a pedate”.

“La tariffa – spiega – deve essere unica per tutti i siciliani, non ‘tendenzialmente unica’. I cittadini non possono pagare di più o di meno l’acqua a seconda che abitino più o meno vicini alla fonte. La differenza, semmai, deve essere data dal reddito: le agevolazioni o le esenzioni le costruisco su quello. Continuo ad essere ‘tendenzialmente democratico’. Tariffa unica, ambito unico. Basta con il proliferare di poltrone e burocrazia. Opterei per una soluzione più coraggiosa: un solo Ambito e non 9. Un solo gestore per sub-ambito e non 390 gestori, quanti sono i comuni siciliani. I sub ambiti gestionali – aggiunge – devono essere delimitati per perseguire le economie di scala e non gli interessi particolari”.

“Con l’ambito unico – scrive il sottosegretario – è più semplice organizzare una struttura che sappia controllare davvero e non sia influenzabile dalla politica locale o dal gestore pubblico o privato che sia. Gli investimenti reali e la gestione efficiente possono essere garantiti soltanto così. Come fanno i singoli comuni a realizzare opere, se non hanno risorse? E poi, può ogni comune realizzarsi il suo depuratore? Non bastano i soldi e non serve. Mi piace ‘tendenzialmente’ programmare la realizzazione di infrastrutture e non sperperare i soldi pubblici”.

“Le delimitazioni per la realizzazione degli ‘ambiti ottimali’ – conclude – si realizzano partendo dai bacini idrografici e dai movimenti naturali dell’acqua. Curioso che invece si costruiscano i confini attraverso criteri burocratico-amministrativi”. “Lunedì in Assemblea regionale siciliana si tornerà a votare la legge sull’acqua. Confido nel Pd, nelle forze di maggioranza e nel parlamento, affinché venga approvata una buona legge. Spero prevalgano le virtù della nostra ‘autonomia’ – conclude – e non i vizi della nostra ‘specialità'”.

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Commenti

    Forse Faraone si è accorto che la legge che stanno partorendo sarà impugnata perchè è un orrore giuridico, e sarà l’ennesima occasione per farci ridere in faccia da tutti quelli che si oppongono allo statuto speciale (a ragione).

    Aggiungo sommessamente:

    l’ambito unico (che oggi si chiama sovrambito) esiste già, è perfettamente funzionante ed è grazie a questo che anche a Gela non hanno più la schifezza di acqua dissalata, ma vera acqua potabile ai rubinetti (allora l’innominabile era sindaco).

    Ma questo l’innominabile fa finta di non ricordarlo, lui (?) pensa solo alla sua poltrona.

    Fino ad oggi gli ato sono stati solo un misero fallimento, però a quanto pare vogliono salvarlo. Il sovrambito che fino ad oggi ha garantito efficienza e funzionalità vogliono abolirlo. Semplicemente qualcuno vuole giocare con l’acqua.

    L’unico che ha una idea chiara di un sistema efficiente.

    Purtroppo i suoi colleghi dell’ARS (anche di partito, anche renziani) stanno invece facendo una riforma che non ha nè capo, nè coda.

    Tutto per piegarsi alla demagogia grillina ed arginare la falla di voti. Ma tra l’originale e la copia meglio il primo, no?

    concordo, tutto ciò è folle, in nome del populismo becero e irragionevole.

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