Stabile il numero dei positivi |Scendono i ricoveri

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In un giorno 360mila controlli delle forze dell'ordine. Multate 3.700 persone. Esercenti in piazza

CORONAVIRUS
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3 min di lettura

Ieri, nella prima giornata della Fase 2, sono state controllate dalle forze dell’ordine 258.170 persone e 100.816 attività commerciali. Le persone sanzionate sono state 3.691, 98 quelle denunciate per false dichiarazioni, 11 per violazione della quarantena. Sul totale degli esercizi commerciali controllati, sono state 96 le sanzioni ai titolari e 23 i provvedimenti di chiusura. Questi i dati del Viminale. Il giorno precedente, ultimo della Fase 1, erano state controllate 221.409 persone e 77.925 attività ed esercizi commerciali: 5.325 i sanzionati.

I numeri del Covid-19 in Sicilia

Fermo a 2.202 il numero degli attuali positivi al coronavirus in Sicilia. Il dato emerge dal bollettino quotidiano diffuso dalla presidenza della Regione. Nelle ultime 24 ore sono 12 i casi in più scoperti, 9 i guariti e tre i morti. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 91.306 (+4.140 rispetto a ieri), su 82.079 persone. I guariti salgono complessivamente a 818, i morti a 247. Scendono sotto quota 400 i ricoverati per coronavirus in Sicilia. Le persone che al momento si trovano ricoverate nei nosocomi della Sicilia sono 393, dieci meno di ieri. Di questi 26 sono in terapia intensiva, uno meno di ieri. I positivi in isolamento domiciliare sono 1.809. Il totale dei casi di Covid.19 scoperti nell’isola dall’inizio dell’emergenza è di 3.267.

Un bara davanti la prefettura

Questa mattina decine di commercianti nisseni hanno protestato davanti alla Prefettura per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla crisi e le difficoltà della riapertura a Caltanissetta, tra le più povere in Italia. Una bara è stata trasportata davanti il palazzo della Prefettura in viale Regina Margherita. I commercianti incatenati, proprietari di bar, ristoranti, piccole imprese e partite iva, hanno chiesto di poter riaprire subito le proprie attività. In particolare barbieri, parrucchieri e centri estetici denunciano di subire la concorrenza da parte di chi lavora in nero casa per casa. “Il covid non ci ha uccisi ci sta uccidendo lo Stato” hanno gridato al megafono scandendo lo slogan “Lavoro!”.

La protesta dei parrucchieri

Intanto, in Sicilia iniziano le proteste di alcune delle categorie che non potranno ancora riaprire le proprie attività. È il caso ad esempio della protesta silenziosa di parrucchieri ed estetiste davanti al Municipio di Scicli per richiedere la riapertura delle loro attività. Una delegazione, in rappresentanza delle due categorie, ha voluto manifestare preoccupazione dopo due mesi di chiusura. Il sindaco Enzo Giannone ha chiarito che la riapertura delle attività non è di competenza comunale, ma si è impegnato a portare la questione sul tavolo dell’Anci Sicilia.

Federfarma: “Mancano le mascherine”

“L’inizio della ‘fase 2’, con il rientro al lavoro di milioni di cittadini, richiede ovviamente una maggiore disponibilità di mascherine. Federfarma nazionale già da tempo si è attivata rendendosi disponibile da subito a distribuire gratuitamente le mascherine della Protezione civile”. Lo dice Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo e segretario nazionale di Federfarma, che aggiunge: “Federfarma ha quindi chiesto un prezzo controllato, allo scopo di evitare le speculazioni di cui è stata vittima la farmacia italiana e che si sono abbattute sui cittadini. E ha infine chiesto a viva voce e con gran forza l’abolizione dell’Iva su questi dispositivi indispensabili oggi più che mai”. “Ad oggi in molte farmacie le mascherine non sono arrivate – prosegue – La distribuzione intermedia avrebbe dovuto distribuire quelle della Protezione civile ma, a causa dei ritardi degli enti certificatori, non può ancora immetterle nel circuito.

Gli aiuti psicologici

“Circa 30.000 chiamate in una settimana provenienti da tutta Italia” sono arrivate al Numero Verde di supporto psicologico messo in campo dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile per aiutare i cittadini nell’emergenza Covid. Più donne che uomini, molti anziani, pochissimi adolescenti, parecchi adulti. “Questi volumi molto alti, mostrano che è stato intercettato un aumento importante del bisogno di sostegno, che va di pari passo a un aumento di ansia, paura e solitudine causati dall’emergenza coronavirus e dal conseguente lockdown”. A spiegarlo all’Ansa è Maria Assunta Giannini, psicologa e psicoterapeuta, dirigente del Ministero e responsabile tecnico-scientifico del progetto partito lunedì 27 aprile, grazie al contributo di 2.500 professionisti volontari. A chiamare il numero gratuito 800.833.833, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 24, sono molti anziani, tristi protagonisti di questa pandemia, nonni che non possono vedere i famigliari o che hanno paura che la Fase 2 aumenti il rischio di contagio.


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